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Così il M5S Lazio è diventato “free-vax”

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Davide Barillari ce l’ha fatta. La proposta di legge regionale sulle vaccinazioni pediatriche, frutto di anni di studi e di incontri con le associazioni free-vax è stata finalmente depositata al Consiglio Regionale del Lazio. Una proposta di legge che serve più che altro a strizzare l’occhio ai novax, visto che la materia è già normata da una legge dello Stato.

La proposta di legge sui vaccini del M5S Lazio

Barillari, da sempre in prima linea nel prestare ascolto ai free-vax e ai sostenitori della “libertà di scelta” per le vaccinazioni pediatriche, ha semplicemente mantenuto la promessa. Stupisce però che a firmare la sua proposta di legge ci siano anche tutti gli altri consiglieri regionali eletti con il MoVimento 5 Stelle, tra loro anche la ex deputata Roberta Lombardi (che sui vaccini, a dire il vero, ha sempre fatto un po’ di confusione). Sono tempi duri per chi sostiene che sia una sciocchezza affermare che il MoVimento 5 Stelle sia contro i vaccini.

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Il punto centrale della proposta di legge, che per la verità non sembra essere molto vicina all’idea di obbligo flessibile della ministra Grillo, è l’abolizione di ogni forma di obbligo vaccinale. Non si tratta quindi nemmeno di un ritorno alla condizione pre-esistente prima dell’introduzione della legge Lorenzi. In poche parole la legge del M5S Lazio è molto più simile alla legge di iniziativa popolare avanzata dalle associazioni free-vax, alcune delle quali si sono sedute al tavolo proprio con Barillari, che a quella della senatrice Taverna che al momento costituisce l’unica proposta ufficiale del M5S sull’argomento.

Esami prevaccinali sì, ma alla fine decide solo il genitore (in base a cosa non si sa)

La legge scritta da Barillari infatti prevede la sospensione di ogni forma di obbligo. L’idea è quella di convincere i genitori a vaccinare i figli facendo informazione. Una cosa del genere è stata fatta in Veneto dal 2008, quando venne abolito l’obbligo vaccinale. Il risultato? Un drastico calo delle coperture vaccinali. Ma quello della libera scelta non è l’unico aspetto “free vax” della proposta di legge regionale del M5S.

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Nel preambolo i consiglieri regionali fanno sapere di continuare a credere che una corretta igiene di vita possa sostituire le vaccinazioni. È noto infatti come Barillari sia un convinto assertore delle tesi – propugnate tra gli altri dal medico radiato Roberto Gava – secondo le quali una corretta alimentazione e l’igiene nelle aule scolastiche possano essere strumenti efficaci per fermare la trasmissione delle malattie prevenibili con i vaccini. Ovviamente non è così.

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La legge “free vax” continua spiegando che i vaccini dal momento che si rivolgono ad un soggetto sano e non in pericolo “grave e certo” non sono né urgenti né improrogabili. Insomma, si vaccinerà solo quando ci sarà un’epidemia. Quindi troppo tardi. Anche perché i vaccini non sono mica roba per tutti. Per venire incontro alle preoccupazioni dei free-vax Barillari e colleghi propongono vaccinazioni personalizzate con analisi pre vaccinali. Esami costosi e inutili che non riescono a rilevare nulla che possa “fermare” la vaccinazione o a prevedere l’insorgenza di reazioni avverse. Ed infatti non risulta che grazie agli esami prevaccinali ne sia mai stata prevenuta una.

 

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Ma in fondo questo non è un problema. Perché anche Barillari e i free-vax sanno che gli esami non possono dire nulla né prevedere alcunché. Ed è per questo che all’articolo 4 coma 3 della proposta di legge è scritto che anche in caso di nulla osta alla vaccinazione da parte dei medici (ovvero del personale adeguatamente formato e preparato) i genitori possono lo stesso rifiutare il consenso in seguito a “contestazione o segnalazione di variabili fisiopatologiche” intercorse successivamente al rilascio del nulla osta. In parole povere: i medici dovranno fare tutti gli esami del caso, ma alla fine il genitore potrà decidere di non tenerne conto. Benvenuto nella medicina su basi non scientifiche del MoVimento 5 Stelle.

La quarantena per i vaccinati

Last but not least la questione dell’accesso a scuola per i figli dei free-vax. Una volta abolito l’obbligo va da sé che tutti potranno andare a scuola. Anzi, la scuola non dovrà formare le classi in base alle certificazioni vaccinali degli alunni ma in base a criteri organizzativi “altri”. Che però verranno stabiliti dalla scuola stessa. Quindi una scuola non potrà evitare che in classe con un immunodepresso ci siano i figli di mamme che organizzano morbillo party.

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Ma al tempo stesso gli istituti scolastici, che non dovranno assolutissimamente in alcun modo occuparsi dei figli dei free-vax dovranno garantire un periodo di quarantena di 4-6 settimane per il soggetto appena vaccinato con virus attenuato “al fine di evitare contagi”. Nessuna precauzione invece per il figlio della mamma del morbillo party di cui sopra. La storia dei vaccinati che sono “contagiosi” è una bufala messa in giro dai novax per dare la colpa ai bambini vaccinati di essere degli untori. In realtà al di là di quanto scritto in alcuni “bugiardini” in letteratura non ci sono casi di persone che hanno contratto una malattia in seguito a contatti con persone vaccinate di recente. Sull’argomento già in passato l’onorevole Zaccagnini (anche lui eletto con il M5S) aveva sollevato un polverone e abbiamo spiegato qui come la questione non abbia scientificamente alcun senso.