Fact checking

Le sette soluzioni di Luigi Di Maio al problema dell'immigrazione (non risolvono niente)

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Luigi Di Maio negli ultimi mesi si è costruito una reputazione di esperto di flussi migratori. Qualche tempo fa Di Maio sosteneva che le ONG che operavano nel Mediterraneo erano in combutta con gli scafisti. Poi il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro lo ha smentito spiegando di non avere le prove e che si trattava solo di ipotesi di lavoro. Poco meno di un mese fa il Vicepresidente della Camera era salito in cattedra e si era rivolto al Presidente francese Emmanuel Macron per spiegargli la situazione dell’immigrazione. Oggi finalmente Di Maio ci dà le soluzioni per fermare gli sbarchi.

Perché al M5S non piacciono le proposte di Merkel e Macron

I sette punti di Di Maio sono quelli proposti ieri dall’eurodeputata Laura Ferrara (una che sull’Europa ha le idee chiare) sul blog di Beppe Grillo. Il MoVimento 5 Stelle non ha gradito il risultato dell’accordo di Parigi sui migranti. Secondo i pentastellati c’è poco da festeggiare sull’accordo raggiunto tra i leader di Italia, Francia, Germania e Spagna in seguito all’incontro con quelli di Ciad, Niger e Libia per controllare il flusso dei migranti. Angela Merkel ha detto che Italia e Grecia non possono farsi carico da sole di un problema che riguarda tutti gli stati europei. Macron ha chiesto la creazione di hotspot in Africa per prendere in esame le richieste d’asilo. Una proposta che implica il superamento e la revisione del Regolamento di Dublino che prevede che sia il paese di arrivo dei migranti a farsi carico delle procedure di valutazione delle domande dei rifugiati e che non può essere applicata in tutti i contesti (ad esempio in Siria o il Libia potrebbe essere estremamente difficile). Qualcosa che i 5 Stelle chiedono da molto tempo (ad esempio qui e qui) assieme alla modifica (o la sospensione) dei trattati di Schenghen
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Per Di Maio c’è poco da festeggiare per i risultati del vertice di Parigi. Quale sarebbe il risultato ottenuto? Essere stati invitati da Macron quando per dirgli le stesse cose era sufficiente registrare un video e taggarlo su Facebook (e lui l’ha fatto!) non è certo un successo. Anche perché Di Maio ci spiega che le vere intenzioni di Renzi erano quelle di siglare a Bruxelles “l’accordo che faceva sbarcare tutti i migranti nei porti italiani in cambio di margini d’azione per i suoi 80 euro”. Il riferimento qui è ai presunti accordi sulla missione Triton di Frontex, quando in realtà anche in questo caso Di Maio non ha le prove che Renzi abbia fatto delle concessioni a Frontex per poter ottenere dalla UE il permesso a erogare i vari bonus.

Come il MoVimento 5 Stelle vuole fermare gli sbarchi

Stiamo parlando ovviamente dell’accordo stabilito nell’allegato 3 del piano operativo di Frontex, quello secondo il quale i migranti salvati in mare da Frontex dovevano essere sbarcati in Italia. Questo però non avviene in virtù di qualche accordo segreto (a proposito dove erano i 5 Stelle quando venivano stipulati gli accordi di Triton) ma perché questa è la modalità operativa “standard” di Frontex che prevede che sia il paese che fa da “host country” dell’operazione a farsi carico dello sbarco delle persone salvate in mare in base alla Convenzione di Amburgo in base alla quale Frontex opera in base al principio di non-respingimento che prevede che le persone tratte in salvo non possano essere sbarcate in un paese dove la loro vita sarebbe a rischio.
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È interessante notare che, ora che i leader di quattro dei più importanti paesi europei hanno trovato un’intesa per arrivare a proporre una revisione del trattato di Dublino (insomma siamo davvero all’inizio) il MoVimento propone di stracciare il Regolamento di Dublino ovvero cancellarlo. È il classico gioco al rialzo del M5S per poter continuare a fare opposizione perenne. È il dilemma di chi non può e non vuole, a causa di posizioni ideologiche, mai trovarsi sulla stessa linea dei vecchi partiti, della casta e dei Poteri Forti. Ci sono però alcune conseguenze interessanti: senza il Regolamento di Dublino (nella versione attuale o rivista) l’Italia dovrà farsi carico di tutti i migranti perché non ci sarà un trattato in base al quale ricollocarli. E il Regolamento di Dublino per altro riguarda solo i richiedenti asilo e non tutti i migranti.

Luigi Di Maio ha scoperto l’Unione Europea!

In rapporto alla popolazione residente poi l’Italia non è nemmeno il paese europeo che accoglie più rifugiati. Inoltre la Convenzione di Amburgo che disciplina le operazioni di salvataggio in mare non ha nulla a che fare con Dublino III. Per trovare “vie legali di accesso” e contrastare la criminalità organizzata si dovrebbe ad esempio abrogare la Bossi-Fini ma curiosamente Di Maio questo non lo dice. Eppure Emma Bonino lo ha detto qualche settimana fa: se si regolarizzassero gli stranieri e si consentisse loro di entrare legamente in Italia (e in Europa) si potrebbe evitare che finiscano nelle mani della criminalità organizzata. Ma sappiamo che il M5S ha già qualche problema con lo Ius Soli, figuriamoci con una proposta del genere. Di Maio non dice nemmeno quali sono le cause dell’immigrazione da rimuovere. In alcuni casi “rimuovere le cause dell’immigrazione” potrebbe comportare un intervento militare per “risolvere” alcuni conflitti che causano la fuga della popolazione civile. Ma il MoVimento 5 Stelle è sempre stato contro ogni forma di intervento negli affari interni di un paese straniero (salvo tifare per la Russia di Putin quando lo fa). E Grillo ha più volte dimostrato di non aver idea di cosa sia un migrante.

Di Maio regolamento dublino immigrazione
Dal programma Esteri del MoVimento 5 Stelle

Vi ricordate di quando Alessandro Di Battista ci spiegava che devono essere i siriani a decidere se Assad è un dittatore o meno? Ecco. Infine, per rispondere alla domanda di Di Maio su come mai l’Italia ha perso tempo e il governo non è riuscito a “imporre” la sua visione dei fatti agli altri paesi europei. Il motivo è che gli Stati europei hanno deciso di far rimanere le politiche di difesa, la politica estera, la difesa delle frontiere esterne e quelle sull’immigrazione una questione nazionale. Non c’è quindi abbastanza Europa, per dirlo in termini terra-terra. Il problema quindi è più ampio: quello di trovare un accordo a ventisette sulle politiche per le frontiere della UE. Un accordo implica che ognuno dovrà cedere qualcosa per ottenere in cambio quello che desidera. Ed è quantomai curioso che uno dei leader di un partito euroscettico, che all’Europarlamento fa gruppo con l’UKIP ora si lamenti che non c’è abbastanza Europa su questioni rispetto alle i singoli Stati hanno deciso di tenere la propria sovranità.