Fact checking

La supercazzola di Conte per salvare Salvini al Senato

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, da bravo Avvocato del Popolo, va a Palazzo Madama a togliere le castagne sul fuoco per Matteo Salvini

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Oggi Matteo Salvini non ha trovato il tempo di andare al Senato per  rispondere alle interrogazioni dei senatori sulle presunte trattative tra esponenti del partito Lega-Salvini Premier e personalità di nazionalità russa. Deve lavorare per il Paese, ed infatti ha trovato il tempo di fare una diretta di mezz’ora dagli uffici del Viminale. Tanto a Palazzo Madama ci va il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che non si sa bene a che titolo visto che non è della Lega e non conosce Gianluca Savoini oggi alle 16:30 risponde alle domande su quelli che la Presidente del Senato Casellati definiva pettegolezzi giornalistici.

L’informativa di Conte su Savoini e Salvini

Non c’è nulla di nuovo. Quando si trattò di affrontare il caso Diciotti Salvini – che aveva detto di essere pronto a farsi processare – si rifugiò dietro l’immunità. Oggi Salvini, che aveva detto che sarebbe andato a riferire in Aula manda avanti Conte. Ed è giusto così, perché ieri sulla Torino-Lione Di Maio e Toninelli hanno fatto altrettanto. Al punto che ci si chiede se Conte sia il Presidente del Consiglio o il portavoce dei due vicepremier.

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Da bravo contraddittore brillante qual è il nostro Premier la prende alla lontana, ricordando all’Aula chi è, quello che già qualche tempo fa si era presentato per chiedere la fiducia e spiegando quanto sia importante il rapporto tra Parlamento e Governo. Qualcuno ha avuto la sensazione che quella di Conte fosse una concessione, ma in realtà si tratta di un atto dovuto, visto che è il Parlamento a legittimare il ruolo del Presidente del Consiglio. Sulla base delle informazioni disponibili alla presidenza del Consiglio Conte ci ricorda cose che sappiamo già, ovvero che Savoini «non riveste e non ha rivestito incarichi ufficiali di consulenza per il Governo» ma che «risulta tuttavia presente in una missione ufficiale a Mosca, avvenuta nei giorni 15 e 16 luglio 2018, al seguito del ministro dell’interno e vice presidente del Consiglio Salvini». Conte però non dice con quale ruolo.

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Allo stesso tempo Conte precisa che la presenza di Savoini alla cena in onore di Putin del 4 luglio è stata sollecitata dal signor Claudio D’Amico, consulente del ministro dell’Interno con il ruolo di consigliere per le attività strategiche. Un invito sul quale gli uffici di Palazzo Chigi non hanno trovato nulla cui eccepire. Anche e soprattutto perché – dice Conte – quando sono stati mandati gli inviti il caso Savoini non era ancora esploso visto «che era un momento pregresso rispetto alla diffusione della notizia relativa all’avvio delle indagini penali a cura della procura di Milano». Ma non è vero che non ci fossero già all’epoca dubbi su Savoini perché l’inchiesta dell’Espresso su Savoini e la trattativa risale a febbraio, molto prima della pubblicazione dell’audio da parte di Buzzfeed.

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«La presidenza del Consiglio non ha avuto ulteriori contatti con Savoini» dice Conte che su D’Amico conferma che è titolare di un incarico presso la vicepresidenza del Consiglio. Per completezza d’informazione Conte ci informa che il viaggio di Salvini a Mosca del 17-18 ottobre 2018 (quello in cui ci fu la famosa colazione di Salvini) e che nella lista della delegazione ufficiale stilata dal Viminale comprendeva sia Claudio D’Amico che Gianluca Savoini. Non si capisce come mai Conte stia in Senato, visto che ammette di «non aver ricevuto informazioni dal Ministro competente». Ed in effetti l’informativa di Conte non informa poi un granché, perché oltre a confermare tutto quello che è stato scritto sui giornali non dice cosa stesse facendo Savoini in Russia con Salvini né ha riferito sull’incontro con del suo vicepremier con il Vicepresidente del governo della Federazione Russa Kozak.

I senatori M5S disertano l’Aula mentre parla Conte

Dopo aver smentito Salvini che nei giorni scorsi aveva detto che Savoini era a Mosca per conto suo Conte però ci tiene a garantire che nessuna forza politica avrebbe potuto incidere sull’azione politica del governo grazie alla sua vigilanza e che per quanto riguarda l’iniziativa della procura di Milano rispetto alla vicenda che è all’origine di questa informativa «non ci sono elementi che possano incrinare la fiducia che nutre nei confronti dei membri del suo Governo». Non sfuggirà come Conte stia dicendo che se non ci fosse lui a vigilare sarebbe potuto succedere qualcosa di grave. Da Avvocato del Popolo a garante delle attività dei suoi ministri.

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Mentre Conte tiene il suo discorso – interrotto più volte – i senatori del PD postano sui social foto dei banchi vuoti del MoVimento 5 Stelle. Conte dice che «dal momento che Savoini non ha un ruolo ufficiale non ci sono i presupposti per l’interruzione di un rapporto» ma nulla dice riguardo a D’Amico il quale oltre ad avere un incarico presso l’ufficio di Matteo Salvini riveste anche un ruolo formale all’interno dell’Associazione Lombardia Russia di Gianluca Savoini. Durante il suo intervento il senatore Pier Ferdinando Casini ha fatto sapere dell’esistenza di una comunicazione con la quale è stato chiesto ai senatori del M5S di uscire dall’Aula. Una protesta – ha spiegato il senatore M5S Patuanelli – non contro Conte ma contro l’assenza di Salvini in Aula.

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La vera difesa di Salvini l’ha fatta il senatore leghista Massimiliano Romeo che ha detto che il PD sta strumentalizzando il caso per indebolire Salvini che «sta diventando un punto di riferimento a livello internazionale». Secondo Romeo il problema non sono gli eventuali rubli o le navi che trasportano petrolio ma le navi delle ONG che trasportano migranti. E come già aveva fatto il Tg2 Romeo ricorda i soldi di Mosca al PCI e chiede che l’Aula si occupi di cose più serie al grido di «parlate di Bibbiano». In pratica Romeo non ha parlato di Savoini, Salvini e D’Amico ma di tutt’altro (anche la storia dei 49 milioni «che sapete benissimo che sono 800mila euro»), uno show ad uso e consumo degli elettori leghisti. Mentre Romeo all’inizio del suo intervento ha richiamato i colleghi ad essere più garantisti visto che la magistratura sta ancora indagando e che quindi bisognerebbe parlare di presunti finanziamenti quando ha parlato di Bibbiano ha dato per scontato che sia stata già emessa la sentenza definitiva. Al termine dell’informativa di Conte il senatore Marcucci ha annunciato che il Partito Democratico presenterà una mozione di sfiducia individuale nei confronti di Matteo Salvini.