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La conferenza stampa di Giorgia Meloni: "Msi? Molti italiani non considerano quella storia impresentabile. Parteciperò al 25 aprile"

Asia Buconi|

conferenza stampa meloni

Dopo aver incassato la fiducia sulla Manovra 2023 al Senato, la Premier Giorgia Meloni ha tenuto la conferenza stampa di fine anno di fronte a 45 giornalisti, un intervento definito di “inizio mandato”. La finanziaria, ha sottolineato Meloni, è stata approvata “un giorno prima rispetto a quelle degli ultimi anni, c’è la volontà di lavorare bene”. E ancora l’accento su quanto tutto ciò che l’esecutivo ha fatto finora sia “di destra” nella volontà di “fare cose compatibili con la mia visione, se non avessi condiviso qualcosa che il Governo ha fatto lo avrei rifiutato”. La Presidente del Consiglio ha sottolineato che l’obiettivo non è quello di “sopravvivere” ma di essere fieri di ciò che si fa e “coerenti con quello che siamo”.

La conferenza stampa di fine anno di Giorgia Meloni: le parole su giornalisti, Covid in Cina, crisi energetica e maggioranza

A inizio conferenza stampa, Meloni ha dedicato un pensiero alla categoria dei giornalisti e ha affermato: “Valuto molto positivamente gli stimoli lanciati dal Presidente dell’ordine sull’affrontare i problemi dei giornalisti: considero sempre che un giorno tornerò alla mia professione, che è quella giornalistica. Credo che i giornalisti debbano fare il loro lavoro con responsabilità, ma in condizioni di libertà, di stabilità, con salari adeguati a questa responsabilità. Sarò contenta di incontrare il presidente dell’Ordine per arrivare a una iniziativa del governo su queste materie. Sono disponibile”.

Poi, uno sguardo alla Cina, dove la situazione dovuta al Covid-19 allarma e non poco anche l’Italia: “Il Governo si è mosso immediatamente in coerenza con quello che abbiamo chiesto in passato – ha detto Meloni – abbiamo disposto il tampone per tutti quelli che vengono dalla Cina, ma la misura è efficace solo se viene presa da tutta l’Ue, per cui abbiamo scritto a Bruxelles”.

Sulla crisi economica ed energetica, la Premier ha ribadito che “siamo in una situazione di grande emergenza, i provvedimenti energetici costano mediamente 5 miliardi di euro al mese” ma “il tetto del gas può cambiare il quadro”.

Meloni ha sottolineato pure come la tenuta della maggioranza di Governo sia solida e come ci sia fiducia nei confronti degli alleati: “Al di là dei dibattiti naturali e delle sfumature diverse nei programmi dei singoli partiti, c’è visione comune, è normale che ci sia dibattito, poi contano i fatti”. “Trovo un clima assolutamente positivo nella maggioranza, non posso lamentarmi – ha ribadito la Premier – e non lo dico per fatto dovuto”.

Meloni su Rdc: “Tutti vorremmo il lavoro dei sogni, ma c’è chi preferisce stare a casa che fare un lavoro dignitoso”

La Presidente del Consiglio Meloni si è poi concentrata sul nodo occupazione e sul discusso ridimensionamento del Reddito di Cittadinanza: “Mentre spendevamo 8 miliardi per dare il reddito di cittadinanza a chi poteva lavorare, l’Italia non spendeva 8 miliardi del fondo sociale europeo, dedicato alla formazione. Quindi abbiamo 8 miliardi di euro non utilizzati del fondo sociale, 13 miliardi della nuova programmazione e il pnrr. Parliamo di molti soldi. Quando si parla del tema della congruità sul rdc bisogna capirsi. Certo, non si deve e non si può parlare di lavoro sottopagato o di sfruttamento. Ma se il tema è ‘non considero questa mansione all’altezza delle mie aspettative o studi’, quello è un tema diverso. Tutti vorremmo trovare il lavoro dei nostri sogni, ma qua il tema è se preferisco stare a casa invece di fare un lavoro dignitoso”.

