Economia

Luca Lanzalone: chi è l’avvocato del M5S oggi arrestato per lo Stadio della Roma

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“Aspettiamo di leggere le carte, sappiamo che alle 12 c’è una conferenza stampa della Procura. Al momento non esprimiamo alcun giudizio. Se il progetto va avanti? Se è tutto regolare spero di sì. Chi ha sbagliato pagherà. Noi stiamo dalla parte della legalità”: la sindaca di Roma Virginia Raggi risponde così a chi gli chiede degli arresti per corruzione sullo Stadio della Roma a Tor di Valle a margine di un incontro con i giornalisti internazionali nella sede dell’associazione Stampa estera. Ma sarà difficile per il dossier uscire indenne e per il MoVimento 5 Stelle fare finta di nulla per l’arresto di Luca Lanzalone, attuale presidente di ACEA e facilitatore del progetto che ha portato avanti le trattative tra i proponenti e il Comune di Roma.

Luca Lanzalone: chi è l’avvocato fidato del M5S oggi arrestato per lo Stadio della Roma

Lanzalone, 50enne con studio professionale nel centro di Genova, non è un esordiente. Genova e Crema, entrambe a guida pd, lo hanno cercato per gestire fusioni e razionalizzaioni delle proprie partecipate. A Livorno, con il primo cittadino grillino Filippo Nogarin, si è occupato del la municipalizzata dei rifiuti Aamps. A Voghera, infine, nel cda di Asm, ha incontrato Stefano Bina, che poi è arrivato in AMA durante il primo giro di nomine della Giunta Raggi. Sliding doors: Lanzalone è arrivato in Campidoglio perché l’allora segretario generale del Campidoglio Pier Paolo Mileti gli ha chiesto aiuto dopo l’arresto dell’ex capo del Personale Raffaele Marra. «Soprattutto per il caso della promozione del fratello — chiariva tempo fa Lanzalone — poi ho ripreso il mio trenino verso casa».

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Luca Lanzalone, presidente di ACEA

Affidare al legale il dossier stadio, invece, fu un’idea della sindaca Raggi. Galeotto fu un vertice romano dell’Anci e la presenza del collega pentastellato Filippo Nogarin: «Prova con l’avvocato Luca Lanzalone». Forza del passaparola: consiglio accolto. Ecco, allora, una consulenza a 360 gradi, anche su atti che non riguardano Tor di Valle. Ma senza contratto. «Siamo vicini a definire i confini del lavoro richiesto dal Campidoglio — spiegava il legale — e presto il mio studio scriverà una mail ribadendo la nostra disponibilità e con un preventivo. A Roma non avevo mai lavorato prima». A quel punto, palla al Comune: «Se non si dovesse formalizzare la consulenza? La mia resterà un’attività gratuita. Se si troverà un accordo, lo troverete nella sezione trasparenza del sito di Roma Capitale».

Luca Lanzalone e la presidenza di ACEA

Un mese dopo il Partito Democratico depositò un’interrogazione urgente alla sindaca proprio sulla questione del compenso per il dossier dello Stadio della Roma a Tor di Valle: “L’avvocato Luca Lanzalone il 10 febbraio ha depositato una comunicazione con la quale veniva da me incaricato di seguire alcune vicende in particolare quella della società Eurnova e quindi dello stadio. E specificava che questa collaborazione si sarebbe formalizzata mediante un accordo con l’assessore all’Urbanistica, che però poi si è dimesso, quindi non ha potuto trovare formalizzazione. La troverà a breve appena il nuovo assessore, i cui atti saranno formalizzati nelle prossime ore o direttamente domani, procederà a questa formalizzazione”, rispose all’epoca la Raggi.

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L’interrogazione su Luca Lanzalone presentata da Michela Di Biase in Assemblea Capitolina

Poi arrivò la presidenza di ACEA, a cui Lanzalone  arrivò nel maggio 2017 durante l’infornata decisa dal MoVimento 5 Stelle. La Raggi aveva iniziato il suo mandato con dichiarazioni molto bellicose nei confronti di ACEA, poi rapidamente rientrate. Le associazioni del Forum Acqua Pubblica avevano criticato aspramente la sindaca di Roma per le acquisizioni della multiutility romana. Con Lanzalone arrivò la querelle sulle fontanelle prima e la rissa con la Regione Lazio sul lago di Bracciano poi.

L’arresto di Lanzalone per lo stadio della Roma

Poi è arrivata l’indagine. L’attuale presidente di Acea tra il gennaio e il febbraio del 2017, nelle vesti di consulente per gli M5S portò avanti, sul fronte del progetto stadio, una mediazione con l’amministrazione comunale e la Eurnova, la società dell’imprenditore Luca Parnasi (anch’egli arrestato questa mattina) che acquistò i terreni dell’ippodromo di Tor di Valle, dove dovrebbe sorgere la nuova struttura, dalla società Sais della famiglia Papalia. La mediazione ha portato ad una modifica del primo progetto con una riduzione delle cubature degli immobili “extra stadio” e la cancellazione delle due torri del grattacielo che sarebbero dovute sorgere in prossimità del’impianto.

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Secondo quello che è trapelato dalla procura, gli indagati avrebbero ricevuto, in cambio dei favori agli imprenditori, una serie di utilità, tra le quali anche l’assunzione di amici e parenti. Insieme a Lanzalone ci sono Michele Civita del Partito Democratico, assessore regionale all’Urbanistica all’epoca dei fatti, e Adriano Palozzi di Forza Italia, all’epoca vicepresidente della commissione. Lo studio Lanzalone difende il MoVimento 5 Stelle anche nella causa di Genova per nome, simbolo e sito internet. E poi c’è Luca Parnasi, a proposito del quale oggi Matteo Salvini dice:  “Chi stava lavorando allo stadio della Roma ed è stato arrestato lo conosco personalmente come una persona perbene e spero possa dimostrare la sua innocenza. C’è complicazione nel settore pubblico: il codice degli appalti, la legge contro il caporalato, il proliferare di leggi, codici e burocrazia aiuta chi vuole fregare prossimo. Un Paese più semplice è anche meno corrotto”

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