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«La TAV? Mi dimetto da senatore. Anzi, no, dipende»

@neXt quotidiano|

alberto airola

Vi ricordate il senatore Alberto Airola? Lo avevamo lasciato nella scorsa legislatura il senatore a scoprire che la legge sulle unioni civili, di cui aveva partecipato alla stesura, era incostituzionale e, prima ancora, a votare no dopo aver assicurato il suo sì. Oggi il Corriere della Sera lo intervista dopo che Di Maio e Conte gli hanno alzato la TAV in faccia per chiedergli se si dimetterà come aveva promesso. E ovviamente il senatore Airola…

Senatore Airola, che cosa farà adesso?
«Avevo promesso che mi sarei dimesso se la Tav fosse passata. Non era un ricatto, l’avevo detto d’impeto…».

E dunque si dimetterà?
«Dipende, valuterò nei prossimi giorni».

Da che cosa dipenderà?
«Qualcuno mi ha fatto notare che se mi dimettessi ora non conterei più nulla, invece bisogna restare in Parlamento per continuare a osteggiare quest’opera inutile e dannosa. E, in fondo, penso pure un’altra cosa…».

marco travaglio m5s tav

Che cosa?
«A dimettersi dovrebbero essere tutti gli altri 5 Stelle, non io che sono rimasto coerente».

Di Maio ha ribadito la sua contrarietà al super-treno e ha chiesto che siano le Camere a esprimersi col voto.
«Di Maio ha fatto una dichiarazione pilatesca. Sa benissimo che in Parlamento non abbiamo i numeri per bloccare l’opera. Dovevamo prima di tutto risolvere la questione tra di noi, con il nostro contraente, la Lega».

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