Fact checking

L’anatema di Stefano Montanari per la disfatta dei “free-vax” in Emilia-Romagna

stefano montanari movimento 3v emilia romagna - 3

Non sono solo i partiti più importanti a fare l’analisi della sconfitta. Anche in quelli che hanno preso poche migliaia di voti e percentuali dello zero virgola si cimentano con l’analisi del voto. E chi meglio di chi ha passato la vita al microscopio elettronico a cercare nanoparticelle potrebbe cimentarsi nell’impresa di trovare un senso allo 0,47% di Domenico Battaglia, candidato presidente dell’Emilia-Romagna per il “Movimento 3V” dove le tre v stanno per “vaccini vogliamo verità“.

L’ira di Montanari contro gli emiliano-romagnoli

Prima di passare all’analisi del voto del dottor Stefano Montanari (non si capisce bene a quale titolo visto che formalmente non ha alcun ruolo nel partito) va precisato che il Movimento 3V non è andato così male. Certo, quello 0,47% può sembrare poco (è pari a 10.979 voti) ma se lo si confronta con il risultato di altri partitini assume un significato completamente diverso. La candidata del Partito Comunista di Marco Rizzo che si ferma uno zero virgola zero tre per cento più giù e la candidata di Potere al Popolo che ha fatto lo 0,30%.

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Evidentemente non è però il risultato che ci si attendeva ai piani alti del partito che ha visto candidati nomi illustri come quello dell’ex M5S Ivan Catalano, candidato a Modena e che ha ottenuto la bellezza di 130 preferenze. E proprio di Modena, dove il Movimento 3V ha preso lo 0,35%, è originario Stefano Montanari.

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Scrive il dottor Montanari che va rispettato il volere del popolo ma questo non vuol dire che il popolo abbia ragione: «il popolo emiliano-romagnolo si è espresso con chiarezza: il regime che si prende gioco di lui e che usa a suo piacimento la prole del sullodato popolo è ciò che si desidera senza ombra di dubbio». Secondo l’esperto di nanoparticelle «l’ultima cosa che vogliono è la verità e il mezzo punto percentuale arrivato al Movimento 3V ne è la prova indiscutibile», come detto in realtà il movimento 3v è accreditato di qualcosa di meno del mezzo punto percentuale, ma non stiamo qui a fare i precisi. Ma quali conclusioni ne trae Montanari? Al solito in questi casi la sua reazione è sempre la stessa:  «gli emiliano-romagnoli dovranno rispettare la mia volontà, visto che io non devo niente a nessuno e meno che mai a loro. Quindi, quando salterà loro in mente di venire da me a piagnucolare, ci pensino non sette volte ma settanta volte sette».

C’è però da dire che a Rimini il partito ha preso l’1,37%. Ma è noto che la città è una storica roccaforte dei vari movimenti “free/no/boh/anti-vax”. Non bisogna essere troppo severi, il fronte della libertà di scelta in campo vaccinale forse ha patito la troppa offerta. Visto che il movimento Renovatio 21, attivo sul fronte della battaglia contro l’obbligo vaccinale, si era invece schierato con Lucia Borgonzoni e la Lega.

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C’è a chi è andata peggio, pensate al partito di Mario Adinolfi, per l’occasione apparentato con la lista Cambiamo! di Giovanni Toti (poi uno si lamenta delle cose “contro natura”) che a Bibbiano è riuscito a prendere ben due voti (e a livello regionale ha fatto lo 0,29%). Oppure a quei poveracci del MoVimento 5 Stelle che in Calabria hanno raccolto 48.784 voti (59.796 voti se si considera anche la lista civica) a fronte 62.383 domande accolte nella regione per il Reddito di Cittadinanza. Non hanno forse anche loro diritto di prendersela con gli ingrati che non premiano gli sforzi dei partiti?

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