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Francesca Donato: la sovranista che vuole uscire dall’Euro si candida alle Europee (con la Lega)

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Il partito che vanta numerosi piani per uscire dall’Euro senza dirlo a nessuno, la Lega di Matteo Salvini, ha presentato le liste per le elezioni europee. Niente di strano, in fondo il nuovo mantra leghista è che bisogna cambiare l’Europa da dentro (e da sotto, da dietro e dalle fasce). Quindi anche se Salvini non si presenta alle riunioni dei ministri dell’Interno europei per discutere le modifiche al Trattato di Dublino e se più di qualcuno sogna di smantellare il Trattato di Maastricht a quanto pare anche questa volta i leghisti andranno a Bruxelles.

Chi sono i candidati di Salvini alle Europee

Capolista in tutte e cinque le circoscrizioni sarà Matteo Salvini, che almeno così avrà una scusa per continuare la maratona di campagne elettorali inframmezzata da capatine al Ministero. Si sa che quello di Ministro dell’Interno non è un lavoro a tempo pieno (anche se Salvini prende lo stipendio completo) e si può fare benissimo nei ritagli di tempo. Salvini, che oltre ad essere ministro e vicepremier è pure senatore con tutta probabilità rinuncerà al seggio a favore del primo dei non eletti. Ed in lista ce ne sono tanti meritevoli di un posto in Europa. C’è ad esempio Angelo Attaguile, candidato nella circoscrizione Italia insulare. Non proprio un nome nuovo, visto che si tratta di ex-DC eletto nel 2013 alla Camera dei deputati per il MPA di Lombardo. I maligni direbbero un riciclato, ma in realtà è uno dei fondatori di Noi con Salvini in Sicilia (a proposito che fine ha fatto NCS?). Tra gli ex-qualcosa spicca anche il nome di Igor Gelarda, già nel MoVimento 5 Stelle (non un grande cambiamento quindi).

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Sempre nella circoscrizione di Attaguile troviamo Francesca Donato nota ai più per le sue partecipazioni ai talk show televisivi e per essere la fondatrice e presidente del “progetto Eurexit”. Si tratta di un’associazione che persegue l’obiettivo di  “uscire dall’euro, rilanciare l’economia e ripristinare la democrazia in Italia” che l’avvocato Donato ha fondato assieme al marito e al commercialista. In questi ultimi tempi la Donato ci ha deliziato con opinioni imprescindibili tipo: la scienza è come il nazismo oppure il complotto dei buonisti che si sono inventati la storia dei bambini eroi dell’autobus di San Donato (poi ricevuti da Salvini). Fenomenale quella volta che ha raccontato in televisione che “un suo amico magistrato” le aveva detto che ci sono prove inoppugnabili che gli immigrati delinquono di più. Prove che però non ha mai fornito.

L’esperimento antropologico di Francesca Donato

Certo, in quanto fondatrice del “progetto Eurexit” c’è stato un tempo in cui Lady Onorato (così si fa chiamare su Twitter) sperava che l’Unione Europea sparisse il prima possibile. Speriamo non prima della sua elezione a Bruxelles, sarebbe una vera delusione altrimenti. Sembra ieri che Francesca Donato e Marcello Foa (oggi Presidente della Rai nominato dal governo Conte) festeggiavano su Facebook la vittoria del leave al referendum sulla Brexit al grido di “dall’Unione Europea si più uscire”. Sono passati tre anni e le balle raccontate dai vari Farage e Johnson sono venute a galla. E il Regno Unito ancora non ha capito come uscire davvero dalla UE.

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Qualcuno potrebbe dubitare delle doti di lettura della realtà dell’avvocato Donato, che nel 2014 vedeva in un altro referendum, quello per l’indipendenza della Scozia un segnale per la riconquista della sovranità sottratta dalla UE. Peccato che al referendum del 2016 (e anche dopo) la maggior parte degli scozzesi abbia votato per rimanere nell’Unione. Il problema era semmai tutto interno alla Gran Bretagna.

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Cosa è successo quindi, ora non solo non si esce dall’Euro ma addirittura si va in Europa? Come spiegava poco più di un mese fa la Donato in realtà è tutto parte di un grande disegno. Si continua a voler uscire dalla UE ma solo dopo aver «DIMOSTRATO che questa UE è irriformabile». Da brava antropologa che ha ben assimilato la lezione di Malinowski e dell’osservazione partecipante ecco quindi che la nostra Lady ha accettato l’invito ad andare a vedere sul campo – meglio se con un bello stipendio – come funziona l’Europa. Certo fa un po’ sorridere che il piano sia quello di “cambiare la UE dall’interno”, ovvero lo stesso di Renzi e di tanti altri che in passato hanno detto che l’Europa andava cambiata quando i no-euro dicevano ancora apertamente che bisognava uscirne. Ma in fondo i sovranisti sono fatti così: da un lato si lamentano che l’Unione Europea non vuole gestire in maniera comunitaria i confini esterni, dall’altra vogliono riaffermare la sovranità nazionale su tutti i confini.

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Per la Donato è il contrario, dopo aver detto di voler uscire dall’Euro entra direttamente all’Europarlamento

Se tutto andrà come spera Salvini l’avvocato Donato sarà in buona compagnia. Tra i candidati spicca il nome di un altro sovranista eccellente e con un pedigree da urlo (discende da una nobile famiglia di banchieri): Antonio Maria Rinaldi. L’economista noto alle cronache per essere “allievo di Savona”, animatore del sito Scenarieconomici che voleva essere messo a capo della Consob e che ha qualche problema con la lobby dei parcheggi negli aeroporti.  Ma le sorprese nelle candidature non finiscono qui. Perché oltre all’ex sindaco di Adro Oscar Lancini ci sarà anche l’ex moglie del senatore Roberto Calderoli, Gianna Gancia, una dei leghisti a favore del TAV. Dopo quattro mandati a Bruxelles non ci sarà invece Mario Borghezio.

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