Fact checking

La calda estate di Elena Fattori contro la celiachia, la Monsanto e l'Interwebs

Qualche giorno fa la cittadina-portavoce-senatrice Elena Fattori ha condiviso un “articolo” del blog La Stella tratto dal blog del noto giornalista Maurizio Blondet (uno che crede che Jodie Foster abbia avuto un ruolo nel “programmare la mente” dell’attentatore del fallito attentato a Ronald Reagan). Nel pezzo, dal titolo Ma quale celiachia. Chiamatela Roundup Blondet stabilisce una relazione tra l’insorgere dei casi di celiachia e l’utilizzo di erbicidi a base di glifosato (RoundUp è il nome commerciale del prodotto della Monsanto).
elena fattori celiachia
 
CHIAMATELE PSEUDOSCIENZE, NON SCOPERTE SCIENTIFICHE
Come spiega Italia Unita per la Scienza in un articolo che analizza i “dati scientifici” riportati nel pezzo di Blondet/La Stella il paper originale redatto da Anthony Samsel e Stephanie Seneff stabilisce una correlazione tra l’aumentare dagli anni Settanta in avanti dell’uso del glifosato come erbicida e il diffondersi di disturbi legati alla celiachia (l’articolo di Blondet utilizza senza fare distinzioni i termini “intolleranza al glutine” e “celiachia”). Per rendere più comprensibile il concetto ai profani e a coloro che non hanno intenzione di addentrarsi nella lettura dell’articolo di Samsel e Seneff, Blondet sfodera l’arma finale di ogni argomentazione che si rispetti, il grafico che mostra l’aumento dei casi di celiachia.

fonte: “Glyphosate, pathways to modern diseases II: Celiac sprue and gluten intolerance"
fonte: “Glyphosate, pathways to modern diseases II: Celiac sprue and gluten intolerance”

Gli autori di Italia Unita per la Scienza ci ricordano che:

Ma come ben sappiamo una correlazione non è una causa. Non basta un grafico del genere a sostenere una tesi, nel mondo scientifico vi sono migliaia e migliaia di presunte correlazioni statistiche ma quasi tutte non superano poi il rigore della prova.

Ed a quanto pare di prove nell’articolo in questione ce ne sono ben poche, e non sono senza dubbio definitive. Altri “problemi” che dovrebbero quantomeno mettere la pulce nell’orecchio a chi (come la Fattori) si vanta di saper leggere una pubblicazione scientifica sono, nell’ordine: il curriculum dei due autori (uno non è laureato, la seconda è un informatico del MIT), l’impact factor (basso) della rivista sul quale il paper è pubblicato ed infine la qualità e la pertinenza degli articoli citati in bibliografia. Ma se la mancanza di prove non fosse sufficiente per capire l’a-scientificità del pezzo di Blondet c’è anche tutta l’accozzaglia di esempi tipici di un’argomentazione scientificamente debole. Nel finale Blondet rilancia un’affermazione della Seneff che loda la decisione (politica e non scientifica) di Putin di vietare gli OGM in Russia. E questo a Blondet non può che piacere visto che non fa che confermare quanto da lui scritto qualche anno fa circa la necessità per l’Europa di allearsi con Putin contro le oligarchie capitaliste americane. E la Monsanto non può che essere una di queste. Insomma per Blondet la discussione sul glifosato e la celiachia è solo un pretesto per ribadire la correttezza della sua presa di posizione politica.
elena fattori celiachia glifosato - 1
LA TORRIDA ESTATE DELLA SENATRICE FATTORI
Diverso è il discorso per la cittadina-portavoce-senatrice Elena Fattori. Lei è una paladina della lotta contro OGM, RoundUp e Monsanto. Lei al contrario di altri, sa cos’è la vera scienza, è una scienziata vera, non come certi altri che le fanno notare alcuni aspetti problematici e controversi delle sue teorie pseudo-scientifiche. Per lei l’articolo è quindi una manna dal cielo. Finalmente un paper scientifico che dimostra che aveva ragione. Il solo fatto che nei commenti al pezzo da lei condiviso qualcuno abbia osato contestare la veridicità delle affermazioni dicendo semplicemente che lo studio non porta alcuna prova scientifica è un vero e proprio affronto. Portatele voi le prove, se siete bravi, ha scritto ripetutamente la Senatrice eletta grazie alla lotteria online. La povera portavoce si è trovata soverchiata dal numero di commenti e critiche alla sua scelta di condividere un articolo spazzatura ma non si è persa certo d’animo, la migliore difesa è l’attacco e quindi meglio accusare gli altri di essere incompetenti. È così che funziona nell’Internet.

I suoi dieci anni di esperienza non valgono nulla di fronte al potere della Rete, caro lei.
I suoi dieci anni di esperienza non valgono nulla di fronte al potere della Rete, caro lei.

Una volta individuato l’epicentro delle critiche la cittadina Fattori ha lanciato la sfida a quei cattivoni di No alle Pseudoscienze. Secondo uno schema già visto durante la polemica con Marco Cattaneo de Le Scienze la Senatrice invia il suo numero di telefono per cercare “un chiarimento” in privato. Lontano dagli sguardi indiscreti dei troll che odiano il Movimento Cinque Stelle.
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Nessuno può fermare una cittadina-portavoce che agisce in virtù del mandato del Popolo della Rete!
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Almeno finché non le si scarica il cellulare. Speriamo che il cane non le abbia mangiato i compiti per le vacanze altrimenti chi lo sente poi Beppe.
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Per fortuna tutto è bene quello che finisce bene, il post incriminato è stato editato e secondo la Senatrice Fattori giustizia è stata fatta. La nuova versione per il Popolo della Rete è che la Senatrice Fattori non ha mai condiviso il contenuto dell’articolo apparso su La Stella, non ha mai difeso i contenuti dell’articolo nei commenti o insultato coloro che nei commenti le facevano notare la non scientificità dell’articolo (o anche solo la non attendibilità di un articolo apparso su un blog come La Stella).
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Insomma cosa abbiamo imparato in questi giorni d’agosto? Che se condividi un articolo (senza fare alcun commento) e poi nei commenti al post difendi quanto scritto nell’articolo non si può assolutamente dire che la pensi in quel modo. Il tuo è solo un esercizio di stile. Sono gli altri che non capiscono. E che ti portino subito le prove se sono tanto bravi perché ti si sta scaricando il cellulare e hai poco campo per metterti a cercarle tu.