Fact checking

Come Laura Boldrini sta ingolfando la “Bestia” social di Salvini

Durante tutta la scorsa legislatura Laura Boldrini è stata usata come punching ball dalla macchina della propaganda della Lega di Matteo Salvini (e non solo). L’allora Presidente della Camera ha incarnato per cinque anni il nemico perfetto, quello cui addossare tutte le colpe e le responsabilità per i mali dell’Italia. Insomma l’esempio vivente di radical chic buonista di sinistra coi gessetti colorati.

Come Salvini e la Lega hanno distorto l’immagine di Laura Boldrini

Laura Boldrini però non è nulla di tutto questo, è una donna di sinistra che Salvini ha paragonato ad una bambola gonfiabile, che Gianluigi Paragone (oggi senatore del M5S) alla Gabbia ha accusato di essere a capo di un complotto turboimmigrazionista e su cui molti hanno sfogato i più biechi istinti sessisti mettendone addirittura in dubbio il curriculum e le competenze. Boldrini, Boldrinova, però oggi non è più Presidente della Camera, e può quindi smettere i panni e i toni super partes della terza carica dello Stato adottando un linguaggio politico diverso. Tutto è iniziato con la puntata di Otto e Mezzo del febbraio 2018 quando in studio dalla Gruber si confrontarono Salvini e la Boldrini e la deputata di LeU sfoderò alcuni cartelli che facevano il verso agli hashtag di Salvini come il celbre #risorsesalviniane.

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Che la Boldrini non sia il personaggio politico filo-immigrazionista e sempre pronto a porgere l’altra guancia (e a giustificare stupratori e assassini “stranieri”) rappresentato da certa narrazione popolar-sovranista lo si è visto anche quando ha risposto al giornalista di Tempi Luigi Amicone che parlava di donne “con gli attributi”. Evidentemente però i suoi avversari politici ancora non si sono resi conto del cambio di passo (e di strategia) dell’ex presidente della Camera e pensano che la Boldrini sia quella della risorse boldriniane che vuole accogliere tutti indiscriminatamente.

Laura Boldrini si riappropria del discorso sulle sue idee politiche

Salvini ha deciso di appiccicare sulla Boldrini l’etichetta di quella cui andava bene “l’invasione clandestina incontrollata” anche se negli ultimi cinque anni la deputata di LeU non ha mai detto nulla del genere. Ha fatto comodo raccontare che la Boldrini la pensava così, per agitare i sentimenti dei “popoli che abitano l’Italia da secoli” e coagulare l’elettorato spaventato attorno alle posizione sovranista della Lega che ha scoperto il valore del tricolore e della difesa dei confini non più padani ma nazionali. La Lega è riuscita a convincere una buona parte degli italiani che la Boldrini è una pericolosa nemica del Popolo e del Paese. Ma in questo modo Salvini e il suo staff hanno finito per credere che la Boldrini fosse esattamente così.

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E così Salvini ha continuato con gli attacchi gratuiti, insulti nemmeno troppo velati che non sono certo una forma di critica politica. Dal palco di Verona il ministro dell’Interno ha dichiarato: «Ho letto che balla, si starà preparando per ‘Ballando con le stelle’…». Per Salvini anche ballare evidente è un insulto o una grave mancanza di serietà, un po’ come cantare Bella Ciao o avere i capelli colorati.

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La Boldrini però non è una di quelle ragazzine che Salvini adora mettere alla gogna per aizzare i suoi fan su Facebook. E all’attacco di Salvini ha risposto lanciando un hashtag #ioBalloconLaura che su Twitter ha rapidamente scalato le tendenze social. Evidentemente mentre lo staff della comunicazione di Salvini continuava ad usare il solito schema contro la Boldrini l’ex presidente della Camera aveva fatto i compiti a casa e cambiato strategia.

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Aveva ad esempio capito che su Twitter la Bestia di Salvini non funziona così bene. Secondo Luca Morisi è perché è un social semivuoto dove stanno solo troll e “sinistri”. Eppure la Lega non riesce ad occupare quello spazio, un’opportunità che la Boldrini ha saputo cogliere. Ed anche oggi quando Salvini ha provato a zittire la deputata di LeU dicendo che è una di quelle che vuole l’invasione di immigrati è arrivata la magistrale risposta della Boldrini che, stanca di stare sempre a rispondere alle sue bufale, ha lanciato un altro hashtag #MaQuandoLavori che è entrato subito nella classifica dei trending topic. Qualcuno potrà dire che essendo Twitter un covo di “sinistri” la Boldrini cerca la claque dei suoi quando ogni bravo stratega sa che per vincere una battaglia è sempre fondamentale la scelta del terreno di scontro. Ma evidentemente c’è un elettorato di sinistra che ha ancora bisogno che i suoi leader gli parlino e soprattutto la strategia della Boldrini ha un altro significato: non lasciare che Salvini e la Lega saturino completamente la comunicazione politica sui social riducendo al nulla i discorsi degli altri. In questo senso la campagna di Laura Boldrini è anche una campagna per la libertà: di espressione e di non farsi passivamente definire dall’avversario, che ti lascia gli spazi che vuole dove sei “innocuo”, ma di imporre la propria visione e narrazione.

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