Fact checking

Come mai Salvini sta zitto su Karim che offende “la divisa” di Tea Mercoli?

Il ministro dell’Interno è sempre in prima linea quando si tratta di mettere alla gogna i buonisti che si scontrano con la Polizia. Curiosamente tace quando ad insultare una dirigente della Digos è uno che fa il saluto romano e inneggia a Salvini, allora il segretario della Lega tace. Di Maio almeno ha preso il coraggio a due mani e ha bacchettato “quel cafone di Verona”, che forza eh?

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«La ricetta dei “democratici”: nel dubbio fare resistenza alla Polizia, sbraitare “fascistaaa!” più un pizzico di “Bella Ciao”! Se questa è l’opposizione… Buona domenica Amici». Così ieri mattina il ministro dell’Interno Matteo Salvini si è divertito a mettere alla gogna un’altra donna “colpevole” di cantare Bella Ciao e urlare fascisti all’indirizzo di alcuni agenti della Polizia di Stato che la stavano trascinando di peso per allontanarla da una manifestazione organizzata dal movimento “non una di meno” contro la violenza sulle donne.

Per Salvini urlare fascisti è un problema, fare il saluto fascista e sputare ad una poliziotta no

Sappiamo che per Matteo Salvini “Bella Ciao” è un insulto, uno della peggior specie. E sappiamo come al fine di creare il consenso il titolare del Viminale abbia bisogno di raccontarsi come vittima dell’odio dei sinistri e dei buonisti. Cittadini presi costantemente di mira da Salvini, soprattutto se minorenni, che ha una strategia: far vedere che i pacifisti sono in realtà dei pacifinti e dei pericolosi violenti.

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Nelle stesse ore però a Verona Karim, un tizio con un dogo al guinzaglio insultava i gay e inneggiando a Salvini facendo il saluto romano. Il problema è che ad un certo punto l’esaltato di turno mostra il culo ad una poliziotta in borghese  (ma ben identificabile in quanto operatore delle Forze dell’Ordine). Quando la dirigente della Digos Tea Mercoli gli si avvicina chiedendogli di smetterla e di darsi una calmata l’uomo inizia ad insultarla facendosi sotto con fare minaccioso e nella foga di urlare sputa inavvertitamente in faccia alla poliziotta. Ad un certo punto parte anche un “cogliona” detto chiaramente all’indirizzo della Mercoli.

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La dirigente della Digos mantiene la calma ma Karim continua a stuzzicare l’agente dicendo che questo è un paese libero e così via. Per ovvi motivi l’uomo non può dare della fascista alla Mercoli e a differenza dell’attivista strattonata dalla Celere e messa alla gogna da Salvini nessuno gli mette le mani addosso. Karim ad un certo punto ribadisce quello che tutti i neofascisti (o presunti tali) amano dire, ovvero che lui “ha rispetto per la divisa” ma che la donna “non si deve permettere”.

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Chissà se Salvini condannerà anche lui dando baci e abbracci e spiegando che il coretto “Salvini uno di noi” e mostrare il culo ad un agente dandogli della “cogliona”, il tutto accompagnato dal braccio teso è un insulto di gravità pari all’urlare fascisti e cantare “Bella Ciao” mentre ti trascinano via di peso. Nel dubbio il vicepremier Di Maio mostra di aver capito tutto e definisce un neofascista “quel cafone di Verona”. Nemmeno il coraggio di chiamare le persone con il proprio nome.

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In attesa di Salvini si è intanto espressa Giorgia Meloni che su Facebook ha scritto oggi: «L’aggressione verbale alla poliziotta di Verona è un’azione inqualificabile che va condannata senza se e senza ma. Chi manca di rispetto agli altri e alle forze dell’ordine, manca di rispetto alla Nazione. Tutta la mia solidarietà all’agente». Curiosamente la Meloni non parla del saluto romano…

Edit: 14.37 : Salvini, lontano dai social, parla di Karim: “Stamani ho chiamato una dirigente della polizia di Verona che ha avuto a che fare sabato scorso con un maleducato. Le forze dell’ordine devono essere rispettate e tutelate, neppure sfiorate. Lo dico da ministro dell’Interno, da cittadino”. “Conto di tornare a Firenze senza centri sociali in giro a rompere le scatole, perché quella non è contestazione, è altro”.

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