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Livio Giuliani del CODACONS ha querelato neXtquotidiano, ma…

Due anni fa l’assessora di Roma Capitale Giuseppina Montanari sosteneva che il Comune avesse concesso “a sua insaputa” una sala ad un gruppo di sostenitori della libertà di scelta in campo vaccinale. Stava mentendo. Lo abbiamo scoperto grazie alla querela del dottor Livio Giuliani, storico collaboratore del CODACONS e portavoce della Società per il principio di precauzione (tra i cui membri figura anche la dottoressa Lesmo, quella che cura l’autismo). La querela è stata archiviata il 7 novembre scorso

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Due anni fa neXtquotidiano ha pubblicato un articolo nel quale dava conto di una divertente polemica a 5 Stelle. La storia in breve era questa: un gruppo di esponenti di quello che viene definito il mondo “free-vax”(coloro che si battono per la libertà di scelta in campo vaccinale) aveva chiesto e ottenuto di poter fare una riunione nella sala Commissione Ambiente del Dipartimento di Tutela Ambientale di Roma Capitale. Quel gruppo di medici, scienziati e avvocati avrebbe poi dato vita alla Società scientifica per il principio di precauzione (SSPP).

Cos’è la Società scientifica per il principio di precauzione

Tra i membri dell’associazione troviamo il dottor Fabio Franchi (che ritiene che l’AIDS non esista); i coniugi Gatti-Montanari (autori della criticatissima ricerca “scientifica” sulle nanoparticelle); Franco Trinca (che ha scoperto il complotto di Glaxo SmithKline dietro il colore della protesta free-vax) e l’ex senatore Vincenzo D’Anna, presidente dell’Ordine dei Biologi (quello che voleva finanziare la ricerca di Corvelva). Ci sono anche la dottoressa (radiata dall’Ordine dei medici di Milano)  Gabriella Lesmo, che ritiene che i vaccini causino l’autismo e sostiene di poterlo curare. Alla Lesmo è affidata la presidenza del Comitato per iniziative in materia vaccinale. Non ultimo il dottor Livio Giuliani, consulente scientifico del Codacons, che per quell’articolo querelò l’autore e Nextquotidiano.

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Ne scriviamo oggi perché il giudice ha disposto l’archiviazione nei miei confronti accogliendo la tesi dell’avvocato Matteo Conz del foro di Padova dopo che già il Pubblico Ministero aveva richiesto l’archiviazione per la querela presentata dal dottor Giuliani. Per il giudice e per il pubblico ministero quell’articolo (che riportava tra le altre cose alcune affermazioni del dottor Guido Silvestri, all’epoca consulente del M5S per le politiche vaccinali) non ha alcun contenuto diffamatorio. Il dottor Giuliani riteneva invece che definirlo “free-vax” invece fosse lesivo della sua reputazione.

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Eppure proprio sul sito della SSPP (associazione di cui Giuliani è portavoce) si può leggere un articolo dove si parla di «una vera e propria “epidemia” di autismo registrata in tutto il mondo, in età prescolare e scolare» e la si collega «all’incrementato in numero e frequenza (sette vaccinazioni – esavalente più una monovalente – proposte in una unica seduta al terzo mese di vita)» delle vaccinazioni rispetto agli Anni 80 quando il numero di “casi di autismo” era minore.

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In occasione della alla manifestazione Free-Vax tenutasi a Roma il 22 luglio 2017 (video) contro il Decreto Lorenzin (che definì «un intervento legislativo dal sapore fascista») si lamentò della “censura” del documentario Vaxxed, il cui regista è Andrew Wakefield, l’ex medico che inventò la  bufala della correlazione tra vaccini e autismo, e parlò di «quante impurezze e quante nano particelle non dichiarate siano nei vaccini quasi fossero programmati per indurre malattie e non per sanare». Secondo il dottor Giuliani è diffamatorio definirlo “Free Vax” (che è banalmente un termine giornalistico che serve ad identificare persone con una precisa posizione sul tema dei vaccini), eppure non sembra aver avuto alcun imbarazzo a farsi vedere in occasioni di manifestazioni “Free Vax” né a condividerne alcune argomentazioni. Ad ogni modo per il giudice e il PM definire un sostenitore della libertà di scelta in campo vaccinale e del principio di precauzione in ambito vaccinale “Free Vax” non è diffamazione.

Giuseppina Montanari sapeva perfettamente a chi stava dando la sala comunale

Ma questo non era il tema dell’articolo. L’argomento era il fatto che il M5S, che in quel periodo stava cercando di ripulirsi l’immagine di partito anti-scienza avesse concesso una sala comunale per la riunione. Su una cosa però Livio Giuliani aveva ragione. Ovvero non era vero che l’assessora Giuseppina Montanari non fosse stata informata sulla riunione. Addirittura all’epoca la senatrice Elena Fattori (recentemente uscita dal MoVimento) ci aveva tenuto a far sapere che l’assessora (oggi ex ma per altri motivi) quando ha concesso la sala non si era resa conto di chi fosse dietro la richiesta.

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Grazie alla querela di Giuliani possiamo dimostrare che l’assessora Montanari stava mentendo (e chissà cosa ha raccontato alla senatrice Fattori). Perché nella querela il dottor Giuliani ha allegato le mail di richiesta della sala. Nella mail data 6 agosto 2017 Giuliani si presenta dicendo che nel “movimento Vax Freedom” (termine curioso per definire i sostenitori della libertà di scelta) era maturata la decisione di costituire una società scientifica che si occupasse del principio di precauzione. Giuliani fa presente che il Senato aveva cancellato la prenotazione della sala e fa notare che «se è ostativa la parola vaccinazione (la v minuscola della sigla SSPPv) potremo costituire la società ampliando lo scopo sociale al Princpio di Precauzione da declinare di volta in volta in diversi campi, a cominciare dalle vaccinazioni».

livio giuliani montanari sala convegno - 1Insomma Giuliani è stato chiarissimo. Tant’è che nella risposta la Montanari suggeriva «meglio se ci fermiamo a principio di precauzione». Evidentemente ben consapevole del “rischio” di parlare di vaccinazioni nel modo inteso dal “movimento Vax Freedom”. Anche alla luce di questo documento, fino ad ora inedito, è difficile quindi sostenere che il Comune di Roma (nella persona dell’assessora Montanari) non fosse a conoscenza dello scopo della riunione né degli obiettivi della costituenda società per il principio di precauzione. Motivo per cui avevano ironizzato sul fatto che tutto fosse avvenuto “all’insaputa” del M5S. Ringrazio quindi l’avvocato Conz che mi ha difeso ma anche il dottor Livio Giuliani per aver contribuito a portare alla luce questa verità. Certo, avrebbe potuto inviarci una mail e risparmiarsi (e risparmiare al contribuente) due anni di indagini e procedimenti. Ma va bene così.

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