Fact checking

Matteo Salvini e il piano per la "sostituzione di popolo" di Laura Boldrini

Matteo Salvini va di fretta oggi, vuole andare al governo il prima possibile per poter fermare l’invasione. No, non siamo in guerra e il Segretario della Lega Nord non ha intenzione di imbracciare uno dei fucili che la Lega tiene in caldo (nella sede di via Bellerio?) per quando verranno chiamati a raccolta i 300 mila martiri che il partito ha da sempre a disposizione quando si tratta di fare qualche sparata populista. No, il problema di oggi è l’invasione degli immigrati che – per la Lega 2.0 – non sono più i terroni che salgono dal Sud Italia (o gli albanesi, o i rumeni) per rubare il lavoro ai padani ma i disperati che vengono in Italia dal Sud del Mondo. Un piccolo cambiamento che consente a Salvini di accarezzare il sogno di essere il leader nazionale degli accerchiati, ovvero quelli che credono che i problemi sono sempre colpa di altri e che lo straniero rappresenti una costante minaccia.
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Matteo Salvini non vuole l’invasione organizzata dai “buonisti” e dalla Boldrini

Passata la paura per le palme in Piazza Duomo a Milano Salvini è tornato oggi ad concentrarsi sul suo bersaglio preferito: la Presidente della Camera Laura Boldrini colpevole, a suo dire, di essere tra le promotrici di un colossale quanto segretissimo piano organizzato per sostituire la popolazione europea con quella di origine immigrata. È il grande ritorno della bufala del Piano Kalergi, una sorta piano che fascisti e sovranisti utilizzano come i Protocolli dei Savi di Sion. Non è la prima volta che Salvini utilizza il servizio de La Gabbia dove si accusa apertamente Laura Boldrini di essere a capo di una cospirazione internazionale per far invadere l’Europa e l’Italia dagli immigrati provenienti dall’Africa.

La Gabbia: Laura Boldini e il piano Kalergi di next-quotidiano
Del resto da tempo Salvini va predicando contro l’invasione – a volte con risultati decisamente comici – parlando apertamente di genocidio delle popolazioni (celti, etruschi, latini, padani etc..) che vivono in Italia.

È in corso un tentativo di genocidio delle popolazioni che abitano l’Italia da qualche secolo e che qualcuno vorrebbe soppiantare con decine di migliaia di persone che arrivano da altre parti del Mondo. Non possiamo permettercelo, un Paese normale con un Governo normale blocca le partenze, blocca gli sbarchi e non ne arriva più neanche uno.

La matematica per Salvini è un’opinione e quindi decine di migliaia di persone riuscirebbero nell’incredibile impresa di soppiantare una popolazione di  60.795.612 persone delle quali solo 3.874.726 sono cittadini stranieri regolarmente residenti. Secondo Salvini e i teorici del complotto il genocidio delle popolazioni che vivono in Italia da qualche secolo (quindi non da sempre) ha un nome ed un responsabile, si tratta infatti della vecchia storia del Piano Kalergi. Per farla breve il Piano Kalergi è la versione aggiornata e rivista della bufala dei Protocolli dei Savi di Sion. Prende il nome da Richard Nikolaus von Coudenhove-Kalergi, un politico austriaco che ha teorizzato l’idea di Paneuropa e ha questa particolarità: non ha mai parlato di un piano di invasione organizzato per sterminare i popoli europei. Ma questo è un altro dettaglio, per i complottisti Kalergi è stato colui che ha teorizzato l’utilizzo dell’immigrazione per snaturare le radici europee. Le frasi attribuite a Kalergi (e di conseguenza il fantomatico Piano) sono il frutto di un lavoro di copia&incolla delle dichiarazioni di Kalergi, dalle quali i complottisti avrebbero dedotto l’esistenza del Piano di sterminio. Ovvio, l’hanno inventato loro. Naturalmente chi crede nell’esistenza del Piano Kalergi è contro un’Europa dei popoli, perché favorirebbe il meticciato e l’inquinamento della razza europea (qualsiasi cosa voglia dire). Favorendo l’invasione degli immigrati i soliti poteri forti (inutile che stiamo a fare nomi, li conoscete già!1) prenderanno il controllo delle nostre esistenze, rendendoci schiavi nella nuova élite politico-economico-culturale. In buona sostanza chi crede che ci sia un piano per far invadere l’Europa dagli immigrati generalmente ha profonde simpatie per un altro cittadino austriaco del Novecento diventato famoso intorno agli anni Trenta.
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Laura Boldrini alla ricerca di nuovi europei

Partiamo con una premessa: il nostro continente sta invecchiando, parecchio. A questo va aggiunto il basso tasso di crescita demografica, tradotto: gli europei (e gli italiani) non fanno abbastanza figli. Questo significa che tra qualche decennio il nostro sistema pensionistico potrebbe collassare. A dirlo è stato Leonit Bershidsky su questo pezzo pubblicato da Bloomberg che si basa sui dati di questo report della Commissione Europea sull’invecchiamento della popolazione e il rapporto con le necessità della spesa pensionistica:

Facendo un calcolo a spanne, Leonid Bershidsky, su Bloomberg , calcola che l’Europa avrebbe bisogno di 42 milioni di nuovi europei entro il 2020. Cioè domani. E di oltre 250 milioni di europei in più nel 2060. Chi li fa, tutti questi bambini?

