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Francesca Chaouqui, monsignor Balda e la storia della notte di sesso

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Non poteva mancare la svolta sessuale nel giallo del Vatileaks. Un memoriale di monsignor Vallejo Balda scarica tutta la responsabilità della fuga di notizie su Francesca Immacolata Chaouqui e riporta tutta una serie di ipotesi di complotto risibili a proposito della PR che Papa Francesca aveva voluto nella Cosea, l’organismo che doveva analizzare e riformare le finanze della Santa Sede. «Lei mi disse che apparteneva ai servizi segreti italiani e che la sua unione con Corrado Lanino era un matrimonio di copertura. Mi mandò delle foto di Corrado con un’altra donna, la sua vera moglie», c’è scritto nel memoriale secondo la cronaca che ne fanno oggi Marco Ansaldo e Corrado Zunino su Repubblica. «Lei mi disse che apparteneva ai servizi segreti italiani e che la sua unione con Corrado Lanino era un matrimonio di copertura. Mi mandò delle foto di Corrado con un’altra donna, la sua vera moglie», sostiene il Monsignore. Come è grande tradizione in Vaticano, il complottismo improbabile la fa da padrone nelle parole di Balda:

«Il 12 dicembre ricevo un invito a pranzo da Luigi Bisignani. A quell’incontro volevano farmi credere che Francesca lavorava per i servizi segreti, che il suo capo era l’ambasciatore Massolo. Con Bisignani la Chaouqui aveva complicità e lui mi chiese di incontrare alcuni suoi sponsor. Grazie a Dio il secondo pranzo non c’è mai stato… Dietro Francesca c’è Paolo Berlusconi (ma forse si confonde con Silvio, ndr): lei assisteva in modo abituale alle feste di Palazzo Grazioli, a Roma. E poi è amica di Gianni Letta e di sua moglie, del cardinale Touran, lo chiamava il cardinale di nostra proprietà. E anche del cardinale Re.
Il loro contatto con la Santa Sede è Padre Sapienza, che gestisce le udienze del mercoledì del Papa… Francesca ha una grande relazione con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il marito del ministro lavora in Rai. La Chaouqui dice che è lì per volontà di Renzi». Ancora: «Carlo Carrai (il riferimento è probabilmente a Marco, amico del premier, ndr) è molto vicino a Francesca, lei è andata al suo matrimonio».

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La foto di Francesca Chaouqui con Papa Francesco

Ma nell’articolo c’è di più. E precisamente anche il racconto di una presunta notte di sesso tra lei e il monsignore:

Il monsignore spagnolo mette per iscritto che la Chaouqui lo ha sedotto a Firenze il 28 dicembre 2014. Lui, subito dopo avere consumato, si pente, e cerca di allontanarsi dalla donna. Però la teme. «Io ho avuto paura di questo… Lei aveva tanti numeri di telefono». Cerca di stanare la sua collaboratrice. «Sono andato a parlare con il capo dei servizi segreti, lui neanche la conosceva, rimasi sorpreso, iniziai così a chiedere informazioni e tutte le volte scoprivo sempre truffe diverse».
Il rapporto fra i due si fa difficile. «Io mi ero confrontato con una psicologa, che mi disse di tenerla calma, di non dirle subito di no, e allora le dicevo: “Va bene Francesca, vediamo…”. Ma lei era violenta, muy cattiva, mi scriveva “verme, sei un verme”». Un litigio durissimo avvenne per la serie del regista Paolo Sorrentino in Vaticano. «Francesca mi scrisse che voleva la mia autorizzazione per la troupe di Sky. Io le dissi: no se puede, porqué ci vuole l’autorizzazione della Gendarmeria. Lei mi mandò un whatsapp e mi scrisse che ero un coglione».

