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Lello Ciampolillo (M5S): il senatore rampante contro il complotto della Xylella

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«Cosimo salì fino alla forcella d’un grosso ramo dove poteva stare comodo, e si sedette lì, a gambe penzoloni, a braccia incrociate con le mani sotto le ascelle, la testa insaccata nelle spalle, il tricorno calcato sulla fronte». Si conclude così il primo capitolo del Barone Rampante di Italo Calvino. E il senatore pentastellato Lello Alfonso Ciampolillo, novello Cosimo Piovasco di Rondò ha deciso di seguire le orme del celebre barone della letteratura italiana. Ciampolillo ha infatti deciso di eleggere a residenza parlamentare il terreno in contrada Termetrio a Cisternino (BR) che ospita l’ulivo malato di Xylella che avrebbe dovuto essere eradicato oggi.

Il complicato rapporto del M5S con la Xylella

Come è noto a tutti il MoVimento 5 Stelle ha definitivamente voltato pagina sulla Xylella in Puglia. Infatti dopo che i pentastellati pugliesi hanno chiesto di procedere con urgenza con l’abbattimento degli ulivi infetti per scongiurare il propagarsi dell’infezione (e le sanzioni europee) Beppe Grillo ha subito precisato che per lui (ma anche per il Fatto Quotidiano) la Xylella è una bufala e un complotto. Anche Ciampolillo, memore degli insegnamenti del Garante e dei tanti anni di bufale propalate dai 5 Stelle su Xylella ritiene che la Xylella non esista. A luglio un gruppo di senatori (tra cui anche la pentastellata Paola Nugnes) aveva depositato una mozione sulla Xylella per chiedere lo stop agli abbattimenti. La mozione conteneva anche le famose dichiarazioni fuori contesto del dottor Purcell (il massimo esperto mondiale di Xylella) riportate dall’eurodeputata M5S Rosa D’Amato e finite all’interno nella spassosa ordinanza della procura di Lecce.

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In un post su Facebook di qualche giorno fa Ciampolillo scrive che quell’ulivo è «testimone, forse per alcuni scomodo, della non corrispondenza tra la presenza di Xylella e il disseccamento». Secondo il senatore del M5S non esiste alcun nesso causale tra il batterio della Xylella Phastidiosa e il Co.Di.Ro, il complesso del disseccamento rapido dell’olivo che anche grazie ad iniziative come la sua sta flagellando gli uliveti pugliesi. Le prove per il pentastellato stanno tutte nel fatto che ad un anno dalla scoperta della positività all’infezione l’ulivo è ancora vivo e vegeto. Poco importa che il rapporto tra Xylella e CoDiRo sia stato acclarato dall’EFSA che nel marzo 2016 ha pubblicato un report del CNR che conferma il rapporto causa-effetto tra Xylella e la malattia degli ulivi pugliesi. Ad agosto del 2016 gli esperti dell’EFSA conclusero che allo stato attuale non vi sono evidenze scientifiche che indichino la presenza di più tipi di X. fastidiosa in Puglia, vale a dire che c’è un solo ceppo (subsp. pauca ceppo ST53). Nel dicembre 2017 un altro studio del CNR ha confermato la correlazione causale tra Xylella e CoDiRO. Senza contare che pure per i consulenti della Procura di Lecce la malattia è causata dalla Xylella (solo che i magistrati ritengono sia stata importata dagli scienziati del CNR).

Ciampolillo, De Bonis e Cunial: i 5 Stelle del complotto della Xylella

Ma chi o cosa è la causa della Xylella? Secondo il pentastellato la colpa è della “politica dei poteri forti che sta distruggendo l’ambiente”. Segnatamente dei pesticidi. Una vecchia tesi complottista ritiene infatti che a causare il CoDiRo sia stato l’uso di pesticidi (in particolare prodotti quelli dalla Monsanto come il glifosate nella sua versione commerciale nota come RoundUp ready). peccato però che non ci sia alcuna dimostrazione scientifica che dimostri il nesso causale tra l’utilizzo del glifosato o di altri pesticidi alla malattia degli ulivi pugliesi.

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In mancanza d’altro ecco che Ciampolillo è pronto ad immolarsi per la causa per evitare che un singolo ulivo infetto venga abbattuto. Come prevedibile nei commenti sono in molti a dargli man forte citando tutte le teorie emerse (e mai provate scientificamente) per spiegare la Xylella. Ci sono i comitati scientifici “composti da personale incompetente”, i dubbi sull’utilizzo dell’erbicida Monsanto che farebbe seccare gli ulivi, i complotti per “far morire il Sud”.

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Ma ci sono anche quelli che spiegano che “ci vogliono togliere le olive per non fare più olio siciliano” (in Puglia!) o quelli che ritengono che sia tutto un complotto per continuare ad invaderci con olio tunisino, marocchino e greco. Dimenticando però che di olio italiano al 100% ce n’è davvero poco e senza quello comprato all’estero gli italiani rimarrebbero a secco. Impedire gli abbattimenti inoltre favorisce la diffusione della Xylella e la moria degli ulivi riducendo ulteriormente le capacità di produzione. Senza contare il cordone sanitario imposto dalle autorità europee sulle piante pugliesi che certo non aiuta l’economia locale.

de bonis xylella m5s puglia cisternino - 6Mentre il consigliere regionale del PD Fabiano Amati  parla di frode da parte di Ciampolillo spiegando che «si simula il comodato di un albero affetto da Xylella per evitarne l’eradicazione, e si attribuisce alla Commissione parlamentare Agricoltura l’accertamento della mancanza di nesso tra la Xylella e il disseccamento» il senatore M5S Saverio De Bonis esprime la sua solidarietà a Ciampolillo dicendo che l’olio pugliese è sotto attacco. Secondo De Bonis chi sostiene la tesi dell’eradicazione vuole attentare all’economia agricola pugliese, dimenticando che proprio il M5S pugliese ha chiesto di procedere agli abbattimenti.

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De Bonis e Sara Cunial (la deputata nota per le sue posizioni free vax) in un comunicato ripetono la storia dell’ulivo “scomodo” che va abbattuto perché dimostra la mancanza di un nesso tra Xylella e CoDiRo. La domanda a questo punto è: quali prove scientifiche hanno i sostenitori della truffa della Xylella che dimostrino l’assenza di un nesso causale tra il contagio del batterio e il disseccamento delle piante? E soprattutto, come spiegheranno le loro posizioni all’alleato leghista che invece vede nel ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio un sostenitore degli abbattimenti?

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