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Perché la Lega ce l’ha con il capo della polizia Franco Gabrielli

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“Da un capo della Polizia ci si aspetta silenzio e rispetto, perché è indegno accostare Luca Sacchi all’idea di un drogato. Più che mettere bavagli social ai propri uomini, Gabrielli si dovrebbe preoccupare di tutelarli e farli lavorare in condizioni decenti. Restiamo in attesa di qualche parola del ministro dell’Interno, che invece preferisce invitare al Viminale le ong tra cui quella di Luca Casarini che è un noto insultatore delle Forze dell’Ordine”: dopo Massimiliano Romeo, tocca al parigrado Riccardo Molinari andare all’attacco del capo della polizia. Ma perché la Lega ce l’ha improvvisamente con Gabrielli?

Perché la Lega ce l’ha con il capo della polizia Franco Gabrielli

Non dovrebbe essere estranea all’improvvisa ostilità del Carroccio nei confronti del capo della polizia quanto ha detto qualche giorno fa lo stesso Gabrielli a proposito dell’abitudine a vestire in divisa da parte di Matteo Salvini, nel frattempo dismessa: “Ho sempre detto, ma signori miei un ministro dell’Interno che è l’unica autorità di pubblica sicurezza, vertice politico della Polizia di Stato ha bisogno di una t-shirt per riaffermare questa sua funzione? Perché così facendo si rischia di immaginare che i cittadini siano una banda di idioti, che hanno bisogno di una t-shirt, di un vessillo per riaffermare una cosa di questo genere. Se mi sono sentito offeso? No”. E ancora:  “Lui veramente lo utilizzava come una modalità per farsi sentire come parte”.

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C’è però da segnalare che lo stesso Franco Gabrielli l’11 maggio 2019 aveva rilasciato un’intervista a Giovanni Bianconi del Corriere della Sera in cui aveva risposto a una domanda sullo stesso argomento. Ma la risposta all’epoca era stata molto diversa:

Ma al di là degli ordini illegittimi, come può non essere un problema un politico che indossa la giacca della polizia mentre fa i suoi comizi di partito?
«Questa della divisa mi sembra davvero una polemica pretestuosa. Lei crede davvero che il ministro abbia bisogno di indossarla per dimostrare a tutti di essere l’autorità politica nazionale di pubblica sicurezza? Lo è per legge, non per come si veste».

Appunto. Allora perché lo fa?
«Preferisco leggerlo come un segno di attenzione nei nostri confronti. E se c’è un problema di opportunità che lui non ha ritenuto di porsi, non sono io a doverglielo porre. Del resto mi pare che da qualche tempo non se ne parla più, e lui non indossa le nostre giacche. Ma non posso accettare che pure questa questione venga utilizzata per sostenere che la polizia è asservita al ministro leghista, perché è falso».

All’epoca Gabrielli lo vedeva come un gesto d’attenzione e non riteneva di doversi porre domande sulla questione. Oggi ritiene che Salvini lo utilizzasse “come una modalità per farsi sentire come parte”. E Salvini lo attacca. Ma c’è di più, perché oggi Gabrielli è finito anche nel mirino del SAP per quanto detto a proposito dell’omicidio di Luca Sacchi (poi rivelatosi vero, tra l’altro):  “Il capo di tutti i poliziotti, dovrebbe invece denunciare che a Roma circola una volante per ogni 150.000 abitanti, che mancano dotazioni di reparto e norme a tutela degli operatori e che nella legge di stabilità non pare siano previsti fondi adeguati per far fronte all’emergenza sicurezza”, ha detto Stefano Paoloni. L’ex segretario del SAP Gianni Tonelli, nel frattempo condannato per diffamazione nei confronti di Ilaria Cucchi, è attualmente deputato della Lega.

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