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Lucia Borgonzoni e le passeggiate per combattere la depressione: da “questo lo dice lei” a “non l’ho detto io!”

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Forse Lucia Borgonzoni passerà alla storia come la prima presidente donna e la prima presidente del centrodestra dell’Emilia-Romagna. Ma in attesa del 26 gennaio 2020 non si può dire che la senatrice della Lega non stia facendo di tutto per non lasciare un segno nella storia politica di questo Paese. Di gaffe la nostra ne ha collezionate tante, a partire da quando disse che la sua regione confina con il Trentino (chissà, forse anche sui confini regionali vuole fare “come il Veneto”).

Lucia Borgonzoni e quel tweet su antidepressivi, psichiatri e passeggiate

Ieri il professor Roberto Burioni ha scovato un vecchio tweet (del 20 giugno 2019) sull’account Twitter della candidata della Lega nel quale la Borgonzoni si interrogava sulla possibilità che gli psichiatri prescrivessero “passeggiate nei boschi” invece che antidepressivi. La fonte è un “articolo” pubblicato da un certo Mister Black sul blog altraroba.altervista.org. Non certo uno studio scientifico o l’opinione di un illustre accademico. Anzi, una notizia priva di fondamento scientifico.

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E la cosa fa sorridere perché abbiamo scoperto che oltre alle sciocchezze sul MES e quelle sul “sistema Bibbiano” la Borgonzoni a quanto pare ritiene che una persona senza titoli di studio specifici né abilitazioni mediche possa curare la depressione senza nemmeno visitare i pazienti. Chissà forse all’epoca riteneva che per snellire le liste d’attesa nei centri di salute mentale della Regine si potessero “prescrivere” gite, gitarelle e scampagnate.

Oggi ad Agorà, mentre la Borgonzoni parlava di nuovo della sanità dell’Emilia-Romagna (che funziona bene, come lei stessa ha ammesso) la viceministro dell’Istruzione Anna Ascani le ha rinfacciato che lei era quella che appunto parlava delle passeggiate nei boschi per le persone depresse.

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La senatrice della Lega però non ha alcuna intenzione di entrare nell’argomento, né di fornire una spiegazione. Ed anzi nega la paternità di quel tweet dicendo «non l’ho detto io bisogna stare attenti a quello che si dice». Ed è vero che quell’articolo su “altraroba” non l’ha scritto l’allora sottosegretaria ai Beni Culturali ma è indubbio che il cinguettio con scritto «e se gli psichiatri prescrivessero gite nei boschi anziché antidepressivi?» lo abbia scritto il titolare dell’account della Borgonzoni. Che fino a prova contraria è la Borgonzoni stessa. Per inciso la Borgonzoni stava dicendo che per colpa di una norma della regione Emilia-Romagna nel punteggio per il sostegno alle persone con disabilità ai fini ISEE viene conteggiato anche l’assegno di accompagnamento. Eppure nel RdC (norma votata anche dalla Lega) il bonus caregiver (il contributo per i cittadini che assistono un famigliare disabile) veniva conteggiato ai fini della formazione del reddito ISEE.

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