Economia

Come la giunta del leghista Solinas butta i soldi dei sardi con gli esami prevaccinali

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Qualche settimana fa al Paladozza, a festeggiare la candidatura di Lucia Borgonzoni c’erano tutti i presidenti di regione della Lega. C’era Luca Zaia, che per andare a Bologna aveva saltato la riunione del consiglio regionale del dopo-alluvione a Venezia. E c’era anche Christian Solinas, già senatore della Lega e Presidente della Sardegna dal febbraio di quest’anno. La parata dei governatori del Paladozza, più che rappresentare la capacità di buon governo della Lega serviva a dimostrare che il partito di Salvini è in grado di vincere ovunque, da nord a Sud.

Duecentomila euro per esami che non servono a nulla

I problemi iniziano quando dopo aver vinto si deve iniziare a governare. Solinas è uno dei primi presidenti eletti con la Lega al governo e un partito in forte crescita dopo le elezioni politiche del 2018. Succede però che le cose in Sardegna non vadano benissimo. Le promesse fatte ai pastori da Salvini non sono state mantenute, Solinas è indagato per abuso d’ufficio e la legge di bilancio regionale non è ancora pronta e non sarà approvata entro i termini. Tant’è che la Regione dovrà optare per l’esercizio provvisorio di bilancio (tradotto: niente investimenti) fino a febbraio o marzo, dopo due anni di contabilità regolare. Non proprio il successo che Salvini vuole sbandierare come esempio della capacità dei leghisti di governare un territorio.

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Christian Solinas (al centro) e la giunta regionale della Sardegna

Ma questo non significa che la Regione Sardegna non abbia voglia di spendere soldi. Perché mentre in Emilia-Romagna Lucia Borgonzoni attacca il PD sulle liste d’attesa per le visite specialistiche  in Sardegna ci vuole almeno un anno di attesa per fare una mammografia. Eppure l’assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu sembra avere altre priorità. Una su tutte: rimborsare alle famiglie dei bambini della scuola dell’infanzia i costosi ed inutili esami pre-vaccinali.

Perché gli esami prevaccinali non servono a nulla

Da quando è entrata in vigore la legge sui vaccini obbligatori molti genitori preoccupati (free-no-boh-anti vax) hanno iniziato a chiedere di poter fare delle analisi per scoprire se il figlio ha una qualche “intolleranza” ai vaccini e poter così evitare la terribile puntura che li farà inevitabilmente “diventare autistici” o chissà cos’altro ancora. La Giunta regionale della Sardegna, su proposta dell’assessore Nieddu, ha approvato il trasferimento di 200mila euro del Fondo regionale per il sistema integrato dei servizi alla persona ai 25 ambiti Plus dell’Isola, che avranno il compito di assegnare le risorse ai Comuni che hanno indicato il proprio fabbisogno sulla base delle spese prevaccinali sostenute dalle famiglie.

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«La misura – spiega l’assessore Nieddu – è rivolta ai bambini che si trovano in condizioni particolari, perché ad esempio affetti da determinate patologie, e per i quali il sospetto che si possano sviluppare reazioni avverse è comprovato». L’Istituto Superiore della Sanità invece scrive che non è vero che «esistono degli esami che possono predire eventuali effetti collaterali dei vaccini. Non esiste nessun test in grado di predire gli effetti collaterali dei vaccini». Come scriveva il dottor Roberto Burioni qualche anno fa i test pre-vaccinali non servono a nulla se non a far guadagnare chi li fa. Non è infatti possibile prevedere con alcun test le eventuali “reazioni avverse” alle vaccinazioni. Più nota invece è la posizione di Salvini e della Lega riguardo le vaccinazioni. Il senatore della Lega aveva promesso di cancellare l’obbligo una volta al governo facendo sapere che avrebbe fatto di tutto «perché i bimbi entrino tutti a scuola a settembre, accompagnati dalla loro mamma e dal loro papà». Non è andata così, ma Salvini ha continuato a strizzare l’occhio ai cosiddetti “free-vax”. E in Sardegna la Lega lo ha preso in parola.

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