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Sondaggi, Fratelli d'Italia straccia la Lega anche al Nord e conquista Veneto, Lombardia e Piemonte

@Asia Buconi|

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Se c’è un dato che emerge chiaro dai sondaggi realizzati in vista delle elezioni politiche del 25 settembre è il primato di Fratelli d’Italia, tallonato costantemente (e a volte superato) dal Partito Democratico. L’altra evidenza, allo stesso modo lampante, è la brusca frenata della Lega, con il progressivo affermarsi della leadership di Giorgia Meloni su quella di Matteo Salvini. Se non fosse abbastanza, lo smacco per il Carroccio si fa ancora più grave se si osservano le cifre di YouTrend riportate oggi su Il Fatto Quotidiano, che sottolineano come anche le roccaforti leghiste al Nord siano state ormai conquistate dai meloniani.

Fratelli d’Italia conquista i fortini della Lega al Nord: “Necessaria una riflessione politica nel partito”

Le simulazioni che circolano nei report di Youtrend spaventano (e non poco) i leghisti. Stando ad esse, Fratelli d’Italia al Nord avrebbe guadagnato ben sette punti di distacco dalla Lega, imponendosi col 25% contro il 18%. Regioni che un tempo erano fortini leghisti come il Veneto, la Lombardia e il Piemonte, adesso sarebbero in mano ai meloniani. Nello specifico, in Veneto Fratelli d’Italia arriverebbe mediamente tra il 28-30% contro il 18-20% del Carroccio. In Lombardia lo “stacco” sarebbe meno evidente ma comunque significativo: FdI avrebbe tra il 23-25% contro il 18-20% della Lega. Marcatissima, invece, la differenza in Piemonte, dove la “distanza” raggiungerebbe i 10 punti, con i meloniani dati tra il 24-26% e i leghisti fermi al 14-16%.

“Nel Mezzogiorno la Lega è più debole e quindi ci sono meno voti da guadagnare, mentre sopra il Po Meloni può rubare molti più voti a Salvini”, osserva Antonio Noto di “Noto Sondaggi”. E quando si chiedono ai leghisti i motivi di questa perdita di terreno, la risposta è sempre la stessa: “Noi siamo molto diversi da FdI”, spiega l’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Veneto Roberto Marcato, molto vicino a Luca Zaia. Poi chiarisce: “Loro sono romanocentrici e statalisti, noi federalisti. Ma nel tempo abbiamo perso i nostri temi identitari: autonomia, sicurezza e impresa. Per questo perdiamo consenso. Si dovrebbe aprire una riflessione politica nel partito”.