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OGM: Elena Fattori contro gli scienziati delle Lobby

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Cosa succede se sei un cittadino-portavoce degli italiani e hai appena visto un programma televisivo dove viene spiegato in modo molto chiaro che una delle persone che hai invitato a fare una conferenza in Senato è stata accusata di aver manipolato i dati delle sue ricerche scientifiche in modo da dire quello che tu vuoi che si dica sugli OGM? Semplice. Dal momento che nemmeno tu sei uno scienziato ma un cittadino-portavoce non hai nessun obbligo di parlare di cose che sai e puoi ideologizzare il dibattito come ti pare e piace. Questo, signore e signori è quello che succede sulla pagina Facebook della senatrice M5S Elena Fattori. Quella che vedrete è una storia vera. I fatti narrati sono accaduti in Italia nel 2016.

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KI VI PAKA???

Apriremo quel barattolo di soia OGM come una scatoletta di tonno!

La Senatrice Fattori è una vecchia conoscenza di queste pagine, ve la ricorderete mentre parlava di vaccini, in quell’occasione la senatrice si affrettò rapidamente a cancellare i commenti accusando anzi gli altri di averle messo in bocca cose che non aveva detto. Magari vi ricorderete di quando polemizzava con i “sedicenti scienziati”. Ma la Fattori si è occupata anche del rapporto tra RoundUp (il nome commerciale del glifosato) e celiachia, la sua fonte? il blog “La stella” che a sua volta citava un articolo di Maurizio Blondet (non proprio uno scienziato direi) che a sua volta citava un paper nel quale veniva stabilita una correlazione ma non un rapporto causa-effetto tra celiachia e utilizzo di erbicidi. La vicenda si era conclusa seguendo l’ormai classico modus operandi della portavoce: aveva chiesto all’Internet di rettificare quanto scritto su di lei. Non aveva mai detto che esiste un rapporto causa effetto tra RoundUp e  celiachia, lei aveva solo condiviso una serie di articoli dove qualcun altro lo diceva: Non sono stato io signora maestra!1 Sulla graticola del complotto ieri la Fattori ha messo il servizio di Presa Diretta sugli OGM: è vergognoso, spiega, che il servizio pubblico si presti a tali manipolazioni della verità. Non è stato invitato nemmeno uno scienziato contro gli OGM. Forse il professor Infascelli – da lei invitato in Senato – ha preferito declinare visto che lo hanno scoperto a truccare i dati, chi lo sa. Ma il punto non è nemmeno questo perché per screditare gli scienziati che chiedono la possibilità di fare ricerca pubblica sugli OGM la Fattori li accusa di essere al soldo delle lobby, di fare tutto per interesse personale e non in nome della scienza. Il dibattito scientifico per la Fattori non dovrebbe svolgersi in televisione e nemmeno nei laboratori ma in Senato.

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Le famose indagini conoscitive ad alto contenuto scientifico che si svolgono nei laboratuar del Senato!

Ma siccome la Fattori ama il contraddittorio (che non ha nulla a che fare con il dibattito scientifico) mettiamo a disposizione dei lettori i commenti che la Fattori cancella dal post perché le ricordano che non sta dicendo tutta la verità. In questo modo si tenta di far vedere che la maggior parte dei commentatori sono d’accordo con lei, ma evidentemente non è così. Saranno mica troll pagati del PD? Potete vedere gli altri commenti cancellati e salvati qui.
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Qualcuno le ricorda che ha invitato in Senato Infascelli? Commento cancellato