Si tratta di proiezioni statistiche per il futuro, per cercare di delineare quale strategia mettere in campo per riuscire a sostenere l’aumentare della spesa per le pensioni a fronte di una diminuzione progressiva della forza lavoro attiva in grado di versare i contributi necessari. L’aveva scritto anche l’Economist qualche tempo fa, i rifugiati “convengono” all’Europa ma il concetto può benissimo essere esteso a tutti gli stranieri che vogliono venire da noi per lavorare e guadagnarsi da vivere onestamente. Chiunque avesse avuto la pazienza (ma soprattutto la capacità) di leggere il pezzo di Repubblica avrebbe capito dopo poche righe che il problema per il Vecchio Continente è che sta invecchiando troppo e che non ci sono sufficienti lavoratori in grado di sostenere, versando i contributi, il peso del sistema pensionistico. Oggi in Europa in media ci sono quattro persone in età di lavoro per ogni pensionato, nel 2050 ce ne saranno due. In Germania ci sono 24 milioni di pensionati contro 41 milioni di adulti, in Spagna 15 milioni di over 65 sono a carico di 24,4 milioni di lavoratori mentre in Italia 38 milioni sono in età da lavoro e 20 milioni aspettano l’assegno dell’INPS. Naturalmente stiamo parlando di immigrazione regolare, di persone che pagheranno le tasse e contribuiranno alla crescita economica e sociale del Continente. Nel servizio si accusano la Boldrini e il governo di accondiscendere al piano d’invasione invece che porre in essere una seria politica di sostegno alla famiglia. È vero che in Italia manca una politica organica di sostegno alla maternità e alla paternità (assegni famigliari, assistenza, servizi, asili nido e quant’altro) per incentivare i nostri concittadini a fare più figli ma il problema della denatalità non può essere risolto così. Non è che servono immigrati, servirebbero nuovi europei. Ma purtroppo l’indice di natalità europeo è molto basso e non è realistico pensare che gli attuali cittadini europei si mettano a figliare per “produrre” quaranta milioni di bambini nei prossimi cinque anni. Non resta quindi che rivolgersi al contributo che può dare l’immigrazione regolare. Non è un problema di politiche che non permettono ai giovani di mettere su famiglia, come sostiene Grillo (o chi per lui). Scrive Leonid Bershidsky:

There’s no way to organically increase the EU’s population so as to get an extra 42 million people by 2020, let alone 257 million by 2060: You can’t force people to make more babies. Increased immigration is therefore Europe’s only salvation from an approaching fiscal disaster

Come se non bastasse ci si metterebbe anche l’ONU a teorizzare scenari apocalittici per i nativi europei, ovviamente con il beneplacito della Boldrini, questa figura potentissima che non ci si spiega come mai sia solo Presidente della Camera e non regina dell’Universo. Ma davvero l’ONU “prevede” uno scenario del genere per l’Italia? Neppure per idea. Basta infatti leggere lo studio (qui gli scenari per l’Italia) per accorgersi che tra gli scenari c’è anche il seguente:

Scenario II, which is the medium variant with zero migration, assumes that fertility and mortality will change according to the medium variant projections of the United Nations 1998 Revision, but that
there will be no migration into Italy will occur after 1995.

Tradotto per chi ha poca dimestichezza con l’inglese: lo scenario II assume che “non ci sarà immigrazione in Italia” dopo il 1995. Ma lo studio è del 2001, come abbiamo detto. Che significa? Perché l’ONU fa dei conti su uno scenario già superato da 6 anni al momento della pubblicazione? Significa semplicemente che gli scenari riportati non sono previsioni, ma solo esercizi aritmetici per scoprire “cosa succederebbe se” o “cosa sarebbe successo se”. Insomma, l’ONU non teorizza e non prevede nessuna “invasione” di 150 milioni di immigrati, semplicemente fa dei calcoli per vedere cosa produce il modello matematico sotto diversi input. Tutto questo Salvini lo sa fin troppo bene, infatti evita accuratamente di parlare di Piano Kalergi e preferisce usare delle fantasiose perifrasi come “sostituzione di popolo”. Che coraggiosone il nostro Capitano.