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"Se mia sorella e mia madre non possono studiare, questi non mi servono più", la protesta del professore afghano che strappa i suoi diplomi | VIDEO

neXt quotidiano|

Ismail Meshal

Il ritorno al passato, in Afghanistan, era parso evidente fin dal ritorno dei talebani e del loro regime. Perché mentre l’attenzione mediatica verso il Medio Oriente si è concentrata sulle gravissime violenze in Iran, a Kabul e dintorni si è proceduto con il ripristino di quelle leggi che hanno cancellato i diritti civili (e sociali) delle donne. Solo qualche giorno fa, con una decisione che si aggiunge a un’altra lunghissima serie di divieti, il Ministro dell’Istruzione afghano ha disposto il divieto di accesso alle Università per le donne afghane. Una notizia che ha fatto il giro del mondo, così come lo sfogo – in diretta tv – di un professore dell’Università di Kabul: Ismail Meshal.

Ismail Meshal, la protesta in diretta del professore afghano

Intervistato in diretta su Tolo Tv (una emittente indipendente afghana), Ismail Meshal ha preso i suoi diplomi e attestati e davanti alla telecamera – in lacrime – ha iniziato a strapparli. Il motivo è molto semplice e racchiuso in uno sfogo che ha fatto il giro del mondo.

“Da quando ci sono i Talebani, non mi servono più questi diplomi, questo non è un Paese per l’educazione. Se mia sorella e mia madre non possono studiare non accetterò questo sistema. Questo Paese non è un posto per l’educazione. Da quando ci sono i Talebani, l’Afghanistan non è più un posto dove ci si può istruire”.

E l’istruzione vietata alle donne è solamente uno dei tanti tasselli restrittivi decisi dai talebani da quando hanno ripreso in mano il potere nel Paese. Le donne, infatti, sono state letteralmente cacciate dallo spazio pubblico, con inibizioni per quel che riguarda l’accesso alle palestre, ai parchi e persino ai luna park.