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Salvini annuncia che combatterà contro “gli odiatori”: perché non inizia dai suoi social?

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«Lavoreremo perché ci siano sempre meno odiatori in giro». Lo ha detto Matteo Salvini durante una conferenza stampa a Firenze, in Palazzo Vecchio, per presentare il progetto della Lega per elezioni regionali della prossima primavera in Toscana, parlando del problema dell’antisemitismo. Non è chiaro come lo voglia fare e soprattutto perché annunci di volerlo fare solo ora quando ha avuto 14 mesi al governo a disposizione per mettersi al lavoro.

Perché Salvini ha detto che vuole lavorare contro gli odiatori?

Ma quello che è chiaro è che la nuova promessa di Salvini è solo il tentativo di appropriarsi di una battaglia che non gli appartiene per disinnescare le polemiche e rispondere alla Commissione per combattere razzismo, antisemitismo e ogni forma di istigazione all’odio promossa dalla senatrice Liliana Segre. E su quella proposta al Senato la Lega si è astenuta mentre al Pirellone ha votato contro alla proposta di istituire un’analoga commissione in Regione. Forse Salvini non riteneva fosse il modo giusto per lavorare affinché ci siano sempre meno odiatori in giro.

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E sarebbe davvero interessante sapere quali progetti ha Salvini per fermare gli odiatori. Perché tra i primi a dare man forte a chi sparge odio sul Web (ma non solo) ci sono proprio gli account ufficiali della propaganda leghista. Abbiamo ad esempio il caso del deputato Alex Bazzaro, in passato membro dello staff della comunicazione di Salvini, che su Facebook si divertiva a mettere alla gogna ragazzine, donne, persone trans e omosessuali. Questo quando non era impegnato ad esempio a diffondere fotomontaggi per scatenare l’ira dei suoi commentatori nei confronti del Partito Democratico. Tutta roba che piace parecchio anche a chi gestisce la pagina del Capitano.

Tutte le volte che Salvini e la Lega hanno seminato odio

Inutile nascondercelo: la comunicazione della Lega è fatta anche di odio. C’è l’episodio di Salvini che paragona Laura Boldriniad una bambola gonfiabile, i numerosi casi in cui sulla pagina ufficale della Lega sono state messe alla gogna delle ragazzine o quando ha preso in giro un ragazzo autistico scatenando l’odio feroce dei suoi fan. E non sono casi isolati, come sa bene quella ragazza che per per ben due volte è stata data in pasto alla Bestia solo perché aveva osato esprimere delle idee diverse. Chissà se Salvini considera odio definire “ladra maledetta” una Rom e invocare che venga sterilizzata e i suoi figli dati in adozione.

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Forse no, in fondo lui è quello che proponeva la schedatura su base etnica dei Rom e dei Sinti (cosa che gli valse una denuncia per istigazione all’odio razziale) e che voleva andare con le ruspe un po’ dovunque. Ma anche quando si è trovato di fronte agli odiatori, quelli veri, conclamati ed evidentissimi Salvini non è riuscito a prendere le parti della vittima. Ad esempio alla madre di un ragazzo vittima di insulti razzisti che chiedeva che lo Stato facesse qualcosa l’allora ministro dell’Interno rimproverò di non rispettare «la richiesta di legalità degli italiani». È sempre la stessa storia: in Italia non ci sono fascisti ma solo persone che amano la tradizione; in Italia non ci sono razzisti ma solo persone che chiedono “sicurezza e legalità”.

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Si scoprirà magari, grazie al lavoro che farà Salvini sugli odiatori, che in Italia non ci sono nemmeno, gli odiatori ma solo persone che sono stufe, stanche o chissà quant’altro. E vai poi te a spiegare che in Italia ci sono anche persone come quel Sindaco della Lega che raccomandava la pulizia etnica per i culattoni o che proponeva di vestire gli immigrati da leprotti per poter andare a caccia. Chissà se Salvini riuscirà a trovare almeno un odiatore leghista, magari come quel segretario della Lega di Lecce (che poi si è dimesso) che insultava la senatrice Segre chiamandola “nonnetta”. Certo, niente in confronto a quando Salvini definì la senatrice a vita “casta della casta” o “senatrice pro tempore”. La sua colpa? Aver annunciato il voto di fiducia al governo Conte bis. Ma non pensate che Salvini la gogna la riservi solo agli avversari politici (meglio se donne), agli stranieri, alla comandante della Sea Watch o – quando era giovane – ai terroni. Perché anche i giornalisti hanno imparato che non è il caso di mettersi contro Salvini. Lo sa bene il videreporter di Repubblica che l’ex ministro dell’Interno accusò nemmeno troppo velatamente di avere qualche preferenza per i ragazzini. Siamo sicuro che Salvini indagherà su tutti questi fenomeni e su altri ancora, del resto l’ha detto lui stesso: gli odiatori vanno fermati!

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