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La fantastica retromarcia di Roberta Lombardi su vaccini e libertà di scelta

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Avevamo lasciato questa mattina Roberta Lombardi, candidata del M5S alla presidenza della Regione Lazio, impegnata ad attaccare la senatrice Elena Fattori colpevole a quanto pare di avere una linea troppo “pro-vax” sulle vaccinazioni obbligatorie. Nei giorni scorsi infatti la Lombardi aveva rilasciato un’intervista a Quotidiano Sanità, nella quale spiegava che, riguardo i vaccini, “La parola obbligo è una parola che andrebbe sostituita con informazione e libertà di scelta“.

Roberta Lombardi e i bambini da vaccinare che rischiano di finire fuori dalla scuola

L’onorevole Lombardi era infatti impegnata a difendere la decisione della sindaca di Roma di chiedere al Governo di poter consentire ai genitori dei bambini non vaccinati (per scelta) di poter andare a scuola anche dopo il 10 marzo. In una lettera inviata a Luigi Di Maio la Lombardi chiedeva che la Fattori non partecipasse agli eventi della sua campagna elettorale per le regionali perché «Le posizioni politiche della sig.ra Fattori in tema di salute e vaccini sono individualistiche e fuori dalla linea politica nazionale. Non intendo pertanto correre il rischio che vengano minimamente confuse con le linee politiche della sottoscritta». La Lombardi insomma ha paura che le opinioni della Fattori, per altro condivise e supportate da Guido Silvestri (ovvero il consulente scientifico per la vaccination policy del M5S) possano essere confuse con quelle del partito e della stessa Lombardi. Opinioni che, anche alla luce delle dichiarazioni di Silvestri sul caso di Sara Cunial, non sembrano essere quelle del MoVimento.

Ieri a L’Aria che Tira su La 7 la senatrice Lombardi aveva ribadito il suo pensiero sui vaccini, raccontando anche le sue vicissitudini personali: «Qui ci sono delle competenze precise. Il sindaco ha la responsabilità delle scuole 0-6 anni, che potrebbero essere interdette ai bambini che al 10 marzo non hanno ottemperato all’obbligo. Io ho due bambini di quattro e sei anni entrambi ancora alla materna, ho provato a vaccinarli, a metterli in regola con le nuove vaccinazioni ad ottobre, erano malati e mi hanno rimandato al 6 aprile, se non vado errato quindi oltre il termine». Roberta Lombardi si interrogava preoccupata sulla sorte dei suoi figli «Cosa succederà ai miei bambini? Non potranno andare a scuola?» spiegando che era per colpa delle inefficienze del Sistema sanitario regionale che alcune famiglie (tra cui a quanto pare la sua) non erano in regola. Certo, forse avrebbe potuto prendersi per tempo, visto che di questa legge se ne parla dall’inizio del 2017. La Lombardi ribadiva che la posizione ufficiale del M5S è la proposta di legge che è agli atti, ovvero la proposta di Legge Taverna che Guido Silvestri ha definito superata alla luce dell’approvazione della legge 119/2017.

I figli della Lombardi sono stati miracolosamente vaccinati in una notte?

Oggi Roberto Burioni ha difeso la Fattori dagli attacchi della compagna di partito ricordando alla Lombardi che dire “più prevenzione meno vaccini” (un mantra che si trova spesso nel Libro Bianco del M5S sulla Sanità stilato dal M5S Lazio sotto la guida di Davide Barillari)  equivale a dire dire “più sicurezza meno poliziotti”. Oggi pomeriggio la Lombardi ha pubblicato un post sull’argomento dell’obbligo vaccinale. Ci sono però alcune incongruenze. Ad esempio la prima è che la Lombardi oggi scrive  “i miei figli sono vaccinati, ma sono anche una mamma consapevole e credo che tutti i genitori abbiano il diritto di essere informati su ciò che lo Stato decide sulla pelle dei loro figli”. Eppure ieri diceva di aver provato – senza successo – a metterli in regola.

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Tutti i genitori sanno che la vaccinazione esavalente (che comprende i quattro vaccini obbligatori anche prima della legge Lorenzin) si fa durante il primo anno di vita suddivisa in tre richiami, in Italia non esiste il vaccino tetravalente quindi viene somministrato sempre l’Hexa. La prima dose di MPR invece si fa entro il 15° mese. Trovarsi nel 2017 a dover “mettere in regola” due bambini di 4 e 6 anni fa pensare che la Lombardi forse non avesse tanto amore per i vaccini prima della legge. Sarebbe però interessante che lo chiarisse direttamente, visto che ha sentito la necessità di raccontare che i suoi figli stanno per essere cacciati da scuola. Per altro la legge attualmente in vigore prevede che per i nati dal 2001 al 2016 debbano essere somministrate le vaccinazioni contenute nel calendario vaccinale nazionale vigente nell’anno di nascita (tutte tranne anti-varicella). Su quali vaccini la Lombardi ha dovuto “mettersi in regola”? E perché oggi miracolosamente risultano essere vaccinati e non rischiano di perdere nemmeno un giorno di scuola? Molto più interessante politicamente il fatto che la Lombardi ora dica che «il M5S è contro l’obbligatorietà e a favore del principio di raccomandazione». Qualche giorno fa riteneva che «la parola obbligo è una parola che andrebbe sostituita con informazione e libertà di scelta», notate qualche differenza?

Nessuna pietà per gli immunodepressi?

Sembra quasi che la Lombardi sia riuscita a garantire le vaccinazioni nei tempi stabiliti dalla legge prima ancora di diventare Presidente della Regione Lazio. Oppure i problemi di cui parlava a L’Aria che Tira. Da mamma consapevole la Lombardi “crede nel valore della scienza” ma ritiene che “negare ai bambini non vaccinati di andare a scuola” sia ingiusto. Secondo la Lombardi siamo davanti ad un paradosso perché chi sostiene l’obbligatorietà dei vaccini finisca per negare il diritto all’istruzione, previsto dalla nostra Costituzione. Costituzione che evidentemente la Lombardi non ha letto bene. Perché in primo luogo la legge ha superato il vaglio della Corte Costituzionale che ha rilevato come “non può ritenersi che il Governo, prima, e il Parlamento, poi, abbiano ecceduto i limiti dell’ampio margine di discrezionalità che spetta loro nel valutare i presupposti di straordinaria necessità e urgenza che giustificano l’adozione di un decreto legge in materia”.

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In secondo luogo l’esclusione dalla scuola dell’obbligo non è prevista in caso di bambini non vaccinati proprio per tutelare il diritto all’istruzione. Poi i bambini che al 10 marzo non risulteranno essere vaccinati potranno tornare a scuola non appena saranno “messi in regola”. E visto che la Lombardi ci ha messo meno di 24 ore a mettere in regola i suoi possiamo ritenere che non ci sia il rischio che gli alunni dei nidi e della scuola dell’infanzia finiscano l’anno a casa. Infine la Lombardi non spende una parola sui diritti dei bambini immunodepressi. Come abbiamo raccontato ieri grazie alla mamma di Lorenzo ci sono molti bambini che non possono essere vaccinati per motivi di salute e che hanno il diritto ad andare a scuola senza ammalarsi. Forse sul caso di questi bambini la Lombardi la pensa come la sua “nemica” Elena Fattori che proponeva di tenerli a casa fino ai tre anni?