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Perché Lilli Gruber ha sbagliato a fare quella battuta sulla pancia di Salvini

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Ieri sera Matteo Salvini è tornato da Lilli Gruber ad Otto e Mezzo. Quando ci era andato prima della pausa estiva era ministro dell’Interno aveva promesso di portare dei fiori. Ma come tante altre promesse dell’ex vicepremier del governo Conte non è stata mantenuta. In finale di una puntata tutto sommato non eccessivamente scoppiettante o ricca di spunti, dopo che Salvini aveva suonato tutto il repertorio su migranti, tradimenti e inciuci la giornalista de La 7 ha voluto punzecchiare Salvini su un argomento inutile: il costume da bagno.

Tutto quello che Lilli Gruber non ha chiesto a Salvini a Otto e Mezzo

Per chi si fosse perso gli ultimi due mesi di vicende politiche italiane molto si è parlato del Salvini balneare. Ma la questione politica era incentrata su due aspetti e solo marginalmente sullo “stile” (nel senso di abbigliamento) dell’allora titolare del Viminale. Il primo è stato il caso della moto d’acqua della Polizia. O meglio del giretto del figlio di Salvini sul mezzo della Polizia di Stato. Con tutti gli annessi e connessi: le minacce degli agenti al giornalista di Repubblica e gli insulti di Salvini che aveva ribadito che bisognava prendersela con lui e non con il ragazzino e nemmeno con gli uomini della scorta o gli agenti. A pagare per ora però potrebbero essere solo gli agenti sui quali è stata avviata un’inchiesta.

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Via Instagram.com

Il secondo aspetto è stata la decisione di Salvini di dare il via alla crisi di governo dallo stabilimento balneare del Papeete Beach (e subito dopo di chiedere “pieni poteri”) invece che andare in Parlamento a farlo. Certo, è stata un’estate fortissima quella di Salvini, tra dj set, selfie in spiaggia e quant’altro. Ma non è stata certo un’estate irrituale per il capo della Lega che ha sempre fatto così anche in passato. E che non si è mai vergognato (e perché dovrebbe poi) di non avere il fisico del bagnino di Baywatch.

Lilli Gruber e la pessima battuta sulla pancia di Salvini

Ed è proprio su questo punto che la Gruber ha voluto stuzzicare – sbagliando – Salvini. Prima chiedendogli se «è contento che non deve girare in mutande per le spiagge italiane come ha fatto quest’estate?» e poi visto che Salvini aveva risposto che lui anche l’anno prossimo andrà in spiaggia in costume da bagno  ha rincarato la dose dicendo «e magari senza pancia». Ora se da un lato si può anche voler pretendere che un ministro della Repubblica adempia alle sue funzioni con disciplina ed onore come è scritto nella Costituzione anche quando è in spiaggia dall’altro è assolutamente sbagliato attaccare Salvini per il suo aspetto fisico.

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Certo, lui non se l’è presa, ha abbozzato la battuta standard che usa in questi casi «omo de panza omo de sostanza». Ma non vuol dire che siccome non si è offeso in pubblico sia giusto attaccare Salvini per il suo aspetto fisico. Che differenza c’è tra quelli che su Berlusconi dicevano che era “nano” o che paragonavano Bersani a “Gargamella”? E soprattutto che differenza c’è tra chi criticava il vestito della ministra Bellanova, sui famigerati sandali di Laura Boldrini o su Giorgia Meloni incinta in Aula e chi ride perché Salvini – come molti uomini – ha un po’ di pancia? Non è una giustificazione il fatto che Salvini sia uno che le persone le mette alla gogna sui social facendo in modo da aizzare i suoi contro una donna magari perché ha i rasta o non indossa il reggiseno.

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Anzi è un’aggravante, una caduta di stile per chi vorrebbe dimostrare di essere diverso. Sicuramente a differenza della Bellanova, della Boldrini o di Giorgia Meloni Salvini non essendo donna non è tra le categorie vittime di discriminazione, ma per quanto le donne siano maggiormente vittime di bodyshaming non si tratta di una questione unicamente femminile. Ieri Lilli Gruber avrebbe potuto chiedere a Salvini della moto d’acqua, ma non lo ha fatto. Avrebbe potuto parlare del caso Metropol non tanto per la questione dei soldi ma sui rapporti di Salvini e della Lega con Gianluca Savoini e sul perché una persona del genere viaggiava spesso e volentieri in compagnia del Ministro dell’Interno. Avrebbe potuto chiedere dove Salvini voleva trovare i soldi per la Flat Tax invece che lasciargli dire che questo governo “l’ha cancellata”. Non l’ha fatto: ha preferito fare la battutina sulla pancia di Salvini, come l’ultimo dei leghisti.

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