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Francesca Donato: l’euroscettica sovranista che paragona i vaccini agli esperimenti dei nazisti

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Molto a margine della vicenda del bambino con la leucemia che non può tornare a scuola perché nella sua classe ci sono alcuni figli di no-vax sgomita Francesca Donato. Già candidata alle elezioni europee 2014 con la Lega Nord, LadyOnorato (questo è il suo handle su Twitter) è ideatrice e promotrice del progetto Eurexit “per uscire dall’euro, rilanciare l’economia e ripristinare la democrazia in Italia” (associazione fondata assieme al marito e al commercialista).

Cosa c’entra il nazismo con la scienza?

Questa mattina l’avvocato Donato si è sveglia con un’insaziabile voglia di reductio ad Hitlerum (o Godwin Law, come sarebbe più appropriato definirla) e ha deciso di spiegarci che Roberto Burioni è il« paladino della repressione del dissenso che vuole togliere i bambini alle madri». Non solo: il virologo e professore del San Raffaele è uno di quelli «favorevoli all’aborto fino al nono mese, ma se poi non vaccini il neonato lo metterebbero in orfanotrofio». Non risulta che il dottor Burioni abbia mai parlato di aborto fino al nono mese, che è una bufala e riguarda per altro la legislazione dello Stato di New York ma è molto comodo utilizzare l’argomento dell’uomo di paglia, una fallacia retorica che in genere è l’ultima risorsa di chi non ha altri argomenti se non quello di fare credere che l’interlocutore stia dicendo una cosa solo perché è una tesi più facile da confutare.

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Secondo Lady Onorato chi vuole radiare i medici no-vax è un fascista. Per non utilizzare il termine no-vax preferisce parlare di “immunologi troppo prudenti”. Mentre chi vorrebbe evitare che medici che ritengono che i vaccini siano dei veleni mortali, che l’autismo si può curare con l’omeopatia e terapie “chelanti” o che vanno in giro a dire che i vaccini causano autismo è chiaramente un nazista. Perché anche i nazisti «in nome “lascienza” facevano esperimenti sui bimbi disabili per “il bene” della comunità ariana». La differenza è che qui si vuole protegge un bambino temporaneamente “disabile” (perché immunodepresso dopo la leucemia) e si chiede alla comunità di farlo. L’esatto opposto di quello che facevano i nazisti che invece eliminavano i soggetti “deboli”, “imperfetti” e “non ariani”.

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Il senso di Francesca Donato per la scienza

E ancora: così come in Germania negli Anni Trenta un intero popolo è finito per adorare Hitler e il nazismo oggi «la propaganda de “lascienza” (che allora stabiliva che gli ebrei fossero razza inferiore) funziona molto bene, ora come allora». Niente di nuovo sotto il sole, qualche giorno fa un manifesto di SìAmo – il partito fondato da uno dei medici radiati di cui sopra – paragonava le vaccinazioni agli “esperimenti” fatti da Mengele e dai nazisti nei campi di concentramento.

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Ma quegli “esperimenti” erano torture, atti di sadismo. Tant’è che proprio dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale venne approvato il Codice di Norimberga che aveva lo scopo di regolamentare il modo in cui venivano svolti gli esperimenti e gli studi clinici. Non solo, a metà degli Anni Sessanta venne promulgata la Dichiarazione di Helsinki che attraverso le successive revisioni fissò i principi fondamentali dell’etica medica in ambito della sperimentazione clinica.

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Tutto questo però non riguarda il caso del bambino di Roma e dei suoi compagni di classe figli di no-vax. In primo luogo perché i vaccini in commercio hanno già superato il trial clinico e quindi non è necessaria una sperimentazione sui bambini. In secondo luogo perché la legge che nel 2017 ha rafforzato l’obbligo vaccinale è stata giudicata costituzionale, non va quindi ad infrangere i principi di uguaglianza e di libertà sanciti dalla nostra Costituzione. Ma c’è un problema ancora più grande: paragonare “lascienza” al nazismo. Un paragone fuori dal tempo e dalla logica. Anche perché LadyOnorato ha qualche difficoltà a riconoscere il nazismo e il fascismo. Ad esempio sostiene che il partito tedesco Alternative für Deutschland non sia un partito di ispirazione fascista (un partito che definì il memoriale dell’Olocausto “una vergogna” e che difende le azioni della Wehrmacht), un’opinione smentita addirittura dalla ex leader di AFD Frauke Petry che ha parlato di una deriva “nazionalista” e di estrema destra del partito.