Politica

I sondaggi in Umbria e la manifestazione di Zingaretti, Di Maio e Conte

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Carlo Bertini su La Stampa oggi torna sul voto in Umbria e sui sondaggi che circolano in queste ore e che disegnano uno scenario non certo ottimale per la maggioranza di governo, che hanno portato all’annuncio di una manifestazione unitaria (ma senza Renzi) della coalizione a Narni oggi:

Su una cosa sono d’accordo: un conto è perdere con uno scarto del 4%, un’altra con l’8 o addirittura il 15%. E siccome i sondaggi sono ballerini, bisogna far vedere che il governo c’è, che i leader della maggioranza si stringono la mano su un palco. Anche perché gli indecisi sono tantissimi, quasi un terzo, molti elettori scelgono nelle ultime 24 ore, addirittura mentre entrano nella cabina elettorale.

Il giro di telefonate per la prima uscita corale di fronte agli elettori parte mercoledì mattina. Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti concordano che sia il caso metterci la faccia e vogliono che anche il premier sia con loro. Quindi stamane alle undici tutti insieme sul palco dell’Auditorium San Domenico di Narni con la scusa di presentare la manovra, per chiudere in pompa magna la campagna elettorale umbra.

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La corsa a governatore dell’Umbria e i risultati alle ultime elezioni (Corriere della Sera, 23 ottobre 2019)

Come prevedibile nasce un caso, anzi due: primo, il diniego di Renzi, che ovviamente non va giù a chi, come Zingaretti e Di Maio, ritiene giusto «metterci la faccia», anche se la sfida è in salita. Secondo, la maggioranza riunita su un fronte di guerra ad alto rischio crea anche sconcerto: i sondaggi danno Bianconi indietro di varie lunghezze e gli ex renziani rimasti nel Pd borbottano. «Non si capisce questa mossa di andare lì insieme a Conte: si può solo indebolire il governo se domenica perdiamo in Umbria», accusano i falchi della corrente Base riformista.

E se Di Maio potrà dire di averle provate tutte e idem Zingaretti, è perché pure in condizione di debolezza non rinunciano a giocarsela di persona. Al Nazareno, dove si monitora più da vicino la ex regione rossa (dove molti comuni importanti sono ormai passati al nemico) arrivano i report dei sondaggisti. Che danno in rimonta Bianconi. Ma soprattutto certificano che c’è una pletora di indecisi, fino al 53% degli elettori.

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