Cultura e scienze

Travaglio ci spiega perché bisogna ringraziare Beppe Grillo per averci donato la scienza

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Oggi Marco Travaglio difende Beppe Grillo dallo stupore che ha accolto la sua firma del manifesto per la scienza e i vaccini  segnalando tutti gli infiniti meriti che l’attuale Garante del MoVimento 5 Stelle ha avuto nella divulgazione del sapere in Italia. Travaglio spiega perché bisogna rendere grazie a Beppe Grillo:

Se c’è qualcuno che ha sempre divulgato la scienza, le nuove tecnologie, la ricerca più avanzata, portando fior di luminari sui palchi dei suoi show o consultandoli per scriverne i testi, è proprio Grillo. Il primo a parlare al grande pubblico di auto elettriche e all’idrogeno, pannelli solari, energie alternative, tecniche avanzate di smaltimento rifiuti e riciclo, sempre dalla parte dell’ambiente e della salute, dunque contro le lobby farmaceutiche che inquinano l’imparzialità della Scienza.

E quando attaccava Veronesi e Montalcini non negava i loro meriti scientifici, ma polemizzava sul sì del primo agl’inceneritori (cancerogeni, per molti scienziati, a causa delle emissioni di nanoparticelle) e sui legami della seconda con le multinazionali (e lì sbagliava di grosso, come quando estremizzò la polemica sull’allarme Aids fino a definirlo una “bufala”).

E che gli vuoi dire? È verissimo che Beppe ha portato fior di luminari sui palchi dei suoi show, e questa foto non può che testimoniarlo: qui Grillo è ritratto con Montanari e Gatti, che omaggiò di un microscopio elettronico per permettere loro di continuare le ricerche anche sui vaccini, a dimostrazione di come Beppe abbia sempre avuto a cuore la scienza.

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Travaglio, poi, modesto com’è e attentissimo a non incensare la gente, dice che Grillo attaccò Rita Levi Montalcini e Veronesi, ma si guarda bene dal ricordare gli argomenti scientifici con cui mise i due scienziati KO: dando della “puttana” alla Montalcini e definendo “Cancronesi” il professore. Un apporto indiscutibile alla scienza giuridica che grazie alle sentenze ha potuto aggiungere giurisprudenza al reato di diffamazione. Non solo: come ricorda Luca Vinci su Twitter, Grillo disse anche che la Montalcini vinse il Nobel per la medicina grazie a una ditta farmaceutica che le aveva comprato il premio. Ma secondo Travaglio non ne negava i meriti scientifici e Travaglio è uomo d’onore, Bruto, Cassio, tutti qui sono uomini d’onore, come possiamo mettere in dubbio la loro parola? Un bignamino delle altre volte in cui Beppe Grillo ha divulgato la scienza è impossibile, visti i tanti, incredibili contributi; ma soltanto negli ultimi anni ha fondato un partito di gente che lanciava accuse infamanti contro Ilaria Capua, che ha idee alquanto bizzarre sui vaccini, che chiama la sperimentazione animale “vivisezione” e che sostiene la teoria del complotto su Xylella.

davide barillari grillo vaccini
Le posizioni antiscienza di Beppe Grillo

Per non parlare dell’uovo cotto dalle radiazioni dei cellulari o del pomodoro OGM esploso in Russia: tutti momenti in cui Grillo ha aiutato la scienza che abbiamo riassunto qui. Infine, Travaglio ci spiega che in Italia siamo diventati tutti scemi e pazzi per i vaccini e per questo Grillo si è eroicamente opposto:

L’abnorme decreto Lorenzin impose prima 12 e poi 10 vaccini (a proposito: sono più scientifici i 12 o i 10?), diversamente da quanto avviene nella gran parte d’Europa. Pena la radiazione dei bambini da ogni asilo e scuola della Nazione. E chi dissentiva era un “No Vax” oscurantista e untore (persino del tetano, notoriamente non contagioso). Fior di medici e prof della materia venivano espulsi dall’Ordine perché si opponevano non ai vaccini, ma alla obbligatorietà di quei 10.

Certo, c’è qualche piccolo refuso nella narrazione del direttore del Fatto. Ad esempio c’è il fatto che non si viene radiati dalla scuola dell’obbligo se non si è vaccinati. C’è il fatto che il MoVimento 5 Stelle (dove alcuni deputati vorrebbero cancellare la legge Lorenzin) nella sua posizione ufficiale sulle vaccinazioni e sull’obbligo vacinale ha scritto chiaramente che “il corrente outbreak di morbillo in Italia (almeno 1,600 casi nel 2017) giustifica la adozione temporanea di misure di obbligatorietà relative specificamente a questo vaccino”. E c’è la storia dei medici espulsi perché contrari all’obbligo, e anche qui per verificare la bontà dell’informazione facciamo riferimento sempre a Travaglio, visto che per anni sul sito del Fatto Quotidiano è stato ospitato il blog di Roberto Gava, medico omeopata, guru dell’antivaccinismo, radiato dall’albo proprio a causa delle sue teorie sulle vaccinazioni. Tra le opinioni di Gava annoveriamo la convinzione che i vaccini causino l’autismo, convinzione ribadita proprio sul sito del Fatto Quotidiano. E alcuni post sono datati da ben prima che cominciasse il dibattito sull’obbligo. Si dirà: è il blog e non l’edizione cartacea per cui Marco Travaglio non c’entra. Ed è per questo che sul Fatto diretto da Travaglio sono apparsi articoli che raccontavano che Roberto Burioni era un massone. Oppure interessanti titoli su vaccinazioni e autismo (giusto per strizzare l’occhio ai no-vax). Che dire infine del modo scelto per spiegare la legge sull’obbligo? In un articolo del 13 maggio il Fatto Quotidiano per spiegare l’incostituzionalità della legge  è riuscito a intervistare non un costituzionalista ma un maestro elementare che, guarda caso, ha detto ai lettori che la legge era incostituzionale (spoiler: invece quegli incapaci della Corte Costituzionale hanno sentenziato che non lo è). Gli amanti del cartaceo possono volendo recuperare il numero di settembre 2017 di Millennium, il magazine del Fatto Quotidiano, dove si parla di “medici coraggiosi che hanno pagato le loro opinioni con la radiazione dall’ordine” e dove Gianluigi Paragone si scagliava contro la retorica del “Sapere Unico” così come aveva fatto dal palco del raduno free-vax di Pesaro. Ma a parte queste lievi imprecisioni, Travaglio ha ragione. Ringraziamo Beppe Grillo della sua bontà per averci donato la scienza.

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