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Elena Fattori: piccola storia della candidata premier alternativa a Luigi Di Maio

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Sabato 23 settembre in diretta da Rimini sapremo che Luigi Di Maio sarà il candidato premier (e Capo Politico) del MoVimento 5 Stelle. Beppe Grillo e Davide Casaleggio volevano essere così sicuri che Di Maio fosse l’unico candidato votabile che gli hanno messo a fianco sei emeriti sconosciuti. L’unica candidata “di peso” è la senatrice Elena Fattori. Non che la Fattori abbia mai mostrato una qualche forma di interesse a conquistare la leadership del M5S. Ed è per questo che non rappresenta un’insidia per la corsa di Di Maio.

Elena Fattori si mette a disposizione del M5S

Del resto leggendo quanto ha scritto in questi ultimi due giorni non sembra che la sua decisione sia frutto di un lungo percorso personale e politico. Il 17 settembre la senatrice Fattori ringraziava Di Maio per aver annunciato la decisione di candidarsi come leader del M5S. In quella data ancora non si conoscevano i nomi degli altri candidati. Anzi a fine giornata l’unico pentastellato ad aver dato la disponibilità era il Vicepresidente della Camera, a dirlo è la stessa Fattori nel rispondere alla domanda di un commentatore.
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Poche ore dopo il colpo di scena: anche la Fattori ha deciso di mettersi a disposizione. Anche perché, spiegava la senatrice in un commento pubblicato alle 21:34 del 18 settembre “tra l’altro sono l’unica donna”. Strano, dal pomeriggio di ieri si sapeva infatti che c’era anche un’altra donna candidata a premier del M5S: Nadia Piseddu.
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Ma questo è solo uno dei tanti segnali che dimostrano che le primarie del M5S sono una corsa curiosa:
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La spiegazione della Fattori è differente: il fatto che i candidati siano lì per fare i figuranti all’incoronazione del Grillo Rampante è la prova che “chi è nel MoVimento 5 Stelle non usa queste votazioni per ‘pesarsi’ e organizzarsi in correnti interne, come fanno gli altri partiti”. Ma è anche la prova che nel M5S, questo preclaro esempio di democrazia diretta e partecipazione, non c’è spazio per la discussione. Anche perché non è affatto chiaro in base a quali criteri un attivista debba scegliere uno degli otto candidati che nemmeno si sono sottoposti alla più classica delle prove grilline: la graticola.

Quando Elena Fattori denunciava i pericoli del vaccino contro l’influenza

Se si dovesse scegliere sulla base del curriculum e delle competenze probabilmente Di Maio sarebbe tagliato fuori. Nella sfida con la senatrice infatti non ci sarebbe gara visto che la Fattori non solo è laureata (con lode) in Scienze Biologiche ma ha pure una discreta esperienza professionale nel suo campo. È stata infatti ricercatrice presso l’Istituto di Ricerche di Biologia Molecolare di Pomezia dove ha lavorato fino al 2009  a causa della chiusura dell’azienda (anno dal quale risulta essere iscritta nelle liste di mobilità). Della carriera scolastica di Di Maio rimarrà negli annali invece uno scambio di battute con il deputato Stefano Dambruoso durante il quale Di Maio avrebbe reagito dicendo: “Conosco il diritto costituzionale, sono al terzo anno fuoricorso di Giurisprudenza“. Dal punto di vista dell’esperienza politica invece i due – entrambi al primo mandato in Parlamento – sostanzialmente si equivalgono visto che non hanno alcuna esperienza amministrativa o di governo. Il Corriere l’ha definita oggi “senatrice anti-vaccini”.

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Il titolo del Corriere del 19/09/2017

La Fattori non ci sta però ad essere chiamata così ricordando il suo impegno a favore dei vaccini e sostenendo che «è falso e diffamatorio scrivere e titolare in prima pagina, come ha fatto oggi il Corriere della Sera, che la sottoscritta sia una ‘senatrice anti-vaccini’». Ed in effetti è vero, si deve al lavoro di Elena Fattori con lo scienziato Guido Silvestri la nuova posizione ufficiale del M5S sui vaccini, che però, nonostante gli annunci, non è ancora stata votata sul blog. La senatrice ha anche collaborato con Alice Pignatti e l’associazione “IoVaccino”, ovvero con i nemici giurati del mondo no-vax, spiegando tra le altre cose che il M5S non è a favore della libertà di scelta (al contrario di quello che dice ad esempio Davide Barillari). Nei giorni scorsi però la Fattori ha anche proposto una curiosa soluzione per evitare che i bambini immunodepressi vengano contagiati dai bambini non vaccinati: lasciarli a casa da scuola fino ai tre anni (dopo non si sa).
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Le cronache ricordano di quando Elena Fattori ci raccontava che il vaccino anti-influenzale contro l’H1N1 procurava gravi danni neurologici. All’epoca la Fattori scrisse: «Mentre la correlazione tra vaccinazioni e autismo non è mai stata confermata, studi scientifici accreditati hanno inequivocabilmente dimostrato una relazione causa effetto tra vaccino antinfluenzale H1N1 e una malattia autoimmune chiamata narcolessia . Ma su questa questione il Ministro Lorenzin mantiene il silenzio». Per la verità la correlazione tra vaccini e autismo è stata scientificamente smentita, dire che “non è mai stata confermata” è già di per sé una bella strizzatina d’occhio ai no-vax. E cosa più importante la correlazione tra vaccino contro l’H1N1 e danni neurologici non è stata confermata e l’articolo non era nemmeno stato pubblicato su Science.

Elena Fattori, la senatrice che lotta contro gli scienziati delle lobby

Ma il M5S non ha solo un problema con i vaccini, ha anche un problema ben più grande con la scienza. Tutto quello che fanno gli scienziati è pagato dalle lobby di Big Pharma o da altri poter forti che vogliono trarre profitto dai noi povera ggente e dai nostri bisogni. Vi ricordate di quando Grillo durante uno dei suoi spettacoli parlava del del pomodoro-pesce transgenico che aveva causato la morte di sessanta ragazzi per shock anafilattico? Raccontava così la storia: «In questi quattro mesi sono morti sessanta ragazzi di shock anafilattico perché non sapevano, erano allergici al pesce e mangiavano il pomodoro». Ovviamente la storia era una bufala colossale, come tante altre notizie scientifiche rivelate dal Capo Politico del M5S. Anche Elena Fattori, così come Grillo, sembra avere uno strano concetto di scienza, e quando si discute di certi argomenti con lei di solito si passa rapidamente alle minacce di querela.

Non è un caso quindi che la senatrice Fattori abbia deciso di combattere a suon di bufale contro gli OGM e gli scienziati pagati dalle lobby che studiano gli organismi geneticamente modificati. Oppure eccola qui mentre lotta per spiegare alla ggente che la celiachia è causata dall’erbicida Roundup della Monsanto (gli stessi che producono gli OGM, coincidenze?)
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E state attenti, perché solo gli scienziati che stanno simpatici alla senatrice si meritano l’appellativo di “ricercatori” o “scienziati”. Tutti gli altri vengono declassati a “sedicenti scienziati” a meno che ovviamente non vogliano darle una mano a produrre un dossier contro gli OGM perché “le informazione e gli studi sono vaghi e purtroppo la politica e gli intessi si mescolano ai dati scientifici. Mi servirebbe aiuto per produrre un dossier totalmente ASETTICO e SCIENTIFICO“. Insomma la senatrice Fattori non è un’antivaccinista da manuale ma qualche problemino con la ricerca e il metodo scientifico ce l’ha. Ma sono tutte sciocchezze, no?