Fact checking

Tutte le volte che Salvini ha detto che un leghista (indagato) era una brava persona

Giovanni Drogo|

salvini savoini casellati

«Conosco Savoini da 25 anni, dai tempi dell’Università Statale di Milano. L’ho sempre ritenuta una persona corretta e continua a esserlo». Così Matteo Salvini prendeva le difese del suo ex portavoce Gianluca Savoini che però è finito per essere indagato a milano con l’accusa di corruzione internazionale. Cosa c’è di male in Salvini che difende un indagato? Assolutamente nulla, in Italia vige ancora il principio della presunzione d’innocenza ed è giusto che il vicepremier, in nome della loro antica amicizia, difenda uno che negli ambienti leghisti è noto per essere “un neonazista”.

Tutte quelle brave persone amiche di Salvini che finiscono nei guai

Ma Savoini non è l’unico che per Salvini è una brava persona. Perché guarda caso quando si tratta di commentare le vicende giudiziarie dei leghisti Salvini preferisce sempre non entrare nel merito. Ad esempio commentando la vicenda di Gianbattista Fratus, sindaco leghista di Legnano, finito ai domiciliari a maggio scorso il vicepremier ebbe a dire: «lo conosco come persona seria, corretta e per bene così come SiriRixi, Attilio Fontana e tanti altri». Vale qui la pena di ricordare che Armando Siri oltre ad essere indagato nella vicenda Arata ha patteggiato una condanna per bancarotta (ma ciò non toglie che sia una brava persona). Edoardo Rixi invece è stato condannato in primo grado a tre anni e cinque mesi di carcere con l’accusa di peculato.

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Da sinistra: Siri, Rixi e Salvini nel 2015 [Fonte]
Tutte brave persone, nessuno lo mette in dubbio, che in un modo o nell’altro circondano il ministro dell’Interno. Il quale da parte sua non sente nemmeno il bisogno di prendere le distanze. In fondo loro capirebbero che lo fa non perché sta rinnegando l’amicizia ma perché sta tutelando l’immagine dell’istituzione che rappresenta. La ragion di Stato è più importante dei rapporti personali. Nulla vieta a Salvini di essere amico di persone che fino a prova contraria (e sentenza definitiva) sono innocenti. Ma dal punto di vista dell’opportunità politica forse farebbe bene a smarcarsi.

Lucci e Strache, i due amici di Salvini finiti nei guai

Perché a volte quelle che per Salvini sono brave persone (chissà poi che cosa vuol dire) finiscono nei guai. Ad esempio qualche tempo fa il ministro venne fotografato assieme a Luca Lucci, capo ultras della curva milanista (ma non leghista, a quanto è dato di sapere). In quell’occasione il ministro non sembrò molto interessato al fatto che Lucci qualche mese prima fosse stato infatti arrestato  nell’ambito di un’inchiesta per traffico di droga: «Io stesso sono indagato. Sono un indagato in mezzo ad altri indagati». Poi Salvini cambierà idea dicendo di non conoscere Lucci.

luca lucci matteo salvini

Né era preoccupato dal fatto che in un’occasione Lucci fece perdere un occhio ad un tifoso interista. Forse non lo sapeva perché ebbe a dire che «Questi tifosi sono persone perbene, pacifiche, tranquille. Loro portano colore con un coro, un tamburo, una bandiera. La violenza è un’altra cosa». Chissà che cos’è la violenza per Salvini. Nel frattempo a Lucci è stato sequestrato un milione di euro.

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Non andò meglio ad un altro che Salvini chiamava “amico”: il vicecancelliere austriaco Heinz-Christian Strache del FPÖ. Per suggellare la loro amicizia i due si fecero anche dei selfie romantici sui tetti romani. Strache è quello che ha dovuto rassegnare le dimissioni perché è uscito un video in cui prometteva alla sedicente nipote di un oligarca favori negli appalti in cambio di un contributo economico. Ma Salvini non ha battuto ciglio. Un po’ come quando chiedeva un prestito a Mosca, per fare come l’amica Marine Le Pen. E poi ha negato di aver mai chiesto rubli, fiorini, talleri o paperdollari a Putin.

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