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Lo show di Paola Taverna sui vaccini a Santarcangelo di Romagna

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La senatrice Paola Taverna del M5S è stata, prima che diventasse una “sciocchezza” dire che molti pentastellati erano contro le vaccinazioni, una di quei parlamentari che diceva cose come “medicina preventiva e non vaccini a go-go” ricordando che i vaccini sono utili ma in alcuni casi sono “a totale vantaggio delle case farmaceutiche e poco dei cittadini”. La Taverna è sempre stata contro l’introduzione della vaccinazione obbligatoria legata all’accesso a scuola e riteneva fosse incostituzionale (non lo è però secondo la Corte Costituzionale). In un’altra occasione la senatrice del M5S ha ricordato che “c’è una sentenza che sostiene che il vaccino può causare autismo” chiedendo quindi che venisse data “la possibilità di verificare”.

La lotta di Paola Taverna contro Big Pharma che fa soldi con i vaccini

E non si capisce in che modo il MoVimento potesse verificare l’esistenza di una correlazione causa-effetto che è stato scientificamente dimostrato essere inesistente. Riguardo al tema della prevenzione, contrapposta semanticamente alle vaccinazioni, è sufficiente far notare che i vaccini sono, di fatto, medicina preventiva. A meno che il M5S non abbia scoperto come debellare certe malattie senza i vaccini (ma sappiamo già che c’è qualcuno che dirà che la prevenzione si fa con la sana alimentazione e l’igiene nelle aule). Infine a margine notiamo che così come la Lorenzin non è laureata in medicina nemmeno la Taverna lo è, eppure nessuno fa notare la cosa quando la senatrice parla e firma proposte di legge (legittimamente essendo una parlamentare) sulle vaccinazioni.

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Qualche giorno fa il M5S di Santarcangelo di Romagna ha organizzato una convegno per presentare la posizione del M5S sulle vaccinazioni pediatriche. Le relatrici sono state Paola Taverna e la consigliera regionale Raffaella Sensoli (che già si espresse contro la proposta di legge regionale sulle vaccinazioni obbligatorie). La Taverna inizia subito spiegando che «Noi siamo stati un po’ tirati in questa storia in cui non volevamo entrarci, addirittura le prime azioni all’interno del Parlamento del M5S erano quelle di rivedere i quattro vaccini obbligatori». La questione è quella del vaccino esavalente, una vecchia battaglia no-vax, con il quale si somministravano due vaccini in più di quelli obbligatori. La senatrice fa capire alla platea che se fosse stato per il MoVimento ce ne sarebbero stati ancora meno: «Poi abbiamo fatto anche un altro discorso, considerando che dei quattro vaccini obbligatori ce ne sono alcuni che – come l’Epatite B – possono essere tranquillamente posticipati come età». In poco meno di un un minuto già due espliciti ammiccamenti ai temi cari ai Genitori Preoccupati (ben rappresentati in sala).

Paola Taverna ha detto che il M5S è a favore delle vaccinazioni ma che ritiene che i vaccini debbano essere discussi con il pediatra “nel rispetto della sensibilità dei genitori” e della “necessità del bambino”. Un’affermazione che è esattamente sovrapponibile alle rivendicazioni dei free-vax e di coloro che chiedono inutili esami pre-vaccinali. Il problema però è che di recente il M5S ha precisato di non essere contro l’obbligo e che la proposta di legge avanzata dalla Taverna è “superata”. Per contrastare gli interessi economici di Big Pharma poi secondo la Taverna i vaccini dovrebbero essere prodotti dallo Stato tramite l’Istituto Farmaceutico Militare. Perché, è il tema, i vaccini devono essere “puliti e sicuri” e anche al riparo da chi ci vuole guadagnare”. Al di là del fatto che avviare la produzione di un vaccino è un processo lungo e costoso non si capisce perché a questo punto lo Stato non dovrebbe produrre da sé tutti i farmaci. Forse perché il M5S non è contro i farmaci ma solo contro le vaccinazioni? Il dubbio è legittimo.

Paola Taverna e i morbillo party

Tra gli applausi la Taverna ribadisce che “un bambino non vaccinato è un bambino sano” e non un untore. Il che è senza dubbio vero, fino al momento in cui quel bambino sano non si ammala di una malattia prevenibile con la vaccinazione. Ma la Taverna va oltre ricordando che quando era piccola quando aveva un cugino con una malattia esantematica “facevamo la processione a casa di mia zia”. Ai più attenti non sarà sfuggita la strizzatina d’occhio a quelli che organizzano i morbillo party. Ma la cosa interessante è che la Taverna – e i genitori in sala – accettano tranquillamente il rischio correlato al morbillo ma non quello (decisamente minore) relativo alla vaccinazione. Senza accorgersi che entrambe le “procedure” sono forme di immunizzazione, solo che una delle due (la vaccinazione) è più sicura dell’altra.

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Cosa succederà quando il M5S andrà al governo, chiede un genitore che sui vaccini ha la sua “sensibilità”, verrà abrogata la legge Lorenzin? Prima la Taverna dice “eccerto” poi fa capire che i tempi sono tutt’altro che certi e che in ogni caso un governo a 5 Stelle non può tollerare la presenza di dieci vaccini obbligatori. La Taverna “rispetta le idee di quelle persone che non vogliono vaccinare i propri figli” e spiega che “per consentire a loro di fare la propria strada” va messa in atto una campagna di sensibilizzazione “agli altri”. In pratica i no-vax possono tranquillamente continuare a fare la loro libera scelta perché si sarà qualcuno che si farà carico del “rischio” al posto loro. E questo per il futuro governo a 5 Stelle pare essere perfettamente accettabile, anzi, è così che dovrebbero andare le cose.

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«Su questo presunto legame tra vaccini e autismo, cosa ne pensate?» chiede uno dei presenti. La Taverna non vuole deludere la platea ma nemmeno cadere in una trappola e risponde: «ad oggi questa correlazione viene considerata impossibile però io sono dell’opinione che la scienza non è statica, la scienza è per sua natura in evoluzione, se dovessero aggiungersi delle informazioni o pro o contro questa teoria nessuno farà finta di non vederle». Insomma non c’è nessun nesso causale poi “ci sono tante teorie” e se la Taverna avesse la possibilità di gestire un Istituto Superiore di Sanità senza conflitti d’interesse sarebbe “molto più sicura su quello che il Presidente dell’ISS ci racconta”. Se il M5S andrà al governo – conclude la Taverna – si faranno gli stati generali sui vaccini, un tavolo di esperti con discussione pubblica sul tema, perché anche la senatrice ha “dei dubbi”. A quanto pare quindi il MoVimento 5 Stelle continua a strizzare l’occhio ai no-vax, questo nonostante le numerose rassicurazioni degli esperti cooptati dal MoVimento. Il tema dei vaccini continua a essere oggetto di campagna elettorale perché il M5S sa, e ha sempre saputo, che parte del suo elettorato è composta da scettici, free-vax e no-vax. E non vuole che questi elettori finiscano tra le braccia di Matteo Salvini e della Lega.