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Come il M5S dice No alla TAV mentre il ministero M5S dice sì alla TAV

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Hard as a rock, direbbero gli AC/DC. Il MoVimento 5 Stelle ribadisce fragorosamente come un sol uomo il suo no, no e poi no alla TAV. Da quando infatti Di Maio e Conte hanno annunciato che la TAV si fa, l’Ufficio Negazione della Realtà del M5S, profumatamente pagato con soldi nostri, si sta impegnando al massimo dei suoi sforzi (di chiacchiere) per ribadire che loro sono contrari, contrarissimi all’Alta Velocità.

Come il M5S dice No alla TAV mentre il ministero M5S dice sì alla TAV

Il tutto accade mentre il ministero delle Infrastrutture retto da Danilo Toninelli dà l’ok alla TAV e nessuno del M5S – diciamo: proprio nessuno – ha pensato di commettere gesti inconsulti tipo dare le dimissioni per non lasciare che tutto ciò passi con il proprio avallo. Non l’ha fatto Toninelli, e figuriamoci. Non l’ha fatto Alberto Airola che aveva pure detto che avrebbe dato le dimissioni e poi, con l’honestah intellettuale che lo ha sempre caratterizzato, ha cambiato idea appena in tempo un momento prima di darle. Non lo hanno fatto i tantissimi eletti pentastellati che hanno perso la password di Facebook subito dopo l’annuncio di Conte. Ma adesso è il turno di cercare di rigirare la frittata.

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E allora ecco l’annuncio sulla mozione No Tav in parlamento, con tanto di incredibile faccia di palta nel dire che si è rimasti coerenti dopo aver promesso dimissioni, tuoni e fulmini ed essersele rimangiate nel giro di una notte per tenersi le poltrone. Il MoVimento 5 Stelle in realtà ha ricevuto l’endorsement di uno dei più importanti leader No TAV il 4 marzo 2018: Alberto Perino aveva invitato a votare i grillini perché sulla TAV davano garanzie (LOL). In tanti ci hanno creduto, tanti sono stati defraudati del proprio voto e oggi i grillini vogliono che rimanga agli atti il loro NO-TAV: di certo non ci rimarranno le loro gesta eroiche per aver tentato di fermare l’Alta Velocità. In un’Italia il cui elettorato crede alle peggiori fregnacce mai sentite, del resto, la chance di lavorare sull’ennesima circonvenzione di elettore incapace ce l’hanno tutta.

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