Fact checking

Lo spettacolo di Carla Ruocco che risponde sempre a un’altra domanda a Di Martedì

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Ieri a DiMartedì il M5S ha mandato la Presidente della commissione Finanze alla Camera Carla Ruocco. Una scelta forse azzardata visto che dall’altra parte della barricata c’era Carlo Calenda. Ma forse il viceministro Laura Castelli era impegnata. È successo però che l’onorevole Ruocco, molto più di quanto siamo abituati da altri politici, ha dimostrato una grande capacità nell’evitare di rispondere alle domande. Questo quando non ha fatto finta di dimenticarsi che al governo “precedente” c’erano anche loro.

Carla Ruocco ha dimenticato chi ha messo le clausole IVA?

L’onorevole Ruocco attacca subito con entusiasmo spiegandoci che «il governo ha il grande merito di aver scongiurato un aumento dell’IVA che sarebbe stato una catastrofe per il Paese, questo non era affatto scontato». Si parla ovviamente di quei 23 miliardi che costituiscono gran parte della manovra di bilancio cui sta lavorando il ministro dell’Economia Gualtieri. Ma la Ruocco “dimentica” che questa catastrofe scongiurata è frutto delle politiche del governo Conte 1, quello dove il M5S governava assieme alla Lega.

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Ed è vero che tutti i governi, dal 2011 con Berlusconi in poi hanno sempre messo delle clausole di salvaguardia sull’IVA per far scendere il deficit e sempre tutti i governi sono riusciti (tranne in un caso) a scongiurare l’aumento dell’IVA. La differenza sostanziale è che il governo precedente aveva deciso degli aumenti di spesa. «Intanto è stata scongiurata per quest’anno, incombeva» dice la Ruocco facendo un gesto eloquente con la mano. Ma in realtà oggi non sappiamo quanto di quei 23 miliardi di aumento dell’Iva siano stati spostati sul prossimo anno e quanti servano per disinnescarla del tutto. Quando l’europarlamentare Carlo Calenda ricorda all’onorevole Ruocco che 9-10 miliardi di quei 23 miliardi di clausole di salvaguardia sono stati decisi dal M5S per fare Quota 100 e Reddito di Cittadinanza (ovvero per fare degli aumenti di spesa) la Presidente della Commissione Finanze continua a ripetere che «per come era andata la crisi di governo c’era il rischio che potessero realmente scattare» le clausole di salvaguardia.

Carla Ruocco non ha capito che Quota 100 non riguarda gli esodati?

Chissà se l’onorevole Ruocco crede davvero di poter far dimenticare che prima del Conte bis c’è stato un Conte 1 che ha creato quella situazione che ora sembra essere stata in qualche modo “risolta” (al prezzo di una manovra di bilancio che certo non è brillante). Quando parla la Presidente della Commissione Finanze quasi ci si dimentica che fino alla crisi estiva nessuno nel governo e nella maggioranza aveva mai detto una parola su come sterilizzare l’aumento dell’Iva. Ad esempio non si ricordano proposte di Carla Ruocco per sterilizzare le clausole di salvaguardia. Sembra quasi che la crisi di agosto venga usata come alibi per far dimenticare tutto quello che è successo prima. Ma non è che a luglio il governo precedente avesse le idee così chiare.

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Ma non c’è solo lo scampato aumento dell’Iva «parlando di evasione fiscale – spiega Carla Ruocco – se non si risistema e si va sempre di condoni». Come se il governo Conte 1 non ne avesse fatti: si chiamava Pace Fiscale, e per la verità non è servita a molto dal punto di vista degli incassi per l’Erario. La cosa paradossale è che mentre Carla Ruocco sorvola su quello che è successo negli ultimi quattordici mesi non rinuncia a difendere uno dei provvedimenti che hanno contribuito a creare la cifra monstre dei 23 miliardi di euro delle clausole di salvaguardia: Quota 100. E qui viene il bello perché secondo la Presidente della Commissione Finanze della Camera Quota 100 è servita per aiutare gli esodati della Legge Fornero, ma in realtà non è così. Perché con Quota 100 si manda in pensione chi la pensione (e un lavoro) la ha. Per definizione gli esodati non hanno né l’una né l’altro. E soprattutto perché i vari governi precedenti hanno tentato di risolvere la questione degli esodati con le cosiddette “salvaguardie”. Da che è stata varata la “Legge Fornero” ne sono state fatte otto per circa 13 miliardi di euro. Il Governo Conte 1 avrebbe dovuto mettere mano (e soldi) per una nona salvaguardia ma non lo ha fatto.

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