Cultura e scienze

La storia di Roberto Burioni massone

Giovanni Drogo|

Per difendere il blogger un documento pubblicato nell’ottobre 2014 dal sito Popoffquotidiano.it che a sua volta aveva compilato un file pdf a partire da un file Excel pubblicato nel febbraio 2014 dal sito di “controinformazione” buenobuonogood. La prima cosa da dire riguardo a questo elenco è che non si sa chi l’abbia compilato e quale sia la fonte delle informazioni. La seconda è che le informazioni contenute sono spesso parziali.
fatto quotidiano burioni massone vaccini - 6
Di certi presunti “massoni” viene indicato solo il cognome e la data di nascita, di altri invece tutte le generalità. Una versione analoga – e redatta da fonte anonima – dello stesso elenco è databile marzo 2010. La prima pubblicazione risale al 2009 e fu curata dal sito “La Voce delle Voci” e a quanto pare gli elenchi risultano aggiornati al 2007. Abbiamo quindi elenchi redatti non si sa da chi e che risalgono a più di dieci anni fa. Non proprio materiale giornalistico.

Burioni spiega cosa dice la scienza su vaccini ed epilessia

Ma torniamo a parlare di scienza. Il Fatto il 6 maggio spaventava i genitori raccontando la storia di un bambino “diventato epilettico” dopo il vaccino. Il danno da vaccino è stato addirittura riconosciuto da una commissione ospedaliera che ha dichiarato l’esistenza di un “nesso causale tra la vaccinazione e l’infermità Epilessia in trattamento farmacologico”.

Ma siccome la scienza è dubbio, e il dubbio è concesso (cit.) Burioni su Facebook spiega come in realtà la scienza abbia ampiamente dimostrato che non c’è alcun legame tra le vaccinazioni pediatriche e l’epilessia. A causare l’epilessia – hanno scoperto i ricercatori dopo lunghe analisi – sono dei difetti genetici congeniti che possono essere svelati dalla vaccinazione, come da altri fattori. Ma l’epilessia c’è già, non viene “introdotta” nel corpo del bambino tramite il vaccino. Queste informazioni sono alla portata della giornalista autrice del pezzo, che evidentemente preferisce affidarsi a liste anonime che a studi scientifici pubblicati e revisionati. Ma del resto se si sostiene la tesi che la ricerca è pagata dalle case farmaceutiche perché una giornalista dovrebbe tenerne conto?