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Il senso di Stefania Pucciarelli per rom, migranti e zecche dei centri sociali

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La senatrice leghista Stefania Pucciarelli è stata eletta questa mattina alla presidenza della Commissione per i Diritti Umani del Senato. La senatrice succede al collega del PD Luigi Manconi, presidente  durante la scorsa legislatura. Orgogliosa ed emozionata ne ha dato subito l’annuncio su Facebook: «lavoreremo pancia a terra, e affronteremo subito il caso di Asia Bibi. Basta persecuzioni contro i cristiani. Accendiamo i riflettori sul loro genocidi». La presidente, che è stata eletta con i voti del MoVimento 5 Stelle, ha le idee chiare, chissà però se si occuperà della difesa dei diritti umani di tutti o solo di alcuni.

Metti una leghista a presiedere la commissione sui diritti umani

La storia politica della senatrice Pucciarelli è infatti costellata di affermazioni discutibili se non addirittura raccapriccianti. Dichiarazioni fatte su Facebook nel corso degli anni e che – è bene precisarlo – non rappresentano un unicum ma sono una delle cifre distintive del pensiero leghista. Stefania Pucciarelli non è né meglio né peggio di tanti suoi colleghi della Lega (pensiamo ad esempio al senatore Pillon e alle sue opinioni su gender, streghe ed aborto oppure alle posizioni del ministro Fontana). E forse proprio perché nella Lega i diritti umani sono solo quelli di alcuni il MoVimento 5 Stelle avrebbe potuto opporsi all’elezione della presidente della Commissione straordinaria per i Diritti Umani di Palazzo Madama.

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Una commissione che durante la scorsa legislatura ha approvato risoluzioni sull’attuazione della strategia di inclusione dei rom, sinti e caminanti in Italia, sulle misure da adottare con riferimento ai Centri di identificazione ed espulsione o sul tema della seconda accoglienza per i richiedenti asilo, rifugiati e beneficiari di protezione internazionale. Il Pucciarelli-pensiero, stando a quello che è possibile dedurre dai suoi numerosi post su Facebook però sembra avere una direzione chiara: basta zingari, immigrati, zecche dei centri sociali e migranti.

Il senso di Stefania Pucciarelli per rom, migranti e zecche dei centri sociali

Ad esempio qualche giorno fa la senatrice spezzina festeggiava lo sgombero con le ruspe del campo Rom di Via Gragnola, a Castelnuovo Magra, dicendo che era da sempre una battaglia della Lega. In passato Stefania Pucciarelli era diventata famosa per aver messo un “mi piace” ad un commento su Facebook di un utente che aveva scritto, in riferimento all’assegnazione delle case popolari a cittadini di origine straniera «certe persone andrebbero eliminate dalla graduatoria dal tenore di vita che hanno. E poi vogliono la casa popolare. Un forno gli darei». In seguito la Pucciarelli definì quel like “una leggerezza”.

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Ma sono molti i post su Facebook dove la leghista ligure se la prende con “gli zingari” (termine considerato discriminatorio). A proposito della legittima difesa – sempre dagli zingari ovviamente – Stefania Pucciarelli intervenne dicendo che «se uno deve pagare per essersi difeso, è meglio che la mira la prenda per bene». Il riferimento è al caso di Ermes Mattielli, che sparò e ferì due ladri in fuga e venne condannato al risarcimento danni per eccesso di legittima difesa.

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L’anno scorso alla senatrice non piaceva l’idea del “mental coach” del Comune di Roma per i Rom. Criticando il “buon governo dei 5 Stelle” (gli stessi che l’hanno votata oggi) la Pucciarelli ironizzava sui corsi dedicati ai residenti dei campi Rom della Capitale parlando di «una specie di evoluzione bocconiana dei Rom».

 

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Per completezza l’iniziativa faceva parte del progetto, che stenta ad essere portato a compimento, di superamento dei campi Rom ideato dalla giunta capitolina e pagato con i fondi europei del PON Metro. Non mancano poi le invettive di rito contro i migranti e le “risorse boldriniane” che come gli zingari vivono sulle spalle degli italiani honesti, rubano e stuprano le nostre donne.

Quando la Pucciarelli attaccava il MoVimento 5 Stelle e le adozioni gay

Fino a qualche tempo fa per la senatrice leghista PD, M5S e zecche dei centri sociali andavano tutti a braccetto. Il problema in questo caso era la proposta di legge per l’introduzione del reato di tortura. Un atto di civiltà che il nostro paese aspetta da decenni, che tutela i diritti umani delle persone fermate e arrestate (sì hanno dei diritti umani pure loro) che però alla Lega non è mai piaciuta. Chissà ora magari la Commissione del Senato potrebbe trovarsi a discutere una risoluzione sulla morte di Stefano Cucchi.

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Dulcis in fundo i diritti dei gay. La senatrice è una sostenitrice della bufala della teoria del Gender che secondo i difensori della famiglia naturale fondata sul matrimonio servirebbe ad omosessualizzare i nostri figli. Anche qui niente di nuovo visto che sono molti i leghisti che la pensano come lei.

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Anche sulla questione dell’adozione da parte delle coppie omosessuali la Pucciarelli ha le idee piuttosto chiare: lei un figlio a Nichi Vendola e al suo compagno non l’avrebbe mai dato «sono elementare nei ragionamenti, in fin dei conti riporto solo quello che regola la natura per la riproduzione». Non è chiaro se in caso di fecondazione assistita per le coppie eterosessuali valga ancora la regola di natura oppure no. La senatrice sicuramente avrà modo di chiarirlo.

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Qualcuno potrebbe dire che si tratta di un’idea di tanti anni fa. Ma non è così, quest’estate la Pucciarelli  commentò la registrazione dello stato di famiglia di un figlio nato da due padri a Sarzana ribadendo la difesa della famiglia naturale: «Noi non abbiamo paura di dirci cristiani e di difendere la famiglia naturale e tradizionale».

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In un commento ad un suo post del 2012 sul Gay Pride a Viareggio con il patrocinio di Rossi la Pucciarelli scriveva che la città famosa per il carnevale era stata “la scelta più giusta” e consigliava a chi “vuole conquistarsi dei diritti civili, condivisi o meno” di “fare manifestazioni sicuramente più serie”. Non importa se non sei gay, l’importante è che sai come i gay devono manifestare e lottare. Deve essere una faccenda che discende dalla famiglia naturale. Quella della Lega.

 

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