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Massimiliano Mecozzi: chi è l'omeopata del bimbo morto per l'otite

I familiari di Francesco, il bambino morto all’ospedale Salesi di Ancona per un’otite «curata» con l’omeopatia, sono due commercianti che hanno anche altri due figli minorenni e convinti sostenitori delle cure omeopatiche. Per il figlio si erano rivolti al dottor Massimiliano Mecozzi, medico omeopatico con studio a Pesaro, che da tre anni seguiva il bambino, mai curato con antibiotici dall’età di tre anni.

Massimiliano Mecozzi: chi è l’omeopata del bimbo morto per otite

Circa 15 giorni fa Francesco si è ammalato di otite bilaterale: i genitori non si sono rivolti alla pediatra di famiglia, la dott. Rosera Falasconi, ma al dottor Mecozzi, che avrebbe visitato il piccolo in due occasioni, consigliando ai familiari una terapia a base di preparati omeopatici. Francesco però peggiorava, era sempre più debole, con la febbre che andava e veniva. Fino alla notte del 23 maggio, quando ha perso conoscenza: a quel punto il padre e la madre l’hanno portato nell’ospedale di Urbino, dove una Tac ha rivelato gravi danni al cervello. I sanitari hanno disposto il trasferimento nel nosocomio pediatrico ‘Salesi’, dove, alle 4 del mattino del 24 maggio, è stato tentato senza successo un intervento chirurgico per la rimozione dell’ascesso cerebrale. Gli organi del bimbo sono stati donati. Il Corriere Adriatico così dipinge Mecozzi:

Mecozzi, 55 anni, originario di Roma dove si è laureato in Medicina nel 1996, è conosciutissimo tra i cultori dell’omeopatia. Un uomo religiosissimo viene descritto da chi lo conosce. Un fervente credente anche se da collocare in frange di confine con la chiesa cattolica. Tanto da aver fatto parte in passato di gruppi di preghiera improntati a un forte misticismo come quello del Roveto Ardente, da tempo sciolto dopo essere stato al centro di un’inchiesta giudiziaria partita da Varese e conclusasi con un’archiviazione per le accuse di truffa e circonvenzione di incapace.

massimiliano mecozzi
E il quotidiano racconta che il dottore ieri non ha voluto rilasciare dichiarazioni. La figlia ha spiegato che adesso non è il momento: «Mio padre non può ricevere,non rilascia nessuna dichiarazione. Quando deciderà di parlare sarà lui a farsi vivo. Ma ora non insistete, non è il momento. Abbiate la sensibilità di capire quello che è successo. Grazie».

Il dottore, l’omeopatia e l’otite

“Il medico omeopata che aveva in cura mio nipote da 15 giorni, ha spaventato mia figlia e il marito; entrambi erano come paralizzati dalla paura. Per questo hanno aspettato prima di ricoverarlo in ospedale ad Urbino”, ha detto ieri al sito del Resto del Carlino di Pesaro Maurizio O., il nonno di Francesco. “Mia figlia e mio genero si fidavano di lui, perché anche in passato aveva gia’ curato il piccolo con gli stessi metodi. Ma stavolta non avrebbero dovuto farlo, perché nonostante il peggioramento delle condizioni negli ultimi giorni, le febbri alte, due visite in studio e un video realizzato quando stavo entrando in coma, il dottor Mecozzi , che tra l’altro li ha costretti a scegliere tra il pediatra e lui, l’ha scoraggiata dal portare il bambino in ospedale. E quando l’ha fatto – continua il nonno del minore – era troppo tardi. Ora voglio che paghi”.
ospedale salesi ancona massimiliano mecozzi
A quanto si è appreso, fino a 48 ore prima di correre nel nosocomio di Urbino, quando ormai Francesco era semi incosciente, e da lì al ‘Salesi’, il nucleo familiare ha avuto come unico referente il dottor Mecozzi (sul quale pende ora anche un’inchiesta interna dell’Ordine del medici), e non si è rivolto al pediatra di base. L’omeopata seguiva il bambino da tre anni. Francesco era uno dei suoi numerosi piccoli pazienti, anche se, scrive l’ANSA, non risulta che avesse una specializzazione in pediatria e a tutt’oggi i medici del Salesi non sanno quali prodotti abbia somministrato.
EDIT: A proposito del dottor Mecozzi, il presidente dell’Ordine dei Medici di Pesaro dice:

“Convocherò il dottor Massimiliano Mecozzi nella sede dell’Ordine, come prevede la procedura, poi deciderò se aprire un provvedimento a suo carico, che porterò in Commissione disciplinare. La Commissione opera secondo un ventaglio di possibilità, che vanno dall’avvertimento alla censura, dalla sospensione alla radiazione dall’Ordine dei medici”. Il dottor Paolo Maria Battistini, oculista di Fano, è il presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Pesaro. Conosce bene Mecozzi, essendo stato segretario dell’organismo per 25 anni. ”So che all’Ordine – dice all’ANSA – non è mai arrivata alcuna segnalazione da parte di pazienti o familiari scontenti del suo operato, né alcuna denuncia”. Ora però il dottor Mecozzi è indagato per omicidio colposo, per aver curato il piccolo Francesco, 7 anni appena, esclusivamente con farmaci omeopatici, portandolo – secondo l’ipotesi accusatoria – alla soglia di un coma da cui non si è più risvegliato. ”Non mi risulta – spiega Battistini – che il collega abbia mai trasgredito il codice deontologico, ma sarà la magistratura, alla quale assicuriamo piena collaborazione, a far luce su questa tragica vicenda”.

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