Economia

Così l'agenzia del Comune di Roma certifica che la città è peggiorata con la Giunta Raggi

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Cos’è che non funziona a Roma? Come ogni anno l’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale ha pubblicato la sua “Relazione annuale sullo stato dei servizi pubblici locali e sull’attività svolta nel 2017“. I risultati non sono affatto incoraggianti e si fa davvero fatica a vedere il vento del cambiamento in azione. Anzi: la qualità del trasporto pubblico e della raccolta dei rifiuti è in netto calo. E il giudizio sull’offerta culturale della Capitale non è per nulla incoraggiante.

La  pessima performance del trasporto pubblico romano negli ultimi 18 mesi

L’Agenzia ha analizzato e monitorato l’intero sistema dei servizi offerti dalle 22 società partecipate dal Comune di Roma. Non si tratta solo di valutare la soddisfazione degli utenti e dei cittadini romani ma anche di compiere un’analisi sullo stato fattuale del servizio pubblico. Nella sua relazione il Presidente dell’Agenzia Carlo Sgandurra lo ha detto chiaramente: «i dati degli ultimi diciotto mesi documentano purtroppo una tendenza negativa. Non mancano buoni esempi di gestione (della cultura e dell’estate romana), ma esistono e resistono delle macro aree del disservizio che riguardano soprattutto il settore dell’igiene urbana e dei trasporti».


A ricevere i voti peggiori è il servizio di trasporto pubblico. Nel settore della mobilità – ha spiegato Sgandurra – i romani hanno perso 2,6 milioni di chilometri/vetture percorsi dagli autobus che sono stati compensati solo in parte da 1,5 milioni di chilometri/vetture in più percorsi dalle nuove metropolitane.
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È se Roma «avesse perso, in un solo anno, il servizio trasporti di una città grande come Genova». A rappresentare la criticità più importante è il mancato rispetto della programmazione. Sia per quanto riguarda il trasporto di superficie (autobus e tram) e metropolitano (gestiti da ATAC) che per le linee periferiche di superficie (gestite RomaTpl) la programmazione non è mai stata rispettata e nel periodo gennaio – ottobre 2017 è stato raggiunto il gap più elevato tra offerta effettiva e quella programmata.
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I romani nel 2017 hanno espresso un voto al di sotto della sufficienza sull’intero comparto del trasporto pubblico e della mobilità che quest’anno per la prima volta ha interessato anche i Taxi. Secondo l’Agenzia le cause della riduzione dell’offerta del servizio e del mancato rispetto della programmazione vanno ricercate nelle infrastrutture sottodimensionate, nelle scarse risorse finanziarie destinate alla gestione corrente e agli investimenti, nell’organizzazione dei fattori produttivi e nella mancanza di una visione strategica.
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Va inoltre fatto notare che i disservizi del trasporto pubblico locale oltre a rendere difficile la vita di cittadini, lavoratori e turisti e ad abbassare la qualità della vita penalizzano anche le possibilità di fruizione dei servizi della cultura. Per un utente su tre il motivo della mancata frequentazione per Auditorium, Palaexpo e Musei comunali è l’accessibilità.

I romani bocciano il servizio di raccolta dei rifiuti

Non va meglio per la raccolta dei rifiuti. Anche qui niente di nuovo nonostante l’Amministrazione comunale, nel corso di questi ultimi 18 mesi abbia più volte cercato di negare l’evidenza minimizzando i problemi e dicendo in più occasioni che non c’era alcuna emergenza. Il voto dei romani alla raccolta rifiuti e all’estensione del porta a porta è in netto calo nell’ultimo anno e mezzo. L’estensione al 44% del servizio di raccolta porta a porta “non ha avuto effetti positivi sul voto attribuito dai romani” che è andato progressivamente calando.
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Anche sul fronte della pulizia delle strade il voto dei romani ha toccato nel 2017 il minimo storico dal 2009. Evidentemente i vari SpazzaTour e i blitz per le operazioni di pulitura delle strade non sortiscono gli effetti sperati. Anche perché il Comune ha stanziato sempre meno risorse finanziarie per lo spazzamento.
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I risultati si sono visti a settembre quando la grandiosa operazione di pulizia delle caditoie e dei tombini ha prodotto l’allagamento verificatosi alle prime piogge autunnali. Ma per la Sindaca era colpa del surriscaldamento globale.

L’imbarazzo della Giunta a 5 Stelle

Il rapporto dell’Agenzia certifica quello che è sotto gli occhi di tutti i romani. Una situazione critica che ovviamente è nota anche alla Giunta Raggi e ai vari assessori. La sindaca però ieri non si è fatta vedere. Altri impegni, ha spiegato lo Staff, dicendo che la Raggi era al funerale di Lando Fiorini. L’assessore ai trasporti Gianni Lemmetti invece – riferisce il Messaggero – ha abbandonato la presentazione senza dire una parola. Eppure qualcosa avrebbe potuto dire, anche solo “è colpa degli assessori precedenti” (del resto Lemmetti è assessore solo da qualche mese). L’assessora all’Ambiente Pinuccia Montanari invece è arrivata alla fine della presentazione. «Avete mostrato alcuni dati irrilevanti, servivano altri parametri per essere oggettivi».

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L’andamento del rapporto tra investimenti programmati e realizzati per gli impianti di raccolta e trattamento dei rifiuti

Un’indagine che secondo la Montanari è manchevole, se non faziosa, perché lei conosce bene come i sociologi fanno i questionari: «Dico solo che per capire l’oggettività della rilevazione, occorre capire il contesto e le domande». Rimane però un dubbio: l’Agenzia è del Comune, quindi se fa rilevazioni faziose o non oggettive la colpa di chi è? Del Comune, verrebbe da dire. In più, il suo presidente, Carlo Sgandurra, è stato nominato dal M5S. Ma per la Montanari serve ancora altro tempo per valutare la buona riuscita dei piani dell’Amministrazione M5S: «Certo, c’è una percezione negativa ma è un malcontento che si trascina da tempo, i numeri dell’agenzia analizzano un periodo che va dal 2006 al 2016. Per vedere l’effetto delle nostre politiche ci vorrà ancora un anno». La colpa insomma è come al solito delle amministrazioni precedenti. Peccato però che nelle rilevazioni ci siano dati che fanno riferimento in maniera esplicita agli ultimi 18 mesi, ovvero al periodo di governo del MoVimento. Dati che – soprattutto per il servizio di trasporto pubblico – sono agghiaccianti e che evidenziano che anche il M5S ha le sue responsabilità nel collasso dei servizi romani.