Fact checking

Perché Marco Travaglio si ostina a non capire che i vaccini non sono "renziani" e nemmeno "grillini"?

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Marco Travaglio non capisce evidentemente nulla di vaccini e di vaccinazioni. Un’ulteriore dimostrazione è l’editoriale di oggi, domenica 21 gennaio 2018, “provocatoriamente” intitolato “ma vaccina tuo padre“. A quanto pare per Travaglio infatti ci sono vaccini cattivi, perché renziani ed altri invece buoni. I primi ovviamente sono i terribili dieci quelli imposti dalla legge voluta dalla ministra Lorenzin. Ministra che il suo giornale specifica sempre non essere laureata in medicina e quindi non titolata a parlare. Non risulta però che Travaglio sia laureato in medicina.

Marco Travaglio e i vaccini renziani

Travaglio oggi è tornato su quanto aveva detto a Otto e mezzo qualche tempo fa (puntata dell’11 gennaio) quando aveva detto che quando era piccolo «il morbillo era considerato non la peste bubbonica come è considerata ultimamente ma era considerato quasi un tagliando che un bambino doveva fare assieme ad altre malattie». Curiosamente nell’editoriale di oggi Travaglio non torna su quell’affermazione, che è l’oggetto delle critiche mosse dal dottor Roberto Burioni successivamente riprese da Renzi nella giornata di ieri. Sarà un caso? Una coincidenza? Una semplice dimenticanza? Non possiamo saperlo e del resto non ha senso parlare di ciò che non è scritto: si commenta da sé.
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È molto più interessante parlare di quello che è scritto. Ad esempio Travaglio ricorda di aver detto alla Lorenzin tre cose (fortunatamente c’è la registrazione che può sempre aiutare la memoria del direttore del Fatto). La prima è che «non era il caso di rendere obbligatori i sei nuovi vaccini in aggiunta ai vecchi quattro». Si potrebbe pensare, leggendo questa frase, che i sei vaccini in più siano stati inventati e messi in commercio nel 2017. Non è così. C’erano già ed erano già fortemente raccomandati. Travaglio poi dice di aver detto che «per le sei patologie in più erano meglio vaccinazioni non imposte dall’alto, ma suggerite da campagne d’informazione». Il che è senza dubbio vero, se non fosse per due cose: che la percentuale di copertura era scesa sotto la soglia di sicurezza al 95% e che anche in Veneto, dove dal 2008 è stato sospeso ogni obbligo a favore di campagne di informazione le cose non stavano andando così bene. Inoltre Travaglio non spiega perché “non era il caso”. C’è una qualche argomentazione scientifica per spiegare che “non era il caso”? No. C’è almeno la dimostrazione dell’esistenza di un conflitto di interessi con Big Pharma? Nemmeno.

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Fonte

Travaglio dice che si tratta di opinioni che sono, tra l’altro, condivise da centinaia di medici e scienziati (che hanno qualche remora a esprimersi, vista la democratica abitudine dell’Ordine a espellere i dissenzienti dal sacro verbo renzian-lorenziniano). Non dice però che le opinioni di quei medici (tra i quali citiamo Dario Miedico, Roberto Gava e Gabriella Mereu) sono fondate su assunti non scientifici che vanno dal ritenere che i batteri non esistano (Mereu) a spiegare (come ha fatto Gava sul blog del Fatto) che i vaccini causino autismo. Opinioni queste facilmente smentibili dal punto di vista scientifico. Non sono stati Renzi e la Lorenzin a stabilire che la correlazione tra vaccini e autismo non esiste. Per Travaglio però l’Ordine dei medici in sostanza censura le opinioni scomode, anche se le radiazioni sono arrivate prima del decreto Lorenzin. Ma per fortuna che c’è il Fatto a difendere i “medici coraggiosi che hanno pagato le loro opinioni con la radiazione dall’ordine” (FQ Millennium N°5 Anno 1 Settembre 2017).

Sui vaccini obbligatori Travaglio è rimasto un po’ indietro rispetto al M5S

Cionondimeno per Travaglio “non è il caso” di rendere obbligatori sei vaccini in più. Due dei quali, vale la pena ricordarlo a Travaglio, sono già contenuti nel vaccino esavalente che veniva somministrato anche prima. Gli altri quattro invece (morbillo-parotite-rosolia-varicella) sono nel tetravalente. Vale la pena di ricordare a Travaglio che – anche a causa della bassa copertura vaccinale – in Italia nel 2017 c’è stata un’epidemia di morbillo che a dicembre aveva provocato quattro decessi e 4.885 casi di contagio. Uno dei quali è quello di Simone Tezzon finito in ospedale con due infarti polmonari, il collasso di un polmone e un embolia polmonare a causa del morbillo.

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Il coraggio dei giornalisti del Fatto che sfidano la Lorenzin, Renzi e l’Ordine dei medici per raccontarci la favola di Burioni massone!!1

Infine per Travaglio un altro motivo per cui non si doveva procedere ad imporre l’obbligo vaccinale di dieci vaccini è che “il decreto non ha eguali in molti paesi d’Europa”. Il che è senz’altro vero. Così come è vero che l’obbligo non è l’unica strada per alzare il livello delle coperture vaccinali, come sottolinea un editoriale (e non una ricerca scientifica) pubblicato su Nature. Cosa succede però se anche Guido Silvestri, consulente per la “vaccination policy” del MoVimento 5 Stelle spiegava un paio di giorni fa fa che in caso di vittoria del M5S la Legge Lorenzin non verrà toccata per almeno 3 o 5 anni? i

Marco Travaglio e il piano del M5S

La cosa è ancora più imbarazzante, per Travaglio, se si legge che nel piano elaborato dal M5S (niente da dire che il DDL sia stato presentato dalla nota scienziata Paola Taverna che, OPS, risulta essere in possesso di un diploma da perito aziendale e corrispondente in lingue estere?) verrà introdotta una clausola di salvaguardia in base alla quale  «in caso di epidemia e/o copertura vaccinale inferiore a quella necessaria per raggiungere l’effetto gregge (in genere il 95%), il che significa per esempio che rimarrebbe obbligatoria la trivalente MMR fin quando non si arrivi a questi livelli di copertura». Insomma Silvestri, quindi il M5S dicono che in caso di epidemia (come quella del morbillo attuale) o di copertura vaccinale inferiore al 95% (come nel caso di alcune vaccinazioni) può essere introdotto l’obbligo.  Il che è esattamente il motivo per cui è stata varata la legge Lorenzin.

En passant ricordiamo a Travaglio che molti medici e scienziati “coraggiosi” che lottano contro la Lorenzin sostengono che l’effetto gregge non esista. E non è quindi un caso che Travaglio si trovi anche a difendere lo scandaloso servizio di Report sull’HPV scrivendo che il programma di Ranucci è stato “subito manganellato dai renziani”. Sembrerebbe quasi che Report sia stato “attaccato per motivi politici”. In realtà è stato criticato perché non ha esposto i fatti in maniera obiettiva. La storia di Report è finita così – con l’archiviazione dell’inchiesta di cui parlava la trasmissione – e il famigerato rapporto AIFA “segreto” è stato pubblicato in modo che tutti possano leggerlo. Ma si sa, chi si somiglia si piglia. E chissà, magari un giorno Travaglio organizzerà un morbillo party in redazione, tanto è solo un tagliando.