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Lucia Borgonzoni e come la Lega solletica i bassi istinti dei suoi elettori ma se la prende con chi lo fa notare

Da giorni la famosa foto del Paladozza è oggetto degli apprezzamenti volgari degli elettori e dei simpatizzanti della Lega. Curiosamente però Salvini va all’attacco di chi fa notare la scelta comunicativa di Luca Morisi e non dice una parola su chi, tra i leghisti, tesse le lodi del “lato B” della senatrice Borgonzoni

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Lucia Borgonzoni e Matteo Salvini sono arrabbiati. Ce l’hanno con Christian Raimo «un presunto “intellettuale”, assessore “alla cultura”» che ha osato dare una lettura della foto scelta dalla propaganda ufficiale in occasione della serata della Lega al Paladozza di Bologna. «C’è da fare una didascalia?» aveva scritto l’assessore del III Municipio di Roma in un post pubblicato il 16 novembre «Elettore, non importa la faccia, non importa il nome (che nel post non ti cito nemmeno), è tutta roba mia, tu al massimo guarda il culo».

La strategia comunicativa della Lega

La foto è quella qui sotto, che chi gestisce la propaganda del Segretario della Lega ha scelto di pubblicare al termine della convention bolognese. La malizia è negli occhi di chi guarda, diranno alcuni, perché alla fine quell’immagine è solo un abbraccio tra il grande leader politico e la candidata destinata a vincere le elezioni regionali del 26 gennaio. Certo, stupisce un po’ che il volto della candidata non si veda. Ma può benissimo essere una scelta che vuole simboleggiare l’istinto di protezione del leader della Lega.

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Che male c’è? In fondo Lucia Borgonzoni è una donna, non deve certo nasconderlo o fare finta di nulla. Non è che c’è del sessismo o del maschilismo nel dire che la Lega ha voluto mettere in bella mostra il fondo schiena della candidata presidente quando in realtà si è trattato di  un semplice e innocente abbraccio del leader?

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Certo, poi uno magari capita sulla pagina Facebook ufficiale della Lega – Salvini Premier e vede questo graziosissimo meme dove la senatrice Borgonzoni rappresenta l’Emilia Romagna, abbracciata dalla Lega mentre un incolpevole cameraman (che stava lavorando all’evento leghista) fa il guardone e gli viene affibbiato il ruolo di essere “il PD”. Di nuovo, non c’è nulla di esplicito ma la lettura del post è sempre più univoca.

Ma perché la Borgonzoni non si è indignata per i commenti sessisti dei leghisti?

«Che schifo di sinistra!» ha scritto ieri la Borgonzoni condividendo il post di Salvini contro Christian Raimo che ha scatenato la prevedibile valanga di merda e insulti sulla bacheca dell’assessore romano. Da parte sua il “presunto intellettuale” (Morisi a quanto pare è in grado di usare solo due o tre concetti per definire gli avversari politici) risponde dicendo che Salvini «usa il corpo delle donne in modo strumentale. Si fa scudo di un paternalismo vomitevole. Dice “Si vergogni e chieda scusa” come se non fosse proprio quell’immagine una squallida forma di propaganda».

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Ma davvero è solo Raimo che deve chiedere scusa perché ha visto in quella foto qualcosa che non c’è? La risposta è no. E basta guardare i commenti dei leghisti al post di Salvini (o al meme della Lega) per capire come in molti (maschi) siano stati in grado di cogliere il messaggio di quell’abbraccio.

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Uno dei commenti con più “mi piace” sulla pagina di Salvini mette in evidenza che grazie a quel “bellissimo lato B” vinceremo sicuramente. Un altro invece si augura che “quel bel vedere che Lucia esibisce Le porti anche tanta fortuna”.

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«In questa foto la Borgonzoni ha un culo che fa sognare» commenta un leghista che è sicuramente stato convinto dalla promessa di tenere aperti gli ospedali anche di notte. Ma è un continuo: c’è quello che si complimenta della “bella curva” che ha “la Lucia”.

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È proprio “un bel figotto” scrive un altro sostenitore di Salvini a proposito della Borgonzoni e se c’è chi invidia Matteo per aver avuto la possibilità di “palpare” c’è chi si offre di “dare una mano” al capo della Lega. È la prova che quella foto puntava a scatenare anche certi istinti. Che non risultano essere sgraditi alla Lega visto che dopo giorni nessuno li ha ancora rimossi o ha sentito la necessità di far notare che quegli apprezzamenti decisamente grevi forse sono un po’ troppo.

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Del resto anche Berlusconi si è circondato di belle donne, e sappiamo come è finita. Un elettore sembra aver involontariamente colto questa similitudine tra il berlusconismo e il salvinismo: “Donne che solo la Lega può permettersi”. E subito uno risponde “Ti sbagli! Il PD ha avuto la più grande donna sexy di tutti i tempi: ROSY BINDI”. Ve la ricordate la famosa barzelletta del Cavaliere sull’onorevole Bindi e la frase “è più bella che intelligente?”. Siamo lì. La differenza con Raimo? L’assessore del III Municipio critica la scelta comunicativa mettendone in luce gli aspetti deteriori, non fa apprezzamenti sul “lato B” della senatrice Borgonzoni anzi critica Salvini, non la candidata presidente. I leghisti invece scrivono commenti sulla Borgonzoni, come se fosse un pezzo di carne. Il commento di Raimo dà fastidio, i secondi invece a quanto pare no.

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