Ma qualcosa rimane, tra le pagine e le pagine scure, probabilmente perché la Fattori non ha capito cosa stesse scrivendo il commentatore. Ad esempio qui si chiede un dibattito dove venga rispettata la proporzione tra favorevoli e contrari. Quindi non una voce contro l’altra ma “nove contro uno“. La Fattori dice che è quello che vorrebbe anche lei (per questo ha invitato solo Infascelli?) ma aggiunge che la questione non è nemmeno unicamente scientifica. Il capolavoro della senatrice è che in poche righe riesce a contraddire perfino sé stessa: prima scrive che è d’accordo, poi che una situazione del genere non va bene perché si rischiano “giornalai” e “opinionisti parolai beceri”. Ma del resto è quello che rimane quando non vuoi parlare con gli scienziati perché sono “al soldo delle lobby”.
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Ed ecco un’altra infornata di post cancellati solo per aver ricordato che la scienza non procede democraticamente ma in base alla verifica delle evidenze. È un caso che le evidenze scientifiche presentate da Infascelli siano state invalidate perché false?
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Quando i coltivatori Bio comprano le ricerche si può parlare di lobby?

Leggendo il post della Fattori a qualcuno potrebbe venire in mente che le perfide multinazionali – ricordiamo che Presa Diretta parlava di ricerca pubblica e non privata – siano le uniche a comprare i ricercatori. Ma in realtà tutto il mondo è paese, visto che  gli anti-OGM comprano le ricerche per dimostrare che gli OGM fanno male e contaminano i campi. Persone che poi vengono portate in palmo di mano da gente come Carlo Petrini di Slow Food, guardacaso una delle voci contrarie che molti avrebbero voluto sentire l’altra sera durante il programma di Iacona. Ecco come Carlin Petrini e Slowfood raccontavano la “santa crociata” di  Steve Marsh contro gli OGM:

Il caso di Steve Marsh è la riprova del fatto che gli Ogm costituiscono una minaccia, non solo per la salute del nostro ambiente, ma anche per un diritto fondamentale: la sovranità alimentare. È inammissibile, infatti, che un agricoltore biologico perda la certificazione sul 70% delle proprie terre per il semplice fatto che queste sono state contaminate dalla canola Gm di una fattoria vicina. Gli Ogm stanno privando gli agricoltori e i consumatori della possibilità di scegliere. Gli uni non scelgono più cosa coltivano, gli altri spesso non possono scegliere quel che mangiano. Per questo supportiamo Steve Marsh nella sua battaglia, e invitiamo tutti a partecipare al global twitter storm, utilizzando l’hashtag #IamSteveMarsh. Perché la vicenda di questo agricoltore è australiana, ma il modo in cui si risolverà in tribunale il prossimo 10 febbraio potrebbe avere implicazioni globali.

Successivamnete è emerso che uno dei più munifici finanziatori di Marsh avrebbe pagato di tasca propria un ricercatore allo scopo di ottenere una “ricerca scientifica” che dimostrasse la pericolosità degli OGM e poterla quindi usare in tribunale per sostenere le ragioni di Steve Marsh. Il tutto è venuto alla luce grazie alla pubblicazione di uno scambio di email tra l’imprenditore di cibo “bio” Georg Kailis e il professor Charles “Chuck” Benbrook che avrebbe dovuto pubblicare la ricerca fatta su commissione. Nelle mail emerge anche come Kailis abbia finanziato la battaglia legale di Marsh con almeno un milione e mezzo di dollari (questo per quanto riguarda la storiella di Davide contro Golia):

We just did two years of prep work for the Steve Marsh case which cost $1m of pro bono from Australia’s biggest lawyers, plus $500k from us (The Safe Food Foundation)

In una mail Benbrook chiede la cifra di 100.000 dollari per poter finanziare adeguatamente la ricerca che dimostrerà la pericolosità delle coltivazioni OGM e l’alto rischio di contaminazione tra le diverse colture.
 

Quali sono i motivi per cui la Fattori scrive certe cose?

Sarebbe facile alimentare la cultura del sospetto chiedendoci a nostra volta come mai Elena Fattori è contro gli OGM. Ma non lo farò perché ognuno ha il diritto alle proprie idee. Mi limito solo a aggiungere un elemento che può aiutare a capire come la senatrice abbia qualche difficoltà di comprensione del testo. Voglio ringraziare personalmente il signor Mancini per la pazienza e la calma con cui ha affrontato la questione.