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“Effetto Salvini” in Emilia-Romagna: nessuno ricorda Lucia Borgonzoni ma solo le sue gaffes

Il dubbio che ci sia una raffinatissima strategia di comunicazione viene. Perché non è possibile che la senatrice Lucia Borgonzoni continui intenzionalmente a commettere piccoli errori. Forse è ancora presto per paragonarla ad un Luigi Di Maio, ma ci deve essere una spiegazione dietro alle gaffes a ripetizione inanellate dalla candidata della Lega in Emilia-Romagna.

La nuova gaffe di Lucia Borgonzoni

L’ultima è un peccatuccio veniale scovato dal candidato del PD Stefano Bonaccini. A corredo dell’evento Facebook organizzato ieri a Bologna è stata caricata una foto della Borgonzoni a Ferrara. Siamo sicuri che la senatrice della Lega, essendo proprio di Bologna (è pure consigliera comunale) sappia benissimo distinguere la sua città dal capoluogo estense. Ma questa, come detto, è solo l’ultima gaffe di una candidata che qualche tempo fa – da sottosegretario alla Cultura – aveva rivelato di non leggere un libro da tre anni. La stessa persona che non sapeva elencare le regioni confinanti con l’Emilia-Romagna inserendoci il Trentino e l’Umbria.

borgonzoni bologna ferrara foto -1

Un errore da prima elementare che certo non sposterà i voti degli elettori. I quali per altro non sembrano essere poi così interessati o consapevoli del nome del candidato della Lega. Almeno questo è quello che è emerso dalle interviste mandate in onda ieri sera a Piazza Pulita. Forse il motivo è che Salvini non ne fa più il nome? Perché il vantaggio de Carrocccio è che la campagna tra la gente la fa Matteo Salvini, ed è a lui che gli elettori penseranno quando voteranno Lega. Con la differenza che eleggeranno la Borgonzoni, e le cose potrebbero prendere una piega inaspettata una volta che si saranno spenti i riflettori.

Quelli che non sanno come si chiama la candidata della Lega (perché tanto c’è Salvini)

E così mentre Salvini traina il carro della Borgonzoni sfoderando il suo repertorio da campagna elettorale alla candidata non rimane molto da fare. Anche perché quando entra nel concreto di quello che vorrebbe fare per l’Emilia-Romanga le cose vanno ancora peggio, come dimostra la storia degli ospedali da tenere aperti tutti i giorni o altre fregnacce da campagna elettorale. Che però sono fisiologiche: nel senso che non esistono politici che non siano venditori di fumo o di sogni o che non si approprino dell’operato altrui. Allora meglio le gaffe, che almeno fanno sorridere e non rischiano di danneggiare la candidata che propone un “cambiamento” per la Regione. Del resto Donald Trump ha costruito il suo successo elettorale nonostante le sviste, gli errori e le bufale: tutti ridevano e alla fine alla Casa Bianca ci è andato lui.

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Il problema è che gaffe a parte sembra che non tutti riescano a tenere a mente il nome della candidata. Un caso tra tanti è quello del candidato di Fratelli d’Italia Michele Barcaiuolo che in un cartello “fatto in casa” esposto ad un suo gazebo elettorale invitava a votare per Lucia Bergonzoni, candidata per tutto il centrodestra al grido di tutti per uno uno per tutti.

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Una svista, ovviamente. E il povero Barcaiuolo non merita di essere messo in croce più del dovuto. Anche perché dopo la grande convention del Paladozza fu proprio Matteo Salvini (o meglio chi segue la comunicazione del leader della Lega) a sbagliare il nome della sua senatrice lanciando su Twitter l’hashtag #BergonzoniPresidente. Bufale, gaffe e scivoloni assortiti del resto contano poco: l’importante è che ci sia Matteo. E Salvini c’è. Il problema è che ci sarà solo fino al 26 gennaio, come ben sanno gli elettori che hanno fatto vincere la Lega e il centrodestra in Sardegna, Umbria e Basilicata.

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