Giorgia Meloni: la soddisfazione sul Pnrr, la questione demografica, lo scandalo Qatergate e le parole sull’Iran

Sul raggiungimento dei 55 obiettivi del Pnrr e sul conseguente sblocco della terza tranche da 19 miliardi dell’Ue, Meloni ha detto: “Quando siamo arrivati, dei 55 obiettivi erano stati conseguiti 25. Abbiamo lavorato per terminare gli altri 30. Questa staffetta ha funzionato, sono contenta che si sia riusciti. Come? Con la scelta politica di concentrare le competenze del Pnrr sotto la guida di un unico ministero, e di mettere sotto la stessa competenza i Fondi di coesione europei, per evitare sovrapposizioni. Il grosso fatto fin qui erano programmazione e riforme, sulla carta. Ora questi obiettivi devono diventare cantieri, e qui – ha sottolineato la Premier – ci sono oggettivamente difficoltà, dall’aumento dei costi delle materie al caro energia. E il piano è stato scritto prima del conflitto in Ucraina. Il RepowerEu è uno strumento interessante, va mediato con il Pnrr. Stiamo avendo un’interlocuzione quotidiana con la Commissione Ue, il rischio è che le risorse non arrivino a terra”.

Meloni ha poi spostato lo sguardo sulla questione demografica, da sempre considerata un pilastro del suo programma politico: “Per noi è una priorità assoluta, quindi è anche una priorità economica. Consideriamo il tema del sostegno alla genitorialità una priorità e quindi anche la tassazione deve tenerne conto”.

La Premier si è concentrata pure sul Qatergate: “Una cosa mi ha molto innervosito: molti colleghi internazionali definiscono questi fatti con la locuzione ‘italian job’, come se fosse una macchia sulla nostra nazione. La vicenda non riguarda solo italiani, anche belgi, greci e esponenti di altre nazioni. Semmai è un tema di partito, un socialist job. Se avesse riguardato i conservatori sarebbe stato un conservative job. Riguarda una famiglia politica ma non l’Italia. Va difeso l’orgoglio e l’onore della nazione che rappresento dagli attacchi. Le responsabilità sono trasversali non fra i partiti ma fra le nazioni”.

Meloni ha poi definito la situazione in Iran “inaccettabile, non intendiamo tollerarla oltre, abbiamo sempre avuto un approccio dialogante ma, se le repressioni non dovessero cessare e non si dovesse tornare indietro, l’atteggiamento dell’Italia dovrà cambiare, con quale provvedimento dovrà essere oggetto di una interlocuzione a livello internazionale”.

Le parole di Meloni su Blocco navale e Mes. La Premier sul Msi: “La maggioranza degli italiani non considera quella storia impresentabile”

Sul tema delicatissimo dei migranti e del blocco navale, la Premier ha precisato: “Non lo intendo come mandare le navi della Marina contro i Paesi del Nord Africa e scatenare una guerra. La mia ipotesi è una missione europea, in accordo con le autorità nordafricane, per bloccare le partenze, formare degli hotspot e ridistribuire rifugiati in Europa. È quello su cui continuo a lavorare. Le cose si fanno con serietà. Abbiamo posto alcune questioni a livello europeo che consentono oggi di discutere questa materia, come finora non è stato fatto adeguatamente”.

Dopo aver ribadito il sostegno a Kiev e l’auspicio che la Russia “fermi questa inaccettabile guerra di aggressione”, Meloni è tornata sul Mes e ha sottolineato che “l’Ue dovrebbe sbloccare i fondi Mes per altre iniziative, visto che nessuno li usa, serve un dibattito a livello europeo”.

Sulle recenti polemiche in merito al ricordo del Msi del presidente del Senato La Russa, Meloni ha detto: “Oggi alcuni esponenti del governo, delle massime cariche dello Stato vengono da quell’esperienza. Ci sono arrivati con un voto democratico. Vuol dire che la maggioranza degli italiani non considerava quella storia impresentabile, e penso che anche questo si debba rispettare”. Dopodiché, la Premier ha confermato la sua presenza alle celebrazioni del 25 aprile, la festa della Liberazione.