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Le vergognose scuse di Lega e Fratelli d’Italia per l’astensione sulla mozione di Liliana Segre contro il razzismo

Ieri al Senato è nata una commissione straordinaria per combattere razzismo, antisemitismo e ogni forma di istigazione all’odio, fortemente voluta dalla senatrice Liliana Segre che aveva presentato una mozione in tal senso. I parlamentari del centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia) però si sono astenuti e al termine del voto, dopo l’approvazione dell’Aula sono rimasti seduti senza applaudire in omaggio alla senatrice a vita reduce di Auschwitz e testimone della Shoah.

La senatrice Pucciarelli e la richiesta di combattere contro i cristiani discriminati (fuori dall’Italia)

La cosa non deve sorprendere più di tanto. Non troppo tempo fa il senatore Matteo Salvini al Senato attaccò duramente la senatrice Segre e gli altri senatori a vita definendoli «la casta della casta della casta» e «senatori a vita pro tempore, che vengono quando hanno tempo» (a proposito, lui era in Aula ieri?). Ma non è il risentimento personale che il leader della Lega nutre nei confronti dei senatori a vita la spiegazione del comportamento del centrodestra ieri. Illuminante in tal senso la posizione espressa ieri dalla senatrice Stefania Pucciarelli, Presidente della Commissione per i Diritti Umani di Palazzo Madama.

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Secondo la senatrice leghista, famosa per aver rivendicato di essere “razzista” e avere messo “mi piace” ad un commento che invocava  l’apertura dei forni per i Rom, in Italia non c’è alcun bisogno di nuove leggi per proteggere le minoranze o lottare contro l’antisemitismo e il razzismo.  Ma per la Lega la Commissione non è naturalmente una cosa completamente sbaglia. Il timore dei leghisti è che «tale Commissione rischierebbe di essere di parte». Per quale motivo? Perché una Commissione che ha il compito di combattere le forme di intolleranza nel nostro Paese (l’unica nazione dove le leggi del nostro Parlamento hanno valore) «non affronterebbe in modo puntuale il monitoraggio del fenomeno della cristianofobia». A quanto pare per la Lega il problema non è l’Italia ma quanto accade all’estero, fuori dalla portata delle nostre leggi, perché quando la senatrice Pucciarelli parla di  «trend è in aumento, con 245.000 persone perseguitate e oltre 4.000 uccise per la loro fede» non sta parlando dell’Italia.

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Ed è invece in Italia che la senatrice Segre, giusto per fare un esempio, riceve 200 messaggi al giorno di insulti. Ed è in Italia che la Commissione ha il compito di indagare sui fenomeni di razzismo e incitamento all’odio. E quel razzismo, nel nostro Paese dove gli italiani sono la maggioranza, è una forma di discriminazione verso gli stranieri, non verso i cristiani. La Lega però prova a buttarla in caciara tirando in ballo la solita polemica sul crocifisso nelle aule scolastiche (in uno Stato laico). Se il dibattito si fosse svolto più verso Natale invece avrebbero parlato di quelli che vogliono vietare i presepi e i canti natalizi.

Perché la destra si è astenuta sulla mozione Segre?

«Sostenere che l’immigrazione illegale porta nel nostro Paese sicuramente delle difficoltà e che può mettere a repentaglio anche il nostro stile di vita e la nostra civiltà è considerata una forma di odio?» ha chiesto ieri in Aula il senatore leghista Massimiliano Romeo. Al quale evidentemente sfugge che dire che la nostra civiltà (un concetto che va oltre le persone che abitano in Italia in questo preciso momento storico) è minacciata dall’immigrazione illegale (qualche decina di migliaia di individui) è la stessa cosa che sostenere che c’è un’invasione in atto. Ed è esattamente quello che dicono Salvini e Giorgia Meloni quando parlano di “invasione pianificata e voluta” e di “sostituzione etnica“. Curiosamente le stesse parole d’ordine dei suprematisti bianchi, quelli che parlando di “discriminazione dei bianchi”.

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E non è un caso che queste parole d’odio poi si sommino ad altre, a quelle di chi parla di attacchi e discriminazione nei confronti della famiglia naturale portati dai sostenitori dell’ideologia gender e che guarda caso si oppone a leggi contro l’omofobia. Perché curiosamente la strategia è sempre la stessa: negare che esista una qualche forma di discriminazione verso una minoranza (omosessuali, stranieri, ebrei) e dire che le vere vittime sono gli altri (coppie etero, italiani “di nascita”, cristiani). E per dimostrare che esiste questa discriminazione si parla di quello che avviene altrove, fuori dall’Italia. Che sicuramente sono fatti gravi ma che nulla hanno a che fare nel dibattito sul razzismo nel nostro Paese, nel contrasto a quello che dicono di essere orgogliosamente fascisti (e il Fascismo fu un regime razzista).

Per la Lega «non serve una commissione dello Stato che certifichi cosa posso dire e non posso dire, c’è già legge», ha detto oggi Dario Galli ad Agorà. Lo stesso genere di giustificazione data dal senatore di Fratelli d’Italia Giovanbattista Fazzolari che in un’intervista al Corriere della Sera ha parlato di «una struttura liberticida, in mano alla maggioranza, col potere di chiedere la censura su Facebook delle idee non gradite. Il ministero della Verità di Orwell». E le idee non gradite sarebbero non solo l’odio razziale e la xenofobia perché «si condannano pure il nazionalismo e l’etnocentrismo». Ora a parte che l’etnocentrismo è una forma di pregiudizio culturale che è il primo passo verso l’intolleranza ai Leghisti e a quelli di FdI sfugge un punto: che gli si chiedeva di votare a favore per condannare razzismo, xenofobia e antisemitismo. Sono cose che sono già punite dalla legge? Allora non ci dovrebbe essere alcun problema – in linea di principio – a ribadire certi concetti. A meno che ovviamente non faccia comodo astenersi, perché magari si sa che all’interno del proprio partito certe spinte xenofobe e razziste sono ben presenti. E perché magari fa comodo chiudere un occhio su certi fenomeni. E puntare il dito contro la discriminazione dei cristiani in Nigeria, salvo poi negare che i nigeriani che vengono in Italia siano persone che possono aspirare a qualche forma di protezione internazionale perché “mica scappano dalla guerra”.

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