Fact checking

Come Salvini ha scatenato la gogna degli insulti sessisti contro Maria Elena Boschi

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Il Partito Democratico ha deciso (più o meno…) di chiedere di votare la mozione di sfiducia nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Inutile star qui a discuterne: la mozione di sfiducia non passerà, il PD non ha i numeri per sfiduciare Salvini, ma l’intento è un altro, dimostrare con un gesto politico e parlamentare che il comportamento del ministro è inaccettabile. E chissà, magari qualche M5S potrebbe votare a favore, aprendo ulteriori crepe nella maggioranza. Questo Salvini lo sa, e soprattutto sa che l’aspetto positivo di questa vicenda è che la mozione è stata presentata da Maria Elena Boschi.

Perché Salvini non fa cancellare i commenti sessisti?

A Salvini è bastato pubblicare la prima pagina di Libero di oggi con un commento neutro  come «ma questi hanno ancora il coraggio di parlare» con tanto di emoji con il bacione per spalancare le porte dell’inferno. Quello degli insulti dei suoi piccoli fan. Che le cose sarebbero andate così era prevedibile, e lo staff della comunicazione ne aveva la certezza matematica visto che mezz’ora prima lo stesso post era stato pubblicato nel gruppo “Matteo Salvini Leader” (il gruppo amministrato e gestito direttamente da Luca Morisi) da uno degli admin.

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Se si va a scavare  in quella che è letteralmente una montagna di merda digitale tra commenti di chi vorrebbe far arrestare la Boschi «per incitazione all’odio», quelli di chi ci spiega che la mozione di sfiducia sarebbe un atto che va contro la volontà popolare, quelli di chi ricorda che la Boschi è stata eletta a Bolzano (ma dimenticano che Salvini è stato eletto il Calabria, prima di vedersi riassegnare il seggio nel Lazio dopo il riconteggio dei voti) e gli ormai classici riferimenti al fatto che il PD si vende i nostri figli (Bibbiano!!1) ci sono i tanti, troppi commenti sessisti contro la deputata del PD.

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Se già di per sé sono intollerabili gli insulti è inaccettabile che sulla pagina di Salvini si possano pubblicare i peggiori insulti sessisti (ma non invece i riferimenti ai 49 milioni della Lega e alle tante parole “vietate” scoperte da Charlotte Matteini tempo fa).

Gli onesti patridioti che insultano Maria Elena Boschi

Eppure non dovrebbe essere difficile filtrare commenti come quelli sul fatto che la Boschi ha fatto carriera in un certo modo oppure che dovrebbe fare la cubista o usare “i buchi a tutto volume”. Una pratica che a quanto pare “giova a certe donne” (sia chiaro, non a tutte e soprattutto non alla madre dell’autore del commento che dovesse per caso passare di qui a leggere).

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A quanto pare tutti sanno cosa servirebbe ora a Maria Elena Boschi, per fare in modo che la smetta di “attaccare” il ministro dell’Interno (e papà) di tutti gli italiani. E la risposta è una sola e una soltanto. Ed è il peggiore insulto possibile per una donna.

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C’è anche il nostalgico, quello che ancora si sogna di notte il fake della Boschi che presta giuramento in tanga e pensa che si intelligente tirarlo fuori per “criticare” un’avversaria politica. Uomini e donne, simpatizzanti ed elettrici della Lega, semplici patridioti con una connessione ad Internet ed un piano telefonico all inclusive pensano unicamente a quello, a scrivere che “scopare con troppi uomini le ha dato alla testa”.

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La donna vera, quella “tradizionale”, è una che si concede poco, meglio se solo al marito. E che soprattutto non fa politica, perché questo a quanto pare sembra essere l’unico modo per difendere l’onore e la dignità dalla Bestia salviniana. Quella che con la bava alla bocca accorre e fa a gara a chi partorisce l’insulto più disgustoso e barocco. Ma non si può pretendere una moderazione da parte dei commentatori della pagina di Salvini, sono ormai assuefatti al sessismo del ministro dell’Interno. La lezione che le donne devono imparare è questa: se fate politica e avete intenzione di criticare Salvini tramite un legittimo atto parlamentare (siamo ancora una Repubblica Parlamentare) dovete stare attente: perché la Bestia è fuori, e non fa prigioniere di guerra.

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Sarebbe invece doveroso pretendere che lo staff della comunicazione – così solerte nel rimuovere commenti sgraditi e bannare utenti buonisti provvedesse a fare un po’ di pulizia. Perché è inaccettabile che sul profilo social da quasi quattro milioni di “mi piace” del vicepremier si debbano leggere cose simili.

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