La Chaouqui sul suo profilo Facebook e in un’intervista a Repubblica (chiesta da lei stessa a Corrado Zunino) ha smentito tra ieri e oggi la storia, facendo capire che al Monsignore tra l’altro non piacevano le donne, parlando di una sua conoscenza con un giornalista di Sky e con una manager di produzioni nel mondo dello spettacolo:

Balda comincia così un periodo spericolato di investigazioni sul mio conto. Un crescendo di pettegolezzo e menzogne in cui Balda si convince che io sia un infiltrato dei servizi segreti americani, che avessi contatti con la mafia russa, che avessi lavorato per la CIA ai danni dello stato italiano.
Giuro che è vero. (!)

Lucio Angel Vallejo Balda
Anche le accuse della Chaouqui nei confronti dei personaggi menzionati sono piuttosto gravi:

Balda fu la vittima di se stesso, un lavoro di mesi in cui avevo provato ad insegnargli a muoversi con discrezione e non come un elefante in una cristalleria. Cosa che aveva determinato peraltro il fallimento della commissione. Tutto inutile.
Con i giornalisti Nuzzi e Fittipaldi lui esprime più volte anche in chat la sua preoccupazione nell’apprendere che facevo pArte della mafia cinese, il tutto mentre, dacchè quando era coinvolto da me, frequentava ambasciate e ambienti diplomatici era passato a essere abituè di locali notturni di Ostia e concerti fra Firenze, Prato, Roma.
Qualcuno in segreteria di stato mi aveva informato della lettera e anche della persa stabilità mentale del prete, inoltre mi era stato chiesto se avessi modo di fornire qualche indicazione su cosa fosse accaduto.
Riferii di non saperlo di preciso ma riferii anche che tanto era il delirio in cui versava il prelato che ad aprile avevo consigliato allo stesso di sottoporsi ad una visita psichiatrica, cosa che egli fece, risultando con stupore mio e di molti in effetti sano.

E sempre la Chaouqui promette per oggi altre rivelazioni:


Al via, questa mattina nel tribunale dello Stato della Città del Vaticano, gli interrogatori del processo per la divulgazione di documenti riservati della Santa Sede (vatileaks) che vede imputati tre funzionari vaticani e, per “concorso in reato”, due giornalisti italiani, Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi, autori di due libri, Via crucis (Chiarelettere) e Avarizia (Feltrinelli), che riportano quei documenti. I documenti al centro del dibattimento provengono dalla Commissione Referente di Studio e Indirizzo sull’Organizzazione delle Strutture Economico-Amministrative della Santa Sede (Cosea) che, a inizio pontificato (18 luglio 2013-22 maggio 2014), istrui’ la riforma che Papa Francesco sta attuando. Sabato 21 novembre, infine, con un comunicato il tribunale vaticano “ha provveduto alla notifica agli imputati e ai loro avvocati della richiesta di rinvio a giudizio presentata dall’Ufficio del Promotore di Giustizia a conclusione della fase istruttoria del procedimento in corso per la divulgazione illecita di notizie e documenti riservati”. Chaouqui, Balda e il suo collaboratore Nicola Maio sono imputati, su richiesta del promotore di Giustizia (pm) Gian Pietro Milano, “perché all’interno della Prefettura per gli affari economici e di COSEA si associavano tra loro formando un sodalizio criminale organizzato, dotato di una sua composizione e struttura autonoma, i cui promotori sono da individuarsi in Angel Lucio Vallejo Balda e Francesca Immacolata Chaouqui, allo scopo di commettere piu’ delitti di divulgazione di notizie e documenti concernenti gli interessi fondamentali della Santa Sede e dello Stato”. I due giornalisti italiani, Nuzzi e Fittipaldi, perché “sollecitavano ed esercitavano pressioni, soprattutto su Vallejo Balda, per ottenere documenti e notizie riservati, che poi in parte hanno utilizzato per la redazione di due libri usciti in Italia nel novembre 2015”. Martedì scorso, 24 novembre, la prima seduta del processo che, al tribunale presieduto da Giuseppe Della Torre, potrebbe concludersi entro l’avvio del giubileo (otto dicembre). Oggi i primi interrogatori, che dovrebbero iniziare proprio da Vallejo e Chaouqui.