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La storiella dei 254 successi di Virginia Raggi a Roma

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A febbraio avevamo lasciato Virginia Raggi a moltiplicare i successi della sua amministrazione. In un primo momento sembrava fossero appena 43, ma dopo meno di ventiquattrore la sindaca della Capitale ne aveva scovati altri 48. E così i successi della giunta pentastellata salivano a 91. Sono passati poco più di sei mesi e i successi della Raggi sono aumentati in maniera esponenziale. Durante la kermesse del MoVimento 5 Stelle a Rimini la sindaca ha infatti annunciato con orgoglio che “i piccoli e grandi successi” marchiati 5 Stelle ora sono 254 (duecentocinquantaquattro). E i giornali, questi infami, non ne parlano.

È tutto molto bello, ma anche molto difficile

Davanti ai cinquantamila di Rimini la Raggi ha rapidamente elencato tutti i successi della sua azione di governo della Capitale. Le slide con le 254 vittorie del MoVimento 5 Stelle romano erano presentate in uno stand mentre dal palco la sindaca le definiva “254 passi che allontaneranno la città da Mafia capitale”. Il tutto all’insegna del mantra grillino “i giornali non ve lo dicono”, perché è chiaro che tutti hanno interesse a nascondere il buon lavoro fatto fin’ora dal M5S. Partiamo dall’ultimo “successo”: il prolungamento della linea 720 fino a Ciampino. Non certo un’operazione colossale anche se senza dubbio si tratta di una decisione importante. Dà però la misura di cosa la Raggi sia disposta a considerare “un successo”. Perché per la Raggi un successo è anche solo aver aperto un tavolo di discussione per discutere di un progetto che forse vedrà la luce entro il 2021. Per non parlare dei successi che sono merito delle precedenti amministrazioni.

Possono essere considerati dei successi le azioni di ordinaria amministrazione come ad esempio le operazioni di tappatura delle buche? Sicuramente le toppe su alcune strade sono state messe, eppure non si può parlare di successo. Semmai solo di un’amministrazione che fa il proprio lavoro. E a volte lo fa solo per convenienza elettorale come accade nel X Municipio e ad Ostia dove a novembre si andrà al voto per eleggere il nuovo consiglio municipale. Ma questo ovviamente la Raggi non lo dice, così come non dice di aver cambiato idea sull’importanza di ripulire i tombini e le caditoie dalle foglie. Foglie che secondo la sindaca sono cadute anzitempo a causa del surriscaldamento globale.
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Altri provvedimenti, come quello “contro le sale slot” è solo di facciata perché riguarderà unicamente le nuove aperture e solo il centro storico. Per intervenire sul settore ci vorrebbe del resto una legge dello Stato, ma il risultato al momento è che la “guerra alle slot machine” non va a risolvere i problemi attuali e rimane in buona sostanza un provvedimento di facciata. E molti dei successi sono esattamente così: tavoli di lavoro che vengono aperti ma che non hanno ancora risolto nulla, ad esempio per quanto riguarda le associazioni e le ONLUS sotto sfratto.

#Romarinasce: Ogni giorno c’è un piccolo successo!

Anche per quanto riguarda il taglio agli sprechi la Raggi è riuscita nelle slide a moltiplicare il risparmio. Ma non dice che ad esempio per quanto riguarda i costi della macchina amministrativa (lo staff di sindaca e assessori) il M5S si è posto l’obiettivo di spendere “solo” 500 mila euro in meno all’anno rispetto a Marino (in cinque anni farebbero 1,5 milioni ma la Raggi deve ancora finire di fare le nomine dei dirigenti). E non è senza dubbio un successo aver detto no alle Olimpiadi, salvo poi voler “regalare” ai romani un evento sportivo come la prima mezzamaratona della Pace. Che avrà tutto il suo significato simbolico ma non è certo comparabile.
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Tra i successi c’è poi il “piano per il superamento dei 9 campi rom” della Capitale. Con i fondi europei, puntualizzano le slide, se non fosse che quei fondi li ha ottenuti Ignazio Marino quando era sindaco e che il piano prevede il superamento – forse – di soli due campi. Senza contare che il piano non è ancora operativo: il fatto che una giunta riesca ad approvare un piano non può essere considerato un successo, anche perché quella giunta è un monocolore a 5 Stelle dove chi non va d’accordo con la linea della sindaca semplicemente perde il posto e viene rimpiazzato. C’è il piano dei rifiuti con l’apertura di isole ecologiche che però sono le stesse individuate da una delibera del Commissario Tronca.
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Cosa dire invece dei 150 nuovi autobus entrati in servizio? Sono stati acquistati con i fondi stanziati da Marino. Mentre dei 45 filobus “restituiti ai cittadini” in realtà su strada ne sono arrivati 32. Di questi ad agosto ne erano rimasti in circolazione – causa guasti – solo due. Ma due è pur sempre più di zero, quindi anche questo successo lo mettiamo in saccoccia. C’è poi il piano alberi, solo quello di monitoraggio, perché il bando milionario per il verde pubblico al quale l’amministrazione ha lavorato otto mesi è stato revocato perché non a norma. Ma ci sono anche successi più piccoli come ad esempio la sperimentazione sul 5G fatta assieme a Fastweb. Solo che coinvolgerà appena 3000 romani e che non è affatto chiaro in che modo il Comune ha deciso di scegliere Fastweb, a quanto pare infatti non c’è stato un bando. Certo, poi ci sono successi più vicini al sentire del M5S: il PUMS e la democrazia diretta, peccato che fino ad ora si tratti di progetti appena lanciati (o fatti a metà) che non hanno prodotto ancora nessun risultato concreto per i cittadini. Difficili da valutare quindi ma anche difficile che possano essere considerate delle vittorie. Ogni giorno però l’importante è fare qualcosa, un piccolo passettino, come ad esempio l’inaugurazione di un asilo. Ma inaugurare un asilo nido non è un successo, lo è invece ottenere i fondi e far partire i lavori. Però il M5S i finanziamenti è più bravo a perderli che a ottenerli. E giusto ieri ha dovuto chiudere una scuola nel XII Municipio perché c’era dell’amianto incapsulato sul terrazzo e nessuno si era accorto che la ditta non l’aveva rimosso entro i termini stabiliti.