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Ma Lucia Borgonzoni ha anche delle proposte politiche oltre a parlare di Bibbiano?

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In Italia è difficile per una donna fare politica? Mentre su Rai Uno va in onda la docufiction su Nilde Iotti la senatrice Lucia Borgonzoni combatte contro gli insulti sessisti che le piovono addosso dai social. Una piaga cui siamo purtroppo abituati e che è stata sdoganata da politici e giornalisti. «Sei una me**a, a me mi fai solamente un po**ino hai capito me**a, meriti ti essere tagliata la testa, razzista schifosa e senza spina dorsale, putt**iera, devi schiattare», questi sono solo alcuni degli insulti ricevuti dalla candidata della Lega alla Regione Emilia-Romagna.

Il carretto passava e una donna gridava «Bibbiano»

Secondo la Borgonzoni questo è «l’effetto del clima d’odio seminato da qualche “democratico” che forse si è dimenticato che il sindaco Carletti, già del Pd, resta indagato nell’inchiesta della procura di Reggio Emilia». Da un lato la Borgonzoni nulla dice su come la propaganda leghista abbia solleticato i bassi istinti degli elettori della Lega nei suoi confronti, dall’altro riesce sempre a tornare al suo argomento preferito: è colpa di Bibbiano. Perché nessuno si è dimenticato che Andrea Carletti, “liberato” nei giorni scorsi dalla Cassazione, è ancora indagato. Speriamo che la Borgonzoni non si sia dimenticata che Carletti non ha nulla a che fare con il famigerato sistema Bibbiano

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E non solo perché il sistema Bibbiano non esiste (esistono dei presunti casi di abusi sui quali sta indagando la magistratura) ma soprattutto perché il sindaco di Bibbiano è accusato «aver violato le norme sull’affidamento dei locali dove si svolgevano le sedute terapeutiche, ma non è coinvolto nei crimini contro i minori». Di fatto Carletti sarebbe indagato anche se avesse affidato quelle stanze ad una qualsiasi altra associazione.

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L’ipotesi di reato non ha nulla a che vedere con le indagini sugli eventuali abusi. Ci sarebbe poi quella questione del garantismo, sempre rivendicata da Salvini quando per evitare domande scomode su Savoini o altri leghisti indagati ribadisce che in Italia ci sono 60 milioni di presunti innocenti fino a prova contraria. Allo stato attuale delle cose (il processo di primo grado deve ancora iniziare) risulta che sia Carletti che gli altri indagati siano innocenti.

Ma per Lucia Borgonzoni in Emilia-Romagna c’è qualcosa oltre a Bibbiano?

Ma l’Emilia-Romagna è una grande regione, non è solo Bibbiano e non è pensabile che la Borgonzoni possa continuare avanti denunciando “casi Bibbiano” ovunque. Ecco quindi che al solito va al rimorchio del leader della Lega sul presunto complotto degli eurocrati che bollano le eccellenze dell’Emilia-Romagna come “nocive”. Non sono eurocrati, Nutri Score non dice il prosciutto è “nocivo” (nel senso che fa male alla salute) e nessuno in ogni caso vuole impedire ai consumatori di mangiare Parmigiano Reggiano. Poi fa ridere se pensate che ora la Lega vuole difendere il Parmigiano Reggiano ma qualche mese fa si opponeva al CETA.

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Possiamo quindi aspettarci che fra qualche tempo la Lega, la Borgonzoni o chi per lei annuncino la vittoria nella difesa del made in Emilia-Romagna per il semplice fatto che non c’è mai stato nessun attacco. Nessuna battaglia da combattere contro gli euroburocrati. E più passa il tempo più la cifra politica della candidata Borgonzoni sembra essere quella di non avere idee. Sugli ospedali propone di fare come in Veneto, ignorando i problemi della sanità veneta, ignorando che nella sua Regione si fa già, ignorando che l’Emilia-Romagna è una regione benchmark. Poi c’è la questione dell’addizionale regionale. Anche lì la Borgonzoni la vorrebbe “azzerare” come in Veneto, lasciando intendere che nella regione governata da Zaia non si paghi (ma non è così). Poi c’è stata quella volta che ha tentato di sciacallare sull’emergenza maltempo, dimenticando che era il governo di cui faceva parte a dover stanziare i fondi.

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Ma nemmeno quando prova a parlare di temi più d’attualità, come ad esempio il MES, la Borgonzoni non riesce ad evitare una figuraccia. In tutto questo il “problema” di Lucia Borgonzoni non è assolutamente il fatto che è una donna, e riguardo quell’aspetto quelli che la insultano sono degli imbecilli sessisti. Il problema di Lucia Borgonzi è Matteo Salvini, il leader della Lega deborda e straborda in Emila-Romagna e le lascia poco spazio per presentare le sue idee. E così alla nostra candidata non rimane che ripetere a macchinetta Bibbiano, Bibbiano, Bibbiano.

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