Fact checking

Il M5S a Ostia ha appena scoperto che la pulizia dei tombini non basta

Le piogge e gli allagamenti di Roma hanno messo nei guai l’amministrazione capitolina. In molti hanno ricordato quello che diceva il M5S quando il sindaco di Roma era Ignazio Marino e i pentastellati facevano opposizione. Nonostante le promesse Virginia Raggi non è riuscita a cambiare le cose e Roma ieri è andata in tilt. Cassonetti che andavano alla deriva per le strade, viali che diventavano fiumi e macchine bloccate all’interno di incroci trasformati in laghetti alpini. A Ostia, dove il M5S punta a conquistare la presidenza del X Municipio, ci si muoveva in canotto (proprio come ironizzava la sindaca qualche anno fa).

Il senso del M5S per tombini e caditoie

Venerdì avevamo lasciato Giuliana Di Pillo, candidata M5S al X Municipio, intenta a magnificare gli “interventi risolutivi” sui tombini ostruiti del X Municipio. Da qualche mese infatti i 5 Stelle hanno scoperto l’esistenza di Ostia. Giusto in tempo per le elezioni del 5 novembre. Al grido di #DecimoRiparte la Di Pillo e Paolo Ferrara ci hanno raccontato nelle ultime settimane lo stato dei febbrili lavori pubblici per dare una lucidata alla zona. Strade rifatte, ispezioni delle voragini, pulizia delle stazioni e dei tombini. Insomma ad Ostia e dintorni il MoVimento si è dato un gran da fare per mostrare che sono davvero in grado di cambiare il vento alla città.
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Poi ha iniziato a piovere. E le cose sono tornate alla normalità. Un brutto risvegli per i romani e per gli abitanti di Ostia che guardando le pagine Facebook pentastellate stavano vivendo un sogno ad occhi aperti. E se per Roma la normalità significa purtroppo strade allagate e disagi per il 5 Stelle significa una sola cosa: dare la colpa a chi è venuto prima.
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La Di Pillo ha preso il coraggio a due mani per spiegare che con piogge così eccezionali “la pulizia dei tombini e delle rete fognarie non basta”. Servono invece “tanti fondi” per risolvere il problema in maniera radicale. Nei commenti c’è chi però ricorda alla candidata pentastellata che “nel 2014 ha fatto 150 mm in due giorni a seguito di un’altra settimana di piogge intense“. E tenendo conto che le previsioni meteo avevano annunciato 120mm di pioggia ad Ostia forse qualcosa di più per evitare gli allagamenti si sarebbe dovuto fare, ad esempio aprire il canale dei pescatori.
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Ma nessuno ci ha pensato anche se con le piogge in arrivo sarebbe stato opportuno e doveroso faro ma nonostante l’aggiudicazione della gara per la manutenzione il canale risulta ancora insabbiato. Altri cittadini invece denunciano come in realtà le caditoie e i tombini non siano mai stati puliti. Anche il capogruppo al Consiglio comunale del M5S, Paolo Ferrara, dà la colpa ai fenomeni eccezionali. Il post è lo stesso della Di Pillo. Con la differenza che Ferrara si limita a ricordare di aver fatto approvare il Piano di Assetto Idrogeologico mentre la Di Pillo chiede a gran voce (a chi? al Comune?) la redazione di un piano d’emergenza. Segno che forse il Piano di Assetto Idrogeologico fatto approvare non è così risolutivo. Oppure il M5S ha qualche problema a pensare di fare opere risolutive (e il complottismo sul rischio idrogeologico a Tor Di Valle per il nuovo stadio della Roma la dice lunga).

Ostia il giorno dopo è ancora allagata, perché?

Oggi a Roma non piove più da ore ma a Ostia – segnala il consigliere d’opposizione Alessandro Onorato – i pozzetti non assorbono nemmeno una goccia d’acqua, che continua a ristagnare. Siamo davvero sicuri che le caditoie siano state fatte pulire?
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Onorato ricorda che la Di Pillo costa alle tasche dei romani 40 mila euro l’anno. Nel municipio commissariato dal 2015 infatti la Raggi ha deciso di mandare l’ex consigliera municipale in qualità di delegata del sindaco.
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Dovrebbe essere proprio la Di Pillo ad avere la responsabilità per quanto riguarda il X Municipio. Ma nei mesi scorsi molti cittadini si sono lamentati del fatto che la delegata del sindaco non sia stata molto presente. E certe problematiche e non si risolvono con l’interventismo pre-elettorale dell’ultimo minuto.

Quando per il M5S era tutta colpa della mancata pulizia delle caditoie

Secondo Virginia Raggi è tempo di interventi radicali sul sistema fognario: «qui c’è da ripensare completamente l’impianto fognario perché le fogne che sputano fuori acqua fanno capire che l’impianto non è dimensionato per fenomeni di questo genere di questa portata. Tuttavia io dico che se non avessimo avviato la già l’anno scorso l’intervento sui primi tombini e le caditoie i danni sarebbero stati maggiori». Probabilmente la Raggi ora aprirà un tavolo tecnico con il sindaco di Roma per discutere della faccenda.
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In quell’occasione la Raggi potrebbe anche confrontarsi con la consigliera d’opposizione che nel settembre 2013 faceva dell’ironia sul fatto che il Comune avesse pulito le caditoie e i tombini. Da questo post possiamo dedurre due cose: la prima è che a settembre a Roma queste cose succedono e quindi arrivare impreparati non è possibile. La seconda è che la Raggi del 2013 riteneva che la pulizia dei tombini fosse sufficiente per ovviare al problema degli allagamenti. Oggi invece Raggi, Ferrara e Di Pillo ci spiegano che non basta che “bisogna ripensare il sistema fognario”. E il dubbio rimane: a Roma i 5 Stelle le caditoie le hanno pulite o no? Non basta dire che “la pulizia non serve” per evitare di affrontare il problema.