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L’Umbria decisiva e i sondaggi che dicono che è già decisa

Mentre per legge i sondaggi sono fermi a 15 giorni fa, quando la Tesei era data avanti da quasi tutti gli istituti con una forbice tra i cinque e i dieci punti (quello di SWG è uno dei più recenti e con un campione più ampio) ma quelli dei partiti sono finiti tra le righe delle cronache dei giornali

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L’Umbria sarà decisiva e c’è già chi la dà per persa. Gli ultimi sondaggi registravano un importante vantaggio di Donatella Tesei nei confronti di Vincenzo Bianconi e quindi la vittoria del centrodestra a trazione leghista sull’inedita alleanza Partito Democratico – MoVimento 5 Stelle. Questo non significherà, come vorrebbe Matteo Salvini, una spallata al governo di Giuseppe Conte. Ma probabilmente in caso di sconfitta sonora potrebbe costituire il de profundis per l’alleanza strutturale tra PD e M5S che Nicola Zingaretti e Dario Franceschini hanno annunciato in questi giorni.

L’Umbria decisiva e i sondaggi che dicono che è già decisa

Luigi Di Maio considera quello di oggi in Umbria un test per eventuali alleanze future. Se si perde male, un’intesa di questo tipo in altre regioni sarà impraticabile. Di sicuro in Emilia Romagna e Calabria, le prossime ad andare al voto, come spiega oggi Annalisa Cuzzocrea su Repubblica:

Se si è competitivi e si perde di poco – è il ragionamento fatto dal capo politico M5S – non tutto sarà perduto. Ma se si perde male, un’intesa di questo tipo in altre regioni sarà impraticabile. Sicuramente, lo sarà in Emilia Romagna e Calabria, che sono le prossime ad andare al voto. Anche perché sui territori la base non è per niente convinta. Né lo sono, per restare al sud, i parlamentari calabresi come Nicola Morra.

«Se il nuovo che avanza è quello che sto vedendo nel centrosinistra calabrese – ragionava due settimane fa a Napoli il presidente della Commissione antimafia – allora preferisco il vecchio. Già andare col Pd è difficile, ma con quello calabrese è proprio impossibile». Ed è forse la prima volta negli ultimi anni che Morra e Di Maio si trovano sulle stesse posizioni.

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Il voto in Umbria e i candidati (La Repubblica, 27 ottobre 2019)

Dall’altra parte della barricata ci sono Beppe Grillo, il presidente della Camera Roberto Fico, perfino il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che è arrivato a parlare di «coalizione del futuro» ma ha anche fatto sapere che non considera decisivo per il destino dell’esecutivo il test in Umbria.

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Il Fatto, che appoggia soprattutto il premier mentre Marco Travaglio assiste un po’ basito alla guerra per bande sotterranea nel M5S, mentre certifica che il centrodestra è in vantaggio e Bianconi può solo sperare sugli indecisi.

Il vero test è per la coalizione giallorosa

E mentre per legge i sondaggi sono fermi a 15 giorni fa, quando la Tesei era data avanti da quasi tutti gli istituti con una forbice tra i cinque e i dieci punti (quello di SWG è uno dei più recenti e con un campione più ampio) ma quelli dei partiti sono finiti tra le righe delle cronache dei giornali.  Per provare il colpaccio i leader della coalizione di governo – Renzi escluso –si sono ritrovati due giorni fa a Narni, in provincia di Terni, per sostenere Bianconi e consegnare all’opinione pubblica la prima foto di Conte, Zingaretti e Di Maio insieme in piazza.

ABBASTANZA per strappare consensi? Secondo Michela Morizzo , vicepresidente di T ecné , l’obiettivo era chiaro: “L’Umbria è una Regione storicamente di sinistra, in cui però c’è appena stato uno scandalo che ha coinvolto la giunta Marini. Anche per questo, si è creata una larga fetta di indecisi, costituita per lo più da elettori di sinistra delusi”. A loro è rivolta quella foto: “È un segnale importante di unità, poi bisognerà vedere se davvero convincerà gli indecisi”. Molto cauto, al riguardo, è Marco Valbruzzi dell’Istituto Cattaneo:“Non credo che quella foto avrà effetti positivi, anzi. Tra gli elettori di 5 Stelle e Pd ci sono molte persone che ancora mal digeriscono l’accordo. È stata una photo opportunity importante più per il dibattito pubblico e per le cronache politiche che per gli umbri”.

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La corsa a governatore dell’Umbria e i risultati alle ultime elezioni (Corriere della Sera, 23 ottobre 2019)

Concetto simile a quello espresso da Antonio Noto (Noto Sondaggi ), secondo cui il consenso “ha bisogno di sedimentarsi”e difficilmente“può cambiare due giorni prima del voto solo perché si è portato i big a un evento”. In coerenza con quanto sostenuto da Morizzo,allora,la foto di Narni può ambire a riportare a casa qualche indeciso, più che a strappare elettori alla destra.

A livello di immagine, però, c’è un altro effetto, come sottolinea il direttore scientifico di Swg, Enzo Risso:“Serviva dare un’alternativa alla manifestazione di piazza San Giovanni del centrodestra unito. Si dà l’idea di due fronti contrapposti che sembrano superare il tripolarismo che abbiamo avuto fino alle elezioni del 2018”.Anche alla luce di questo, il voto umbro sarà letto in chiave nazionale: “A differenza delle Comunali, le Regionali sono assimilabili alle politiche perché spesso il candidato non è molto conosciuto. In Abruzzo e in Basilicata, per dirne due, abbiamo visto che il centrodestra ha vinto pur non avendo candidati particolarmente forti”.

L’effetto nazionale e la Legge di Bilancio 2020

L’unico sondaggio che dava in vantaggio Bianconi su Tesei risale al 9 ottobre scorso, gli altri lo davano soltanto in recupero. Mentre quelli sul voto nazionale sono ormai unanimi nel dare in forte e clamoroso recupero la Lega dopo il tracollo seguito alla crisi del mojito al Papeete. Questo perché dopo l’impatto emotivo del varo del governo Conte Bis e i vari colpi di scena che lo hanno preceduto e seguito (compresa, soprattutto, la virata spericolata di Matteo Renzi che ha indicato la via dell’alleanza spiazzando soprattutto i renziani del senzadime) è arrivata la Legge di Bilancio 2020 con un’evidenza piuttosto solare: nulla di particolarmente rivoluzionario è previsto dalla più importante norma di spesa del governo giallorosso.

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I sondaggi di Nando Pagnoncelli per IPSOS (Corriere della Sera, 26 ottobre 2019)

Anzi: tra taglio del cuneo modesto e sostanziale conferma per reddito di cittadinanza e quota 100, il PD e il M5S sono parsi muoversi nel solco della continuità rispetto al governo precedente e hanno anche differito le principali voci alla seconda metà dell’anno per ragioni di coperture. E gli elettori evidentemente cominciano a domandarsi se il gioco valga davvero la candela.

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