Cultura e scienze

Come è andata a finire la storia di Report e del vaccino anti HPV

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Vi ricordate? Ad aprile Report ha mandato in onda un servizio molto lacunoso (e secondo alcuni vergognoso) sui vaccini e sul vaccino contro il Papillomavirus. L’inchiesta – se così la si può chiamare – voleva mettere a nudo gli interessi delle case farmaceutiche e rivelare come il vaccino HPV sia responsabile di numerose e pericolose reazioni avverse. La trasmissione di Sigfrido Ranucci spesso ospita in coda una rubrica dal titolo “come è andata a finire”, in questo caso però la fine del procedimento contro l’EMA smentisce le tesi di Report.

Report, l’EMA e il Mediatore Europeo

Tra i numerosi buchi, del servizio di Report c’è la vicenda che vede coinvolta l’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ovvero l’ente europeo che si occupa di verificare e approvare l’immissione in commercio dei medicinali (e dei vaccini). Nel criticatissimo servizio di Report sulla farmacovigilanza si parlava di fantomatiche (e non provate) tangenti da parte delle aziende produttrici di Gardasil e Cervarix per condizionare favorevolmente i rapporti di vigilanza postmarketing. Nel frattempo è uscito il rapporto AIFA 2014-2015 dove ci sono i veri numeri delle segnalazioni di sospette reazioni avverse da vaccino anti-HPV. Sorprendentemente non sono tante quante sostiene Report.
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Secondo Report, che ha intervistato alcune ragazze che denunciano di aver subito delle reazioni avverse in seguito alla vaccinazione, il vaccino non è sicuro e soprattutto AIFA ed EMA non avrebbero vigilato a sufficienza sulla sicurezza dei vaccini immessi sul mercato affidandosi unicamente agli studi commissionati dalle due case farmaceutiche produttrici dei due vaccini. A lanciare l’accusa era stato il professor Peter C. Gøtzsche, medico, chimico e biologo, che fa parte di un’organizzazione indipendente chiamata Nordic Cochrane. I ricercatori della sede danese della Cochrane hanno presentato un reclamo al Mediatore europeo accusando l’EMA di scarsa trasparenza durante il processo di valutazione di immissione sul mercato del vaccino.

Cosa ha stabilito il Mediatore Europeo nel caso del processo di valutazione dei vaccini anti HPV?

Secondo Gøtzsche l’EMA aveva sottovalutato le reazioni avverse al vaccino contro l’HPV. Alle accuse della Nordic Cochrane l’Agenzia del Farmaco Europea aveva replicato in maniera circostanziata spiegando i criteri di valutazione e illustrando in che modo l’Agenzia affronta e regolamenta i conflitti d’interesse. Ma come è andata a finire la denuncia dell’EMA al mediatore europeo? Per scoprirlo è sufficiente andare a leggere la presa di posizione del Mediatore sul sito dell’ombudsman.
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L’ufficio del Mediatore europeo non è un organismo scientifico. Il ruolo del Mediatore non prevede che si pronunci sul merito delle valutazioni scientifiche svolte dalle agenzie scientifiche specializzate, come la valutazione dell’EMA sulla sicurezza dei medicinali.
Il Mediatore può, tuttavia, cercare di valutare se organismi scientifici quali l’EMA abbiano messo in atto le garanzie procedurali necessarie per garantire che l’esame delle prove scientifiche sia completo e indipendente, e se tali garanzie siano state applicate correttamente in ogni procedura.
A seguito della sua indagine sugli aspetti procedurali denunciati, il Mediatore conclude che dalla sua indagine non sono emerse questioni procedurali che potrebbero aver influenzato negativamente il lavoro e le conclusioni del comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza nella procedura di deferimento. L’esame delle prove scientifiche era completo e indipendente.

Ebbene secondo il Mediatore europeo, che non entra nel merito della valutazione e dell’accuratezza scientifica del lavoro dell’EMA, l’esame delle prove scientifiche sul vaccino anti HPV è stato svolto in modo completo e indipendente. Non ci sono state quindi omissioni e questioni procedurali che possono aver influenzato il lavoro e le conclusioni del comitato di valutazione per la farmacovigilanza. La Nordic Cochrane ha risposto al giudizio del mediatore sottolineando come il Mediatore non abbia le capacità o le competenze per addentrarsi in un’analisi del lavoro scientifico e che di conseguenza non ci sia nessuno che possa controllare il lavoro dell’EMA e che quindi non ci si possa fidare dell’Agenzia del Farmaco europea. Ma che il Mediatore non si occupasse di fare analisi scientifiche lo sapeva ben prima, solo che ovviamente finché il mediatore non si era espresso faceva comodo dire che “l’EMA è sotto indagine”.

Leggi sull’argomento: Come Alessandra Borella di Report ha contattato Roberto Burioni per il pezzo sul vaccino anti HPV