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Ma oltre a dire #bastasalvini cosa sta facendo il governo Conte Bis?

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Vi ricordate quando stava per nascere il governo Conte Bis? C’era nell’aria una grande voglia di discontinuità. Ad un mese e mezzo dalla successione di Giuseppe Conte giallorosso al se stesso gialloverde scopriamo che l’unica discontinuità è stata la cacciata di Salvini e qualche promessa strappata sulla redistribuzione dei migranti, che ancora non è diventata un vero e proprio accordo. Ma oltre a quello cosa è successo? Nulla.

La meravigliosa discontinuità del Conte 2

Si dirà: bisogna lasciare tempo al nuovo esecutivo di ingranare la marcia, lasciamoli lavorare che sono appena arrivati. Ma la verità è che non c’è tempo. La legge di Bilancio che è alle porte sarà l’occasione per vedere davvero all’opera un esecutivo che fino ad ora sta facendo di tutto per passare inosservato. Certo, ci sono state uscite bizzarre e fantasiose, la tassa sulle merendine e sulle bibite gassate o quella sui prelievi al bancomat (nato però da un’idea di Confindustria). Così come pure l’idea di far votare i sedicenni (a proposito che fine ha fatto?). Ma di fatto di provvedimenti concreti non ce ne sono stati. Nemmeno l’uscita sui “rimpatri sicuri” di Di Maio è poi così nuova rispetto alle promesse fatte da Salvini un anno fa.

La manovra economica, dicevamo. Che novità introduce? L’unica misura degna di nota è aver sterilizzato l’aumento dell’Iva. Resta però tutto il resto: Quota 100 non si tocca. Non ha mantenuto le promesse sulla creazione di posti di lavoro e non sono “milioni” come dice Salvini gli italiani che hanno optato per andare in pensione in anticipo. La situazione è così ridicola che uno dei sostenitori della maggioranza, Matteo Renzi, può arrivare a dire che «Quota 100 è pensato solo per chi ha già diritti. Togliere quella misura per destinare i soldi alle famiglie e allo stipendio dei lavoratori sarebbe giusto. E molto utile. Via quota 100, più risorse ai figli e ai salari» mentre il presidente del Consiglio dice che «su Quota 100 è una delle misure su cui ci stiamo lavorando eccetera e ci continueremo a lavorare». Eccetera?

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Il Reddito di Cittadinanza non è possibile metterlo in discussione anche se in sette mesi non ha creato un solo posto di lavoro per i beneficiari. Sono stati assunti migliaia di “navigator” che nessuno sa bene cosa facciano perché devono ancora iniziare a prendere in carico i percettori del RdC. Nella NADEF è scritto chiaramente che le due misure non sono servite nemmeno a rilanciare i consumi degli italiani. I due decreti Salvini? Anche quelli per il momento rimangono lì dove sono e come sono.

La strategia dello struzzo del governo

C’è stata una timida apertura di dibattito sullo Ius Culturae, cui però il MoVimento 5 Stelle ha subito chiuso in maniera disordinata promettendo che ci si lavorerà, ma non oggi. E chi ha approvato la prudenza della maggioranza su questo tema ha fatto notare che concedere la cittadinanza ai figli degli immigrati regolari che hanno ultimato un ciclo di studi in Italia si farebbe un favore a Salvini. Il quale ha sempre detto di considerare italiani i cittadini stranieri che lavorano onestamente e pagano le tasse. Come dicevamo: l’unica cosa che è cambiata è stata l’uscita di Salvini dal governo. Pure sul taglio del numero dei parlamentari non si è registrato alcun sussulto. Un provvedimento di bandiera del M5S che il Partito Democratico ha votato senza apparentemente ottenere nulla in cambio. Si aspetta come è ovvio l’esito del voto in Umbria, PD e M5S sono attentissimi a non turbare gli equilibri per evitare una sconfitta che rimetterebbe in discussione la loro alleanza.

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E per quanto questo possa essere accolto come un fatto generalmente positivo non possiamo certo rallegrarci del fatto di avere un governo che sembra puntare più sulla strategia di non prendere decisioni o di cacciare la testa sotto la sabbia che a quella di fare quello che tutti speravano facesse: governare. Ed è proprio non governando, che significa prendere decisioni difficili o impopolari, che non “si fa un favore a Salvini”. Perché l’inerzia con cui si trascina il Conte 2 dimostra che certe cose poteva farle anche Salvini. E se al leader della Lega si deve chiedere perché non le ha fatte quando era al governo all’attuale maggioranza invece va chiesto perché non sta facendo qualcosa che Salvini non voleva assolutamente fare. No, non basta dire che i porti ora sono aperti, perché lo sappiamo che non sono mai stati chiusi. E non basta promettere una “manovra coraggiosa” quando di coraggio se ne vede ben poco e si parla al limite di lotta all’evasione (come hanno fatto tutti i governi, pure quelli che hanno varato condoni e pace fiscale). Alla fine il problema di questo governo è il Presidente del Consiglio. Uno che quando era al governo con la Lega non ha mai alzato la voce e che ora è riuscito ad imporre la sua linea a tutti: non fare nulla, non fare rumore, piano piano, sottovoce.

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