Cultura e scienze

Le bufale sulle bufale raccontate da Nadia Toffa

nadia toffa morta

Ora che Nadia Toffa non c’è più e che non può più ribattere è facile ricordare per l’ennesima volta come il metodo Iene (perché non era il “metodo Toffa”) sia una forma di spettacolarizzazione del giornalismo che spesso e volentieri ha dato spazio alle peggiori bufale pseuoscientifiche. Qualcuno però in questi giorni si è fatto prendere la mano e ha attribuito alla Toffa la quasi totalità dei servizi a carattere antiscientifico mandati in onda dalla Iene. Un modo un po’ meschino per ricordare le “responsabilità” della giornalista morta nei giorni scorsi.

Quelli che “in nome della Scienza” gettano fango su Nadia Toffa

Responsabilità che Nadia Toffa condivide con la redazione delle Iene, come abbiamo sempre scritto. Ma si tratta pur sempre di servizi giornalistici che nulla hanno a che fare con la vicenda personale e la malattia di Nadia Toffa. Anche quando abbiamo parlato di omeopatia qui su queste pagine (e non si può certo dire che siamo a favore) abbiamo sempre ribadito che il malato, il paziente, ha tutto il diritto di pensare che può essere guarito da qualsiasi cosa, perché è umano, terribilmente umano. Il punto cruciale è che non deve essere lasciato solo in mano di ciarlatani e truffatori. E in molti casi quelle inchieste attribuite alla Toffa come quelle sui poteri curativi del veleno di scorpione o su Stamina non sono nemmeno state condotte dalla Iena-Toffa. Eppure circolano su Facebook alcun post che riassumono la carriera della Iena attribuendole sostanzialmente il peggio di quanto prodotto e messo in onda dalla trasmissione di Davide Parenti.

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Ad esempio è vero che la Toffa fece un servizio sul bambino morto di otite perché curato con l’omeopatia dove dice che «la scienza si divide su chi dice che funziona e chi la considera acqua fresca» senza dire però che la “divisione” non significa che il 50% dei medici pensa una cosa mentre il 50% il contrario ma che una piccola minoranza di omeopati ritiene funzioni mentre non esistono evidenze scientifiche dei benefici reali dell’omeopatia. Un metodo di presentare le informazioni simile a quello del criticatissimo servizio su vaccini e antivaccinisti. Ed è vero che fece un assurdo servizio sull’esperimento Sox del Gran Sasso dove faceva una gran confusione tra cesio, cerio e parlava di un’imminente Fukushima.

A cosa serve gettare fango su Nadia Toffa?

Non è vero però che fu autrice dei servizi sul Caso Stamina che venne invece seguito dal collega Giulio Golia. Nel 2010, quindi prima dell’arrivo di Nadia Toffa alle Iene, Golia fu autore anche di un altro servizio attribuito alla Toffa: quello sul miracoloso Escozul, il veleno di scorpione che avrebbe il potere di curare il cancro. I servizi in realtà furono due, e sì, la storia del veleno di scorpione che curava i tumori era una bufala, smentita anche dall’Istituto Superiore di Sanità.

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Anche la storia del “servizio su Matteo Viviani, lasciandolo libero di informare milioni di spettatori italiani in prima serata che il cancro si cura con l’aloe vera” è una balla che getta fango sulla Toffa. Perché il servizio non è su Matteo Viviani ma di Matteo Viviani, che è uno delle Iene e fu lui (e non la Toffa) a seguire il caso dell’Aloe Vera che viene usata per curare i tumori (curiosamente per la IARC l’Aloe Vera è da considerarsi un potenziale cangerogeno). Non risulta nemmeno che la Toffa fu autrice di inchieste sulla “dieta del gruppo sanguigno” del Dottor Mozzi (si occupò invece di quella “mima digiuno”, che però è un’altra cosa).

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Che colpa ne ha Nadia Toffa se altre Iene hanno propalato bufale? Nessuna. Poteva denunciare il metodo adottato dalla trasmissione, diranno i più duri e puri. Ma è un’obiezione che lascia il tempo che trova perché ognuno è responsabile di quello che dice (o scrive) non di quello che fanno gli altri e con lo stesso ragionamento si dovrebbero chiudere tutti i giornali (online e non). Ma a cosa serve tutto questo inutile elenco pieno di errori? Per dire che «quando muori ti viene perdonato tutto» e che «la gente si scorda che hai spalato merda antiscientifica negli ultimi 10 anni». Ma non è così, perché è pieno di persone che ricordano i servizi delle Iene e della Toffa, in special modo quelli antiscientifici. E non glielo perdonano. Non lo fanno perché inventano bufale a loro volta, dicono che Nadia Toffa – morta a causa di un tumore – ha sostenuto che ci si potesse curare con le medicine alternative, cosa che non risulta abbia mai detto. E chi è peggio? Chi va in televisione a raccontare cazzate o chi racconta cazzate su una persona morta? Nadia Toffa non c’è più, le Iene vanno ancora in onda, scegliete voi cosa è più utile criticare. Ma almeno fatelo a ragion veduta.

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