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Cosa c’è dietro la guerra del M5S a Zingaretti sui rifiuti di Roma

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Ci ha messo poco più di tre anni il MoVimento 5 Stelle per ammettere che sì, a Roma ormai da anni ci sono «criticità sui rifiuti». Non una vera e propria emergenza, di quella sono anni che Virginia Raggi e le varie assessore all’Ambiente negano l’esistenza. Ma diciamo che qualche problemino la cui entità è ben evidenziata dai cumuli di rifiuti abbandonati in giro per la città – c’è. Ma non fatevi ingannare, se il M5S dice, anzi scrive che «va ammesso» che qualcosa non va con quelli che una volta chiamava materiali post consumo è per dare la colpa a qualcun altro: Nicola Zingaretti, vale a dire a Regione Lazio.

Per la Raggi e il M5S è tutta colpa di Zingaretti

Qualcuno prima o poi dovrà spiegare come mai adesso l’emergenza non solo c’è ma addirittura ha un responsabile quando per tre anni si è fatto di tutto per negare anche l’evidenza. Qualcuno dovrà anche spiegare come mai l’ex assessora Pinuccia Montanari (quella che non aveva mai visto un topo a Roma) ora dica che sì, Roma è sporca e che questo la Raggi lo sapeva già visto che è mancata la programmazione quando la sindaca parla apertamente di crisi costruita a tavolino (dai soliti cattivoni che le vogliono male).

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Accontentiamoci quindi di queste importanti ammissioni: Roma è sporca e ci sono “delle criticità” nella raccolta dei rifiuti. Oggi intanto la Regione Lazio ha firmato l’ordinanza che consente ai camion di AMA di scaricare la monnezza dei romani negli ATO del Lazio a Viterbo, Frosinone, Pomezia, Colleferro, Civitavecchia e Rocca Secca. Un provvedimento tampone, perché è chiaro che non è pensabile che il resto del Lazio si faccia perennemente carico dei problemi di Roma. Ma del resto anche con la gloriosa giunta a 5 Stelle i rifiuti di Roma (soprattutto l’indifferenziato) veniva spedita in giro per tutta Italia (e anche all’estero).

La Raggi non è più #SottoAttacco?

Ma chi ha ragione, Virginia Raggi che dice che è tutta colpa della Regione – ma che fino a una decina di giorni fa diceva che era colpa delle mafie che bruciavano i cassonetti –  o Zingaretti che dice che Roma non è autosufficiente e che ci sono delle carenze nella gestione di AMA? La verità come sempre sta nel mezzo. Prendiamo atto che la sindaca non è più #SottoAttacco come qualche settimana fa quando diceva che il “problema” dei rifiuti era dovuto a misteriosi sabotaggi. Prendiamo atto che in ogni caso il Comune, cioè AMA, dovrà individuare i centri di trasferenza, ovvero le postazioni dove effettuare il trasbordo dei rifiuti per i camion che andranno poi in giro per il Lazio a spargere i rifiuti che la Capitale non è in grado di smaltire da sola.

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Ma sarebbe sbagliato pensare che il deficit (si parla di circa 300 tonnellate al giorno che non si riescono a smaltire) sia dovuto solo alla Regione. Perché il consigliere di AMA Massimo Ranieri ha detto che l’azienda ha più di qualche carenza strutturale: «il 55 per cento dei mezzi sono indisponibili. Abbiamo la metà dei Csl (compattatori che svuotano i cassonetti lateralmente ndr) necessari. C’è anche una carenza di personale: ci sono numerose prescrizioni e molti non possono lavorare di notte, di giorno, al caldo, al freddo». Tutte cose già note da anni visto che lo ha certificato nel 2017 anche l’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici di Roma Capitale.

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Dove finiscono i rifiuti trattati dai TMB di Roma? Fuori Regione o negli inceneritori del Lazio [Fonte]
La tanto attesa ordinanza della Regione ricorda alla Raggi tre cose: la prima è che AMA deve approvare entro 30 giorni dei bilanci 2017 e 2018, la seconda è la richiesta di stipulare accordi e contratti ulteriori rispetto a quelli vigenti in grado di far fronte ad ulteriori emergenze oltre alla chiusura del TMB Salario al momento non risolte dal giorno 11 dicembre 2018 e la terza è la richiesta di approvvigionamento di ulteriori eventuali impianti mobili.

Cosa dovrebbe fare Roma per risolvere il problema dei rifiuti

Il M5S sul Blog delle Stelle dice che la colpa è di Zingaretti perché  dal 2012 la Regione non è riuscita a dotarsi di un Piano Rifiuti Regionale. Per la verità a inizio 2019 proprio la Regione ha invitato la Roma e la Città Metropolitana (entrambe governate dalla Raggi) ad indicare un sito dove realizzare una discarica sul suo territorio. I 5 Stelle però sono notoriamente contro le discariche (nei loro comuni) e pure contro gli inceneritori (ma quelli degli altri vanno benissimo). Certamente quella discarica non avrebbe potuto risolvere i problemi attuali, perché oggi non sarebbe operativa. Ma la risposta della Raggi la dice lunga. La sindaca fece sapere che il Comune aveva intenzione di puntare «sul riciclo e sull’economia circolare» perché l’obiettivo è quello di arrivare a rifiuti zero.

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Il livello della differenziata e della raccolta porta a porta non è cresciuto da quando la Raggi è al governo [Fonte]
Nel frattempo però non è che i numeri della differenziata a Roma facciano scintille. Anzi da quando si è insediato il MoVimento 5 Stelle la differenziata non cresce e il porta a porta con tariffa “puntuale”, l’unico in grado di garantire una buona selezione dei “materiali post consumo”, una riduzione dell’indifferenziato e una gestione corretta del riciclo è al palo. L’obiettivo di arrivare al 70% della differenziata per il 2021 si è rivelato essere una barzelletta perché l’intero ammontare di raccolta differenziata per la città è tra il 40 e il 45%. La Regione fa notare che questo dato è il più basso a livello regionale dove la media è pari al 60%. Non solo:  non si parla più dei due impianti di compostaggio (per la frazione “umida”) da realizzarsi nella Capitale. Il dato attuale è semplice: Roma non è attualmente in grado di trattare i rifiuti prodotti (perché i TMB sono al collasso) e non ha una discarica dove conferirli. Allo stesso tempo non ha personale e mezzi sufficienti per raccogliere i rifiuti (ma il problema sono i cassonetti bruciati…) e la municipalizzata non ha pubblicato i bilanci degli ultimi due anni, anche per colpa di una guerra con la sindaca. In tutto questo la Regione sicuramente ha delle carenze e delle lentezze nell’approvazione del piano dei rifiuti, ma la Raggi non può certo pensare che i suoi problemi vengano sempre risolti dagli altri. Altrimenti che cosa ci sta a fare al Campidoglio?