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Il video di Stefano Montanari sul Coronavirus e sugli immunodepressi per legge

L’«esperto» italiano di nanoparticelle e nanopatologie Stefano Montanari “spiega” che di Covid-19 non si muore, che il coronavirus non è poi così pericoloso e che c’è “qualcuno” che sa da dove è venuto fuori ma la storia del pipistrello infetto non lo convince mica. Ecco un fact checking delle sue affermazioni

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Il coronavirus SARS-CoV-2? Si tratterebbe di un’influenza con un grado di patogenicità molto basso, che colpisce soggetti già affetti da gravi patologie pregresse. A sostenerlo il 19 marzo durante un collegamento con  Byoblu24 è il dottor Stefano Montanari, nanopatologo, farmacista e direttore scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena. Noto esperto di vaccini e nanoparticelle Montanari da tempo combatte contro Big Pharma e la disinformazione in campo medico e scientifico. 

Di pipistrelli, unicorni e nanopatologi

Per diverso tempo si è occupato di nanoparticelle e di patologie connesse alla loro presenza nell’ambiente. Un altro campo di expertise sono i vaccini. Il dottor Montanari è coautore di una ricerca che mette in correlazione la presenza di nanoparticelle nei vaccini pediatrici con il rischio dell’insorgenza di alcune malattie. Circa tre anni fa, nel 2017 aveva annunciato l’intenzione di abbandonare lo studio sui vaccini a causa delle numerose pressioni e dei molti insulti ricevuti. Di insulti ne prese anche dal mondo “free-vax” che lo estromise da una manifestazione perché voleva fare una raccolta fondi per le sue ricerche. Fu poi protagonista di una durissima polemica all’ombra del mitico microscopio elettronico con l’ex senatore Bartolomeo Pepe (che appartiene ad un’altra parrocchia per la libertà di scelta). Infine, durante le ultime elezioni regionali in Emilia-Romagna Montanari era stato il padre nobile della lista “Movimento 3V Vaccini Vogliamo Verità”.

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Ma cosa dice il dottor Montanari a proposito del coronavirus che causa Covid-19? «Si tratta di un virus influenzale nato non è ben chiaro dove e non è ben chiaro come», spiega, perché «pare che sia nato in Cina, poi che non sia nato in Cina, poi chi racconta che è nato dai pipistrelli, chi racconta che è nato in laboratorio» continua enumerando e mettendo sullo stesso piano le varie ipotesi, tra cui quelle complottiste, sulla genesi del virus. Lui dati certi non ne ha, ma dice che «qualcuno è certo che lo sa, ma lo sanno in pochi. Sui pipistrelli io non saprei proprio cosa dire manca solo l’unicorno e abbiano completato il caso». Insomma nonostante sia scientificamente accertato che SARS-CoV-2 sia una zoonosi e che i pipistrelli siano generalmente il serbatoio di diversi coronavirus al dottor Montanari l’ipotesi non convince.

Quando Montanari consigliava gli integratori contro l’infezione

Non è la prima volta che il dottor Montanari si occupa di coronavirus. In un post sul blog del 9 marzo aveva dato consigli su come evitare le infezioni con integratori a base di vitamine, zenzero, curcuma e pepe nero. Il 10 marzo invece annunciava la “chiusura” del blog (oggi è aperto) perché «non avendo interessi di alcun genere, soprattutto non godendo delle simpatie del regime, io stono e, dunque, la decisione più saggia che posso prendere è quella di non trattare più dell’argomento [il coronavirus NdR]. Lo facessi, rischierei il carcere duro e, al di là delle scomodità che dovrei affrontare, in carcere sarei inutile».

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Come prevenire l’infezione, nessuna garanzia

Cosa gli ha fatto cambiare idea? Difficile dirlo, probabilmente la propaganda dei mass media sul Covid-19. Ieri ad esempio ha scoperto – grazie a Massimo Blondet che certo non è né medico né epidemiologo – dell’esistenza di una correlazione tra vaccino anti-influenzale e coronavirus (segno che i vaccini sono pericolosissimi). La fonte è questo articolo del Mirror dove semplicemente si dice che le persone che hanno fatto il vaccino contro l’influenza perché categorie a rischio sono probabilmente anche a rischio di infezione da SARS-CoV-2. Non significa che sono a rischio perché hanno fatto il vaccino ma che il fatto che lo abbiano fatto in quanto già a rischio (perché anziani, ad esempio) significa che devono fare maggiore attenzione.

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Ma che ci dice di Covid-19 Montanari? Innanzittutto che è un virus che è «estremamente infettivo ma rimane innocuo nella stragrande maggioranza delle persone» e che «le persone sane non subiscono assolutamente nessun danno da questo virus» perché – e questo è il dato importante – «la mortalità è bassissima, probabilmente addirittura inesistente». Il dottor Montanari spiega infatti che «se andassimo a controllare tutti i 650 mila morti che abbiamo tutti gli anni ne troverebbe più della metà che hanno questo coronavirus nel loro organismo». In buona sostanza sta dicendo che si moriva di questo coronavirus (SARS-CoV-2) già prima che spuntasse fuori in Cina. C’è poi una lunga disamina sul fatto che non si muoia “per il coronavirus” ma “con il coronavirus” perché molti dei pazienti deceduti avevano già altre patologie.

La storia dei tre morti per coronavirus

Anzi: secondo il dottor Montanari – che lo ricordiamo, una decina di giorni fa non voleva più occuparsi di coronavirus per non finire il galera e che non ha accesso a dati epidemiologici diversi da quelli disponibili sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità – «Per coronavirus i morti sono 3 e qui ho anche qualche dubbio. I morti più o meno accertati sono 3. è l’Istituto Superiore della Sanità a dirlo». Questi sono i dati del 17 marzo, secondo l’ISS erano morte 2003 persone. Al 20 marzo in base al rapporto ISS i deceduti positivi al Covid-19 erano invece 3200. In 481 su 3200 deceduti erano presenti patologie croniche diagnosticate prima di contrarre l’infezione. Ora non è la prima volta che Montanari si improvvisa medico legale a distanza. Qualche tempo fa aveva sostenuto la tesi che Sofia Zago, la bambina morta per malaria, fosse morta di vaccino.

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Fonte

Per Montanari invece «stiamo parlando del nulla» e quando giornali e telegiornali mostrano i cortei di camion militari che trasportano i feretri delle persone morte a Bergamo «tutte queste bare appartengono ai 650 mila morti che abbiamo tutti gli anni in Italia. Non c’è un aumento di mortalità, quindi se lei va in un qualunque ospedale vede ogni giorno uscire delle bare». Peccato che a Bergamo quotidianamente – in un periodo normale – muoiano in media meno persone. Ma questo è un dato probabilmente irrilevante. Ma il dottor Montanari ha le idee chiare, pur non dicendo di aver analizzato il virus o aver visitato qualche paziente affetto da Covid-19, spiega che è sbagliato indossare i guanti: perché «quando ci mettiamo i guanti per contrastare questo corona virus facciamo un disastro dal punto di vista della nostra salute perché impediamo ai nostri funghi, batteri e virus che stanno sulla pelle di interagire con quelli patogeni. Poi con le mani coperte di guanti tocchiamo i nostri vestiti, i cassieri dei pochi negozi aperti (che toccano il denaro, il bancone) su cui si sono depositati i virus, ma il guanto impedisce alle nostre difese immunitarie che stanno sulla pelle di agire». Ma allora perché preoccuparsi così tanto del coronavirus? A quanto pare qualcuno ci vuole vendere un vaccino. Ma non aveva detto che avrebbe smesso di occuparsi di vaccini